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Poco personale, tanti contagiati, 40mila giorni di ferie accumulati: il personale sanitario torna in strada. «È il primo passo»

850 le persone (su 2.600) che sono state trovate positive al Covid-19 nel corso della pandemia, ma non è l'unico dei problemi denunciati. 135mila le ore di riposo da smaltire

Sono chiari e ribaditi nuovamente i motivi che, nella prima mattinata di venerdì 14 maggio, hanno portato i lavoratori dell'Asst Lecco a scendere in strada davanti al "Manzoni" di Lecco, al "Mandic" di Merate e anche al presidio di Bellano. Cronica mancanza di personale, l'incapacità di valorizzare lo stesso, i metodi unilaterali nella gestione delle relazioni sindacali, il continuo taglio del diritto al part time, l'esternalizzazione/privatizzazione di servizi della sanità pubblica, gli 850 contagiati su 2.600 dipendenti: questi i pilatri su cui si fonda la protesta del personale sanitario sotto le sigle di Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl, Nursing Up, Usb, Nursind e del coordinatore delle Rsu di Asst Lecco Ercole Castelnovo.

sciopero asst lecco ospedale 14 maggio 20217

«Lo sciopero è il primo passo»

«Arrivano momenti in cui non ce la si fa più, neanche passando dalla Prefettura siamo riusciti a evitare questo momento di necessaria mobilitazione - ha introdotto Diego Riva, Segretario Cgil -. Ci sono anomalie che vanno avanti da anni, tutti devono sapere che lavoratrici e lavoratori hanno dei diritti, ma faremo il nostro dovere fino in fondo. La prima questione è quella delle relazioni sindacali che mancano, il problema non è solo di categoria ma di tutte le confederazioni».

sciopero asst lecco ospedale 14 maggio 20215 diego riva

«C’è un senso di responsabilità verso una questione enorme, legata a livelli insostenibili di stress, frutto di centinaia di contagi e migliaia di ore di ferie che si sono accumulate - gli fa eco Mirco Scaccabarozzi, Segretario Cisl -. Di fronte all’intollerabilità va tenuta alta l’attenzione, Asst Lecco non deve rimanere un elemento di passaggio del lavoro. Ancora non è stata la legge di riordino a livello nazionale, abbiamo riscontri assolutamente negativi in merito alle trattative. Abbiamo avuto problemi di gestione del personale, al 50% composto dal privato; noi siamo per il 100% pubblico, è un problema del sistema Paese e del sistema Lombardia. C’è anche il problema della sanità territoriale, non si può usare il Covid per celarlo; i consultori hanno altri problemi, così come i medici di medicina generale».

sciopero asst lecco ospedale 14 maggio 20214 mirco scaccabarozzi

«Ho visto colleghi dell’edilizia e dei pensionati, si capisce che lo sciopero non è contro i cittadini - illustra Salvatore Monteduro, Segretario Uil del Lario -. All’interno del sistema accadono cose vergognose, ci sono colleghi che dopo 14 mesi di stress si sono dimessi. È vergognoso accettare che un operatore sanitario arrivi a questo livello. Tutelandolo si tutela la salute dei cittadini. Se la sofferenza delle famiglie è stata minimamente limitata è solo grazie agli operatori sanitari, ma non si può chiedergli di rinunciare oltre a ferie e affetto dei loro cari. Dopo il Covid ci sarà un’altra emergenza: quella del 20% dei cittadini che hanno visto le cure oncologiche e cardiologiche sospese. Questo sciopero è solo il primo passo, serve subito un potenziamento del sistema. È vergognoso non occuparsi di tutto ciò».

sciopero asst lecco ospedale 14 maggio 20213 salvatore monteduro

40mila giorni di ferie e 135mila ore di riposo si sono accumulati

Spazio anche ai Segretari di Funzione Pubblica: «La scelta è stata doverosa e inevitabile, la Direzione nega i problemi e si nasconde dietro le proprie verità. Siamo nel periodo in cui si programmano le ferie, cosa diventata impossibile dato che i lavoratori hanno oltre 40mila giorni da recuperare dal 2020 oltre alle 135mila ore di riposo; inoltre c'è tanta gente che esce dal personale, ma poca che entra, daoto che i concorsi non ci sono e si cerca d'integrare i reparti attraverso le cooperative, il reparto di Ortopedia è appaltato a una realtà esterna ad Asst Lecco», ha spiegato Catello Tramarulo (Cgil). «La sicurezza è migliorata, ma le emergenze nell'emergenza sono ancora troppe; oggi si parla di vaccini, domani sarà il Pronto Soccorso, la terza ondata ha fatto emergere un chiaro problema organizzativo», ha aggiunto Massimo Coppia (Uil del Lario), «la mobilitazione mi sembra riuscita e sentita, dimostra che i problemi sono reali», ha invece commentato Pippo Leone (Cisl).

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