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I volontari in azione mentre posizionano le barriere

I volontari in azione mentre posizionano le barriere

Rospi: tanto lavoro e fatica per la loro salvezza

Anche quest'anno si è tenuta la campagna di salvataggio dei rospi del Moregallo, nella zona Melgone/Onno.

Una parte fondamentale per la tutela e salvataggio dei rospi è la posa delle barriere che è avvenuta grazie allo spirito di abnegazione dei volontari che hanno a cuore questi anfibi.

Il Rospo comune adulto (Bufo bufo il nome scientifico) vive stabilmente nel bosco durante l'anno, non è legato ad ambienti acquatici come le sue cugine rane, ma all'acqua deve andarci obbligatoriamente una volta all'anno per deporre le uova.

Ci va ad inizio primavera, dopo il periodo di letargo invernale, vi si trattiene giusto qualche settimana, il tempo necessario per trovare un compagno/compagna e deporre le uova e poi torna subito nel bosco.

Le uova sono racchiuse in lunghi filamenti gelatinosi che la femmina depone in acqua bassa attorcigliandoli a sassi o vegetazione per non farli portar via dalle onde.

Mentre la femmina depone, il maschio prescelto, che è ben più piccolo,  le sta saldamente aggrappato sul dorso e feconda le uova. Purtroppo spesso capita che lungo il percorso che dal bosco, dove vivono, porta all'acqua dove si riproducono, siano costretti ad attraversare una o più strade. Il rospo è lento, cammina o fa piccoli salti, e nell'attraversare la strada la probabilità che qualche auto lo investa è molto alta. Per questo è necessario operare con campagne di salvataggio.

Nell'area in cui operano i volontari sono state posizionate barriere di plastica su entrambi i lati della strada o appena dentro il bosco, in modo da bloccare sia la discesa che la successiva risalita dei rospi, che non sono in grado di scavalcarle,ed evitando così che finiscano in strada schiacciati dalle auto.

I volontari "armati" di di guanti, graffettatrice, giubbetto catarifrangente, secchio, mazzetta, pinza, cazzuola o paletta, cesoia, falcetto, roncola, zappino, badile, ruspa hanno inizialmente posato le barriere lungo il i tratti del lago interessati alla migrazione dei rospi.

Per tutta la durata della migrazione, i volontari percorrono la barriera a monte della strada, prendono i rospi che sono stati bloccati, li mettono in un secchio e li liberano in punti prestabiliti in riva al lago. Un lavoro analogo va fatto anche alla barriera a valle per riportare nel bosco gli individui che hanno già deposto le uova. Questo va fatto tutte le sere, in ogni condizione meteo, giorni feriali e festivi.

Si inizia prima che faccia buio e si continua per 2, 3 o anche 4 ore, a seconda del periodo e dell'intensità dei passaggi. I rospi si muovono maggiormente nelle serate calde e umide, ancor di più con la pioggia. Per valutare lo stato di salute della popolazione i volontari eseguono anche un'attività di monitoraggio anno con anno, contando tutti i rospi che  vengono trasportati sia in discesa che in risalita, maschi e femmine.

Distinguere i due sessi non è difficile perchè le femmine sono molto più grosse, i maschi hanno cuscinetti nuziali ruvidi sulle dita delle zampe anteriori che servono a star meglio aggrappati alla femmina durante l'accoppiamento. Solo i maschi, inoltre emettono il caratteristico canto. Per svolgere questa attività il volontario adotta scarponcini leggeri, giubbetto catarifrangente, un paio di guanti per non sporcarsi le mani, un secchio e una torcia a batteria, meglio se ricaricabile e di media potenza.   

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