Cronaca

Inquinamento a Lecco: preoccupano i valori dell'Ozono a fine giugno

L'aria in città, secondo Arpa Lombardia, negli ultimi giorni è appena "accettabile". Una definizione non certo lusinghiera dovuta in gran parte alla presenza di O3. Rassicuranti i dati riferiti alle polveri sottili

L'aria a Lecco, secondo Arpa Lombardia, negli ultimi giorni è appena "accettabile". Una definizione non certo lusinghiera dovuta in gran parte alla presenza di Ozono (O3).

Pm10 e Pm2.5, invece, non preoccupano: negli ultimi dieci giorni per le polveri sottili più grosse, anche grazie alle precipitazioni di carattere temporalesco che hanno colpito il nostro territorio, i livelli sono drasticamente calati, passando da un picco di 22 µg/m³ il 21 giugno a valori compresi fra 5 e 13 µg/m³ (la soglia limite per la salute è 50 µg/m³).

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Per le polveri più sottili (Pm2.5), non si è mai superato il livello di 25 µg/m³ posto da Arpa a tutela della salute dei cittadini: valore più alto il 21 giugno con 15 µg/m³; negli ultimi otto giorni la media è sotto i 10 µg/m³.

Per quanto concerne biossido di azoto e biossido di zolfo le quantità presenti nell'aria sono praticamente irrisorie, mentre un campanello risuona per l'ozono (O3): le quantità si attestano fra 129 e 162 µg/m³, picco registrato il 28 giugno, a ridosso della soglia di informazione (180 µg/m³). Ancora peggio se si considera la media massima sulle 8 ore: ben cinque degli ultimi nove giorni presentano una rilevazione oltre il valore obiettivo di 120 µg/m³, con gli altri prossimi a superarlo.

Cos'è l'ozono

L'ozono è un gas naturale che si forma normalmente nella stratosfera, lo strato dell'atmosfera terrestre che si estende dai 10-15 km fino a 30 km circa. La sua presenza qui risulta di fondamentale importanza per la vita sulla terra, in quanto fornisce un eccellente schermo in grado di filtrare le radiazioni ultraviolette (UV), potenzialmente cancerogene.

I gas inquinanti prodotti dall'uomo, tra i quali soprattutto il Freon (usato principalmente come propellente per le bombolette spray) e l'ossido di azoto (NO, prodotto dai motori degli aerei) si propagano nella stratosfera e favoriscono la diminuzione dell'ozono, portando a un assottigliamento dello strato di ozono stratosferico ("buco dell'ozono").

Nella parte più bassa dell'atmosfera (troposfera) l'ozono è invece dannoso per la salute umana e per la vegetazione; l'ozono in troposfera si trova come inquinante secondario, prodotto dalla reazione dell'ossigeno con il biossido di azoto (NO2) e il contributo dei composti organici volatili (COV), in presenza di forte irraggiamento solare e di elevate temperature. Di conseguenza, le concentrazioni di ozono sono nettamente più elevate nelle ore pomeridiane dei mesi estivi, anche se variano molto in funzione delle condizioni meteorologiche. 

Diversamente dagli inquinanti primari, che sono riscontrabili direttamente in prossimità delle sorgenti che li producono, l'ozono, per effetto dei movimenti e dei rimescolamenti delle masse d'aria che trasportano i "precursori" (appunto NO2 e COV), si può formare a distanza di tempo e in luoghi anche molto lontani dalle fonti di inquinamento primario, e può a sua volta subire fenomeni di trasporto anche notevoli.

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