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Duccio Facchini

Duccio Facchini

Qui Lecco Libera: "Metastasi i fatti"

Questa sera in una sala Ticozzi a Lecco, gremita all'inverosimile, Qui Lecco Libera ha presentato una serata di approfondimento dal titolo "Metastasi i fatti", l'inchiesta che sta destando clamore in città

Una due ore in cui i "ragazzi" di Qui Lecco Libera, l'associazione che da anni indaga, si batte, informa, contesta e protesta sull'infiltrazioni mafiose nel capoluogo lecchese, hanno ricostruito i fatti accaduti dal 7 marzo 2011 fino ai giorni nostri, sulla base degli atti giudiziari contenuti appunto nell'inchiesta denominata Metastasi.

Il tutto partì appunto lo scorso 7 marzo 2011, da Valmadrera e più precisamente dal bando di gara per l'aggiudicazione della gestione del lido di Parè. Nella disamina condotta da Duccio Facchini i dominus della vicenda sono l'ex consigliere comunale a Lecco Ernesto Palermo e Mario Trovato.

Tutto ruota intorno al citato bando di gara per la gestione del lido di Parè, dove Palermo si è venuto a trovare nella posizione di tessitore della tela che si intreccia tra i diversi personaggi coinvolti, appunto Mario Trovato, Saverio Lilliu, Antonello Redaelli, l'ex sindaco di Valmadrera Marco Rusconi ed altri.

Palermo si venne a trovare nella posizione di referente sul territorio di Trovato, gestendo i rapporti, pressioni e intese con Rusconi per l'emissione di detto bando di gara il cui esito doveva essere favorevole alla società, appositamente costituita, Lido di Parè i cui soci erano appunto Redaelli e Lilliu. Questi fu poi costretto a cedere le proprie quote alla sua compagna, in quanto il suo casellario giudiziario risultava incompatibile con i requisiti richiesti dal bando.

Di rilievo, sottolinea Facchini, è stato il ruolo di Palermo, il suo insistere su Rusconi per cercare di favorire l'aggiudicazione del bando di gara alla Società Lido di Parè di come l'ex sindaco Rusconi gli riferisse puntualmente l'evolversi della pratica e di come questa poi si sia arenata a causa delle indagini in corso.

Tra l'altro nella disamina vengono citati l'assessore del comune di Valmadrera Zangari e di come questi abbia sollevato il problema al proprio sindaco Rusconi di come il progetto presentato dalla Lido di Parè prevedeva un'enorme colata di cemento. Facchini sottolinea inoltre che il progetto di costruzione era stato curato da Alberto Invernizzi, attuale consigliere comunale a Lecco in capo ad Appello per Lecco, che però, ribadisce lo stesso Facchini, non risulta indagato.

Tralasciando i corposi riferimenti a date, persone e personaggi a vario titolo coinvolti nella vicenda, Facchini arriva, nella parte finale della sua ricostruzione, a tracciare il profilo del sindaco di Lecco Virginio Brivio, che seppur non indagato, ha svolto un ruolo cruciale nell'affaire "Lido di Parè".

Brivio avrebbe fatto da interlocutore tra Marco Rusconi, Antonello Redaelli (ricevuto nei propri uffici a palazzo Bovara), Ernesto Palermo, per cercare di venire a capo di una situazione che si era compromessa ed aggravata a causa dell'informativa atipica emessa dalla Prefettura di Lecco (a quel tempo il Prefetto era Valentini) in cui si avvisava il sindaco Rusconi, sulla possibile infiltrazione mafiosa nella suddetta società che si era aggiudicata il bando.

Facchini sottolinea come Brivio sia concretamente intervenuto per cercare una via di uscita alla situazione di stallo che si era venuta a creare, mentre Rusconi, resosi conto tardivamente della gravità della sua posizione abbia resistito, ricorrendo al TAR contro l'aggiudicazione del bando a detta Società in quanto aveva iniziato i lavori ben prima dell'effettiva aggiudicazione del bando.

Molti i commenti ed i ringraziamenti rivolti dai presenti agli organizzatori della serata, che si è conclusa con gli interventi di alcuni dei presenti.

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