Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca Via dell'Eremo

Turni extra per i bonus in busta paga e visite fiscali durante i turni in guardia medica: nove medici nei guai

"Stachanov", la prima delle due indagini sull'Azienda ospedaliera, ha fatto emergere un sistema di turni irregolari costruito ad arte

Domenico Nera, a sinistra e Andrea Atanasio, a destra

Un'indagine lunga e complessa, quella partita nel 2011 e portata avanti dagli agenti della Digos di Lecco, i cui risultati sono stati presentati oggi 18 dicembre da Domenico Nera, dirigente della Questura cittadina.

Sotto la lente d'ingrandimento oltre mille pagine di documenti riguardanti i turni dei medici operanti al Pronto soccorso e nei presidi di guardia medica di tutta la provincia, nel periodo compreso tra il 2009 e il 2011: grazie a un'attenta analisi e dopo aver sentito diverse persone implicate, 9 persone sono state denunciate in stato di libertà.

L'indagine, denominata "Stachanov" con riferimento al minatore che riorganizzò il modello del lavoro nella Russia sovietica, è partita nel 2011 da un esposto presentato da un medico, che segnalava una gestione impropria dei turni soggetti al sistema premiante, ovvero a quella disposizione regionale che premia la disponibilità di un medico a sostituire un collega in servizio al 118 o alla guardia medica, quando costui abbia un impedimento. 

Concretamente, la norma prescrive che tutti i turni del comparto soccorso siano sempre coperti (non si tratta, quindi, di un sistema previsto per situazioni d'eccezione), per garantire costantemente assistenza e soccorso in caso di necessità. Gli operatori che, quindi, aggiungono un turno supplementare di 8 ore al loro turno regolare per assicurare questa copertura, vengono retribuiti con 52 euro l'ora, nel caso dei medici, e 26 euro l'ora per quanto riguarda infermieri e soccorritori.

L'esposto presentato tre anni fa segnalava, dunque, una gestione "impropria": indagando, gli agenti della Digos hanno quindi scoperto che si trattava di un vero e proprio sistema in cui tre dottori combinavano ad arte le disponibilità e le assenze, anche di alcuni colleghi, per beneficiare del sistema premiante, e in un mese capitava che un medico facesse anche 4 o 5 turni di questo tipo, con un considerevole aumento della sua retribuzione.

I tre "organizzatori", Giorgio Falbo, nato nel 1958 e residente a Como, con Guido Francesco Villa e Barbara Lavelli, 60 e 47 anni, entrambi residenti a Milano, sono ora indagati per concorso in abuso d'ufficio e truffa aggravata per erogazioni pubbliche. 

Il lavoro delle forze dell'ordine, però, non si ferma qui. Durante l'indagine, infatti, emergono delle irregolarità che riguardano anche i dottori della guardia medica: alcuni di loro sembrano svolgere troppi turni consecutivi, a volte che addirittura si sovrappongono. È il caso del medico che risultava concludere il turno alle 20 in un presidio, ma averne iniziato un altro alle 19.30 a chilometri, oppure della dottoressa che in un giorno, stando agli atti, ha lavorato 26 ore su 24. E ancora, il caso più eclatante: in tre mesi, c'era chi accumulava 1624 ore di lavoro, pari a 45 settimane dei regolari turni di un operaio. E come se non bastasse, c'era anche chi, mentre sulla carta doveva risultava di turno al presidio di guardia medica, nelle stesse ore firmava certificati delle visite fiscali.

Nell'occhio del ciclone sono finiti, quindi, quattro dottori residenti in città e due residenti in provincia: si tratta di Valter Valsecchi., classe 1965 (indagato per non aver impedito un reato di cui era a conoscenza, fatto che per il codice penale equivale a compiere il reato stesso), Housein Shaban, nato nel 1955, Rocco Minò, 43enne, Francesca Criscuolo, 49 anni, Arnaldo Bombaglio, nato nel 1966 e il 34enne P.M.: per loro i capi d'imputazione sono interruzione di pubblico servizio, falsità materiale, truffa e reato continuato (quest'ultimo non ascritto a Minò, che avrebbe commesso solo una volta i reati). L'aver beneficiato del sistema premiante, in questo caso, non costituisce reato, perché i turni venivano organizzati e assegnati dagli altri tre medici, con lo scopo preciso di sfruttare e far sfruttare i bonus economici. 

Sentiti dagli inquirenti, i tre medici indagati per aver organizzato i turni ad hoc si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, rendendo difficoltoso per gli inquirenti stabilire quali siano le motivazioni alla base del "sistema". L'ipotesi più probabile avanzata dagli investigatori è che si trattasse di favori fatti con l'aspettativa di riceverne altri in conseguenza. Per sapere se l'intuizione degli agenti è andata nella giusta direzione bisognerà attendere che i tre rispondano alle domande del giudice.

Si sono giustificati in vario modo, invece, gli altri 6 indagati, in alcuni casi fornendo come spiegazione l'aver svolto le visite fiscali durante i turni di guardia medica perché "il servizio era comunque garantito dai soccorritori e dal derivatore di chiamata", che rendeva il dottore rintracciabile a chi avesse telefonato in guardia medica per un problema, ma non certo a chi si fosse presentato personalmente al presidio. 

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