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Finanziavano i terroristi anche da Lecco: sgominata organizzazione siriana

Operazione "Foreign Fighters" della Guardia di Finanza, ordinanza di custodia cautelare in carcere per dieci persone. Riciclavano denaro attraverso canali illegali e sostenevano gruppi antigovernativi di matrice islamica

 

Sgominata associazione a delinquere siriana, di carattere internazionale, che non esitava a finanziare gruppi terroristici di matrice islamica.

La vasta operazione "Foreign Fighters" della Guardia di Finanza ha portato questa mattina all'ordinanza di custodia cautelare in carcere per dieci persone, alcune facenti parte della comunità siriana stabilitasi nelle province di Como e Lecco.

Le indagini sono state coordinate della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Brescia. Questa mattina i finanzieri del Servizio centrale investigaione criminalità organizzata (Scico) hanno eseguito le dieci ordinanze di custodia emesse dal Gip. I reati contestati sono riciclaggio, autoriclaggio, abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento. Sono state inoltre individuate condotte relative al finanziamento di gruppi terroristici.

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Indagini scattate con "money transfer" sospetti

Le indagini delle Fiamme gialle sono scattate nel 2015 a seguito di un'attenta analisi sui flussi finanziari intercorsi attraverso il circuito del "money transfer" con i Paesi considerati a rischio, alcuni dei quali effettuati da soggetti segnalati dal Casa (Comitato analisi strategica antiterrorismo) come foreign fighters stabilitisi tra il Comasco e il Lecchese.

L'attività investigativa ha consentito di delineare, accanto all'esistenza di una struttura criminale di origine islamica stanziata in Brianza e attiva nel favoreggiamento dell'immigrazione clandestina in Europa, una incessante attività di raccolta e di trasferimento di denaro - anche attraverso il canale non convenzionale "Hawala" - organizzata in maniera stabile attraverso numerosi "contatti" presenti nei Paesi interessati alle movimentazioni. Un flusso di denaro superiore ai 2 milioni di euro che veniva utilizzato per attività di riciclaggio oltre che al finanziamento di gruppi terroristici vicini all'organizzazione "Al-Nusra". Dalle telefonate intercettate sono emersi movimenti di uomini dell'organizzazione criminale in zone "calde" della Siria per trasferire il denaro a favore dei ribelli antigovernativi.

Giro di denaro tra Svezia, Turchia e Ungheria

Personaggio di spicco dell'organizzazione è risultato Anwar Daadoue alias "Abou Murad", stanziato in Svezia nella città di Norrköping, il quale, come emerso anche nell'ambito di una specifica attività rogatoriale attivata con il Regno di Svezia, gestiva l'attività di trasferimento - al di fuori del sistema bancario - di ingenti somme di denaro contante. Daadoue era coadiuvato in questa attività da Subhi Chdid detto "Abou Alì" - domiciliato in Turchia - unitamente al fratello Hamoud Chdid e ad Abdul rahman Abou Daher. Ulteriori movimentazioni di denaro erano inoltre realizzate anche da un diverso gruppo criminale facente capo al cittadino siriano Salmo Bazzka alias "Abou Mahmoud", stanziato in Ungheria, con la collaborazione di Alaa Bazkka, Ahmed Hakim e Rabi Haidara, in contatto con la precedente consorteria criminale per il tramite di Mouayad Said Ahmad alias "Abou Hamze", uomo di fiducia di Subhi Chdid e in contatto con vari personaggi in Siria tra cui il fratello impegnato personalmente nel conflitto civile.

Grazie a un'operazione "sotto copertura" del Servizio Centrale Ico in collaborazione con i Servizi di sicurezza nazionali, è stato avvicinato un importante membro dell'organizzazione criminale, Ayoub Chaddad, dal quale è stato possibile ricevere importanti informazioni riguardo le metodologie utilizzate dagli indagati per effettuare i trasferimenti di denaro alle fazioni terroristiche con cui erano legati.

Collaborazione tra Gdf e Intelligence

L'operazione - condotta in piena sintonia tra Guardia di Finanza e organismi di intelligence - ha così disarticolato un’organizzazione criminale di matrice siriana che si era radicata in Italia, ma godeva di ramificazioni diversi Paesi, in grado di creare uno stabile reticolo di connivenze idoneo ad assicurare la capacità di garantire lo spostamento di ingenti importi in contanti, completamente al di fuori dei canali legali. Causa infiltrazione di alcuni personaggi organici ad associazioni di matrice terroristica siriana, il sistema inevitabilmente è stato utilizzato anche per il trasferimento di denaro finalizzato a sostentare e finanziare tali organizzazioni.

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