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La veglia delle Sentinelle in piedi a Lecco lo scorso 22 marzo (foto Fb/Sentinelle in piedi Lecco)

La veglia delle Sentinelle in piedi a Lecco lo scorso 22 marzo (foto Fb/Sentinelle in piedi Lecco)

Sentinelle in piedi, a Lecco una veglia per dire no alle unioni civili

Sabato 23 maggio l'appuntamento con la protesta silenziosa

È in programma per sabato 23 maggio una veglia delle Sentinelle in piedi lecchesi, in contemporanea con la manifestazione che si svolgerà in cento piazze italiane per dire no ai matrimoni fra persone dello stesso sesso e alla "stepchild adopion", che permetterebbe a un omosessuale di adottare i figli naturali del compagno o della compagna.

In piazza XX settembre alle ore 17, le "sentinelle" si incontreranno per manifestare secondo le modalità già note del movimento: una veglia in piedi, silenziosa, leggendo un libro.

«Nell’indifferenza generale e nel silenzio complice del mainstream mediatico, il Parlamento italiano sta discutendo un disegno di legge che equipara le unioni fra persone dello stesso sesso al matrimonio - spiegano le "sentinelle" in una nota - Infatti, due uomini o due donne che vivono insieme saranno giuridicamente equiparabili a due coniugi, il che significa che un bambino potrà essere cresciuto da due persone dello stesso sesso, dunque deliberatamente privato del papà o della mamma, grazie all’istituto della stepchild adoption. E significa che la strada per la normalizzazione della pratica dell’utero in affitto, tecnica abominevole per la produzione di bambini ad uso e consumo degli adulti, sarà spianata».

«Ancora una volta chiediamo: di fronte a tutto questo c’è ancora qualcuno che prova un umano dissenso ed è pronto ad alzarsi in piedi? È arrivato il momento in cui non è più possibile stare a guardare: quando la famiglia viene minacciata, quando il matrimonio è attaccato nella sua sostanza, quando i bambini diventano oggetto di diritto, quando l’essenza stessa dell’essere umano è violata nella sua natura di uomini e di donne, occorre fare qualcosa. Arriva il momento in cui ciascuno è chiamato a fare la propria parte. Quel momento è adesso. Non è più sufficiente dissentire fra le mura di casa, perché non c’è verità che persuada e cambi davvero gli altri che non sia espressa pubblicamente e testimoniata davanti a tutti». 

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