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Chiude la Riva Acciaio di Annone, quaranta dipendenti a casa

L'annuncio durante un incontro fra azienda e sindacati

Chiude la Riva Acciaio di Annone Brianza, lasciando a casa 40 dipendenti: l'annuncio è stato dato oggi 11 giugno dall'azienda ai sindacati, in un incontro svoltosi alla sede di Confindustria.

La decisione della multinazionale di chiudere la sede del Lecchese  dipenderebbe dalla fase fortemente negativa che sta vivendo il mercato della rete elettrosaldata, in caduta negli ultimi anni a causa della crisi edilizia, una situazione peggiorata ulteriormente dai sequestri che hanno coinvolto l'Ilva di Taranto, parte del gruppo Riva, e delle pesanti conseguenze economiche dell'indagine "Ambiente svenduto". L'azienda, infatti, per questo era già ricorsa agli ammortizzatori sociali, con il contratto di solidarietà che scade il prossimo 30 settembre.

Ancora tre mesi scarsi di lavoro, quindi per i 40 dipendenti ancora attivi sull'impianto: una delegazione di questi, durante l'incontro fra azienda e parti sociali, ha manifestato in protesta fuori dalla sede di Confindustria.

I sindacati hanno però fatto sapere che dai vertici dell'azienda ci sarebbe apertura sulle possibili strade alternative alla mobilità immediata dei lavoratori e sulla loro ricollocazione, di cui si discuterà certamente al prossimo incontro fra rappresentanti sindacali e azienda,  previsto per mercoledì 8 luglio.

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