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Domenica, 25 Settembre 2022
Cronaca Moggio / Piani di Artavaggio

Rifugisti ed esercenti stanno con la Regione: "Sì allo sviluppo se ad Artavaggio torna lo sci"

Dopo le polemiche delle scorse settimane in merito al Patto territoriale per lo sviluppo sciistico, presa di posizione di chi vive i Piani ogni giorno

"A fianco della Regione, perché si torni a sciare ad Artavaggio". Prosegue la discussione sull'incentivo allo sviluppo delle aree montane voluto da Regione Lombardia, che nel nostro territorio interesserà i Piani di Bobbio e quelli di Artavaggio. Verranno sviluppati piste da sci e sentieri, come previsto dal "Patto Territoriale per lo sviluppo integrato delle area montane e dei comprensori sciistici ed escursionistici dei Piani di Bobbio-Valtorta e dei Piani di Artavaggio in Valsassina in Provincia di Lecco".

La scelta è stata pesantemente criticata dalle associazioni ambientaliste, e dopo la difesa da parte dei sindaci della Valsassina, ora tocca ad abitanti, rifugisti ed esercenti di Artavaggio, che hanno inviato al nostro giornale una lettera nella quale si dichiarano favorevoli allo sviluppo.

"Interventi attesi da 20 anni"

"Dopo aver letto moltissime contestazioni su diversi giornali locali, con il comunicato ufficiale dei nostri primi cittadini abbiamo finalmente ricevuto chiarezza sui progetti di sviluppo per i Piani di Artavaggio - scrivono - Ringraziamo Regione Lombardia che ha aderito al Patto territoriale e ha confermato la disponibilità a investire sul nostro territorio, portando avanti i lavori iniziati dall'Amministrazione di Moggio nel 2006 con la faticosa riapertura della funivia, la rimozione degli ski-lift e, con l'aiuto delle Amministrazioni di Cassina e di Cremeno, l'installazione di 4 tapis roulant. Si tratta di opere e interventi da noi auspicati e che aspettiamo da oltre 20 anni. Non dimentichiamo purtroppo il periodo in cui la funivia è stata chiusa e le conseguenti difficoltà economiche (e non solo) che abbiamo dovuto affrontare; dal 2001, infatti, quando la società proprietaria degli impianti decise di chiudere, al 2006, non è stato per nulla semplice 'tenere in piedi la baracca'. E a volte purtroppo, nonostante la riapertura della funivia e la passione che ci accompagna ogni giorno, questa paura e incertezza sul domani ritorna: come può Artavaggio rifiorire senza lo sci? E senza la neve programmata? Chiaramente anche Moggio ha sofferto per questa situazione e diverse attività locali negli anni hanno deciso di chiudere".

"Ci prendiamo cura della montagna"

Per questo motivo la pioggia di soldi - 11 milioni di euro - voluta da Regione Lombardia viene vista come uno spiraglio di luce. "Con l'arrivo dei finanziamenti previsti dal Patto territoriale si può finalmente guardare avanti con più fiducia, puntando sulla valorizzazione del territorio della Valsassina e sul miglioramento della qualità dei servizi offerti per il turismo. Il nuovo impianto di risalita permetterebbe di potenziare i Piani di Artavaggio, offrendo una proposta contestualizzata e non invasiva, in quanto pensata per una zona che a oggi non interferisce con attività tipiche, come i percorsi per le ciaspolate o per lo sci d'alpinismo. È sicuramente nostro interesse - proseguono abitanti, rifugisti ed esercenti - che il tutto venga realizzato nel pieno rispetto della natura e soprattutto della montagna, un tema molto discusso in quest'ultimo periodo e che noi viviamo in prima persona ogni giorno, cercando di fare il meglio possibile per la salvaguardia dell'ambiente. Il nostro lavoro non si ferma al semplice ristoro del turista; costantemente, infatti, ci preoccupiamo di rendere accessibili i sentieri, di sistemare scarpate e mantenere con cura i boschi. Crediamo inoltre fortemente nel potenziale della Valsassina, che da più generazioni rappresenta la nostra casa e il nostro lavoro e speriamo che questa occasione economica offerta dalla Regione, con la collaborazione della Comunità montana e della Provincia, possa aiutarci a rendere il nostro territorio ancora più 'attraente' in tutte le stagioni dell'anno. Si tratta infine di un intervento che permetterebbe di trovare nuove possibilità lavorative anche per i nostri giovani, che sempre più si stanno allontanando dalla Valsassina in cerca di un futuro più sicuro. Speriamo tanto di poter prendere questo 'treno'; negli anni tanti ne son passati ma purtroppo si sono fermati solo su altre montagne".

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