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Pugni all'arbitro dopo l'espulsione: “Mi vergogno, ma non sono violento”

Il giovane della ColicoDerviese si è reso protagonista di un atto di violenza durante la sfida di domenica

Un messaggio per fare mea culpa dopo una reazione condannata dalla sua società. Sono giorni tosti in casa ColicoDerviese dopo il fattaccio avvenuto nella mattintata di domenica 12 marzo: al termine della gara disputata sul campo della Vertovese, campionato Allievi Regionali U17, un giovane bluceleste è stato espulso e ha aggredito l'arbitro Stefano Bolandrina della sezione di Lovere prendendolo a pugni. Nel pomeriggio sarà il giudice sportivo a esprimersi, ed è da mettere in conto una sanzione decisamente lunga per il casse 2006, ma nel frattempo il giocatore lecchese ha scritto una lettera e l'ha indirizzata al fischietto bergamasco, un 19enne.

Pugni all'arbitro: squalificato per cinque anni il 16enne della Colicoderviese

“Chiedere scusa non sarà mai abbastanza, so di aver sbagliato e me ne sono reso conto subito - si legge nelle righe diffuse dalla ColicoDerviese -. Ho avuto due minuti di totale blackout e mi vergogno del gesto che ho fatto, chi mi conosce sa perfettamente che non sono il ragazzo violento descritto su tanti giornali in queste ultime ore. Mi dispiace aver deluso tutti, compagni, staff e società che hanno sempre creduto in me. Dopo quei due minuti di follia ho cercato subito l arbitro per porgere le mie scuse ma mi è stata negata la possibilità vista la situazione che si è venuta a creare, e posso solo che comprendere”.

“Un ragazzo per bene”

“Ho commesso un grave errore ne sono consapevole e ho cancellato in un attimo tutti i sacrifici fatti per questo sport che amo; so che sarà impossibile rimediare ma adesso l’unica cosa che vorrei fare è poter incontrare di persona l’arbitro per potermi scusare personalmente. Questa vicenda mi ha insegnato che con la violenza non si risolve nulla ed è un insegnamento che porterò nella mia vita quotidiana. Sconterò la giustizia sportiva e, se mi sarà data la possibilità, tornerò a praticare questo sport che tanto mi ha dato in questi anni”, si chiude la lettera.

“Il ragazzo è una persona per bene - conferma la società dell'Alto Lario -, non ha mai dato a noi nessun problema e siamo legati a lui con affetto, perciò gli diamo la possibilità di scusarsi, anche se rimane il suo un gesto inqualificabile e sconsiderato e di cui dovrà rispondere”.

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