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Un momento della presentazione avvenuta in Camera di Commercio

Un momento della presentazione avvenuta in Camera di Commercio

Lavoro. Nel Lecchese aumentano gli occupati, ma i laureati devono espatriare

Tempi duri per le figure "high skill": la gran parte deve cercare un posto tra Milanese e Monzese. In aumento le "imprese rosa"

Va "Oltre la crisi", come da titolo della presentazione del rapporto, il lavoro nel lecchese. La Casa dell'Economia di via Tonale ha ospitato l'annuale presentazione del corposo Rapporto fornito dall'Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro, stilato sulla base dei dati forniti da Gruppo Clas, dal Settore Istruzione, Formazione Professionale, Lavoro della Provincia di Lecco e dall'Ufficio Studi, Statistica e Osservatori della Camera di Commercio di Lecco.

I dati, sintetizzati in alcune slide proiettate alle istituzioni e agli Istituti scolastici invitati ad assistere alla presentazione, certificano una ripresa che, dopo dieci anni di sofferenza, ha portato l'occupazione ai livelli precrisi (2008), "la più difficile degli ultimi settant'anni", come specificato in apertura sul Rapporto. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 5,8% del 2016 al 5,3% del 2017, portando quello di occupazione al 69,2% (151.500 occupati, incremento di mille dal 2016, +4mila nel biennio), superando il dato registrato nel 2008 (67,8%); gli avviamenti sono aumentati del 4% rispetto al 2016 (+1.500). «Stiamo uscendo dalla crisi prima degli altri, non è un caso. Il nostro centro di formazione per l’impiego funziona bene, questi sono i risultati», ha spiegato Flavio Polano, presidente della Provincia di Lecco.

Rapporto sul lavoro: i dati del 2017

"High-skill" ambiti "fuori". Cambia ancora la richiesta

I dati positivi sull'occupazione trovano una nota stonata nella località in cui le figure professionali "high-skill" (laureati e non solo): nonostante l'aumento dei posti di lavoro disponibili (+2.500 unità nel 2016), il 57% di queste figure viene impiegato dalle aziende di Milano e Monza Brianza (45% per il "medio livello"); di contro, il 30% degli assunti nel Lecchese proviene dalle province limitrofe. Del resto, sono ancora troppo pochi i posti di lavoro offerti agli universitari rispetto alle richieste degli stessi studenti e/o laureati. Analizzando la richiesta delle imprese, prosegue l'espansione dell'occupazione nei servizi (38%), è in linea quella nel manifatturiero, mentre prosegue l'emorraggia nella richiesta per l'occupazione nel settore dell'edilizia e in quelli di commercio e artigianato. Lieve la ripresa degli impiegati nei posti pubblici.

Aumentano, però, i lavori occupati con un contratto di lavoro a tempo determinato o a termine: si è passati dal 46% degli avviamenti nel 2015 al 56% del 2017. Nel complesso, quindi, solo il 20% degli avviati al lavoro riesce a iniziare la propria carriera con un contratto a tempo indeterminato. Positiva, invece, la riduzione della richiesta di ore di cassa integrazione, tornata ai livelli precrisi dopo tre anni di continua contrazione.

L'esito formativo è positivo: l'abbandono scolastico rimane stabilmente sotto il 10%, così come si mantiene sotto i livelli di guardia l'irregolarità nel percorso di studi (perdita di un anno, cambio d'indirizzo scolastico, ecc, 24%). Il 70% degli studenti, infine, passa dalla scuola superiore all'università; di essi, mille sono stati i laureati triennali nel 2017, 700 coloro che hanno raggiunto il titolo di studio specialistico e magistrale. Il tasso dei NEET (persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione) si ferma al 9%, in calo di due punti percentuali rispetto al 2016.

Lavoro femminile: ancora dati positivi

Prosegue il trend positivo per quanto concerne il lavoro femminile, come già sottolineato nel settimo Rapporto (2016). Le donne occupate sono aumentate nel 2017 (+1,4%), così come quelle attive (+1,6%), così com'è cresciuto, per fare da contr'altrare, il numero delle donne in cerca di lavoro (+3,9%, tasso da 7,4 a 7,6%). L'aumento del lavoro femminile va collegato a una maggiore disponibilità di posti di lavoro al di fuori della provincia di Lecco, esattamente come per quanto detto tra le professioni "high-skill": sono circa undicimila le donne che trovano all'esterno del confine provinciale. Nel 2017, infine, ha toccato e superato quota cinquemila il numero delle "imprese rosa", in gran parte attiva nel settore terziario.

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