Cronaca Via Isella

Mappa dei ponti a rischio crollo in Italia: c’è anche il cavalcavia d'Isella

Il quadro delle infrastrutture a rischio pubblicato dal Secolo XIX all'indomani del crollo del ponte Morandi a Genova

La sera in cui caddero i calcinacci dal Ponte d'Isella, chiusio

Anche il cavalcavia d'Isella, Civate,  è tra i ponti italiani che fanno paura: a dirlo una "mappa del rischio" crolli pubblicata dal Secolo XIX di mercoledì 15 agosto 2018, che traccia un quadro delle infrastrutture della Penisola dopo il drammatico crollo del ponte Morandi "Brooklyn" a Genova.  

Il cavalcavia comasco, che collega Civate alla sua frazione, è noto è chiuso al transito dei mezzi a partire dal novembre 2016, come conseguenza delle verifiche effettuate sull'onda del crollo del cavalcavia di Annone Brianza. Nonostante gli annunci dei rappresentanti politici, i lavori per la demolizione e ricostruzione dell'importante struttura sono ancora lontani dal partire, mentre ad Annone il cantiere è stato anche fermato per le indagini su presunti ordigni bellici.

Cadono calcinacci dal ponte di Isella: chiusa la Statale 36 

Secondo l'Istituto di Tecnologia delle Costruzioni del CNR citato dall'articolo del Secolo XIX, decine di migliaia di ponti in calcestruzzo armato, costruiti tra il 1955 e il 1980 in Italia "hanno superato oggi la durata di vita per la quale sono stati progettati e costruiti".

Per sistemarli o sostituirli con opere più moderne, secondo il quotidiano, servirebbero decine di miliardi di euro e anche sapere quali sono le strutture più in crisi ma "in Italia non esiste un censimento dei ponti o una mappatura dei cavalcavia -prosegue l'articolo -non c'è neanche il "Catasto nazionale delle strade" , pure previsto dal codice della strada".

La rete stradale italiana

Secondo quanto ricostruito dal Secolo, la parte maggiore della rete stradale, 1,3 milioni di chilometri, è competenza dei comuni, altri 155mila chilometri sono delle Regioni, mentre l'Anas si occupa di 25.500 chilometri di strade e del 90% dei 24.241 chilometri di strade statali. A questi si aggiungono i 7.123 chilometri di autostrade, con 686 gallerie e 1608 tra ponti e viadotti, "la cui responsabilità e manutenzione è affidata ai concessionari".

Gli allarmi

Già prima del cedimento del ponte Morandi a Genova, erano state diverse le segnalazioni di strutture malridotte e potenzialmente pericolose in ogni parte d'Italia: segnalazioni moltiplicatesi in maniera esponenziale soprattutto sui social network nelle ore immediatamente successive alla tragedia ligure. 

"Non sempre - scrive ancora il Secolo XIX - le denunce di cittadini e amministrazioni locali - che parlano di piloni e strutture ammalorate, rugginose e con crepe - mettono in evidenza casi di vero pericolo per la tenuta strutturale delle opere. Ma in molti casi gli allarmi sembrano fondati".

E tra i casi citati c'è anche il Viadotto dei Lavatoi a Como che, scrive il giornale e viene riportato dai colleghi di QuiComo, "pare a rischio". Sempre nella nostra zona si fa riferimento anche ai ponti della Milano-Meda (alcuni, secondo una perizia andrebbero chiusi entro fine agosto, come riporta MilanoToday).

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mappa dei ponti a rischio crollo in Italia: c’è anche il cavalcavia d'Isella

LeccoToday è in caricamento