Maxi operazione antidroga in Bassa Valle: al lavoro anche i militari lecchesi, spacciatore muore durante l'inseguimento

I militari hanno reso noti i dettagli dell'operazione che ha movimentato la zona nel corso del fine settimana e ha lambito anche la zona di Colico

La zona dov'è deceduto lo spacciatore SONDRIOTODAY

Nella mattinata odierna i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sondrio, in collaborazione con le Compagnia di Chiavenna, Tirano e Lecco, hanno eseguito, sul territorio sondriese e di Colico, diciannove misure di obbligo di dimora nei confronti di altrettanti soggetti indagati di concorso in produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope. L'attività dei Carabinieri della Sezione Operativa di Sondrio, oltre all'attento controllo, ha tratto origine dalle segnalazioni di alcuni cittadini, che hanno informato le forze dell'ordine di un anomalo movimento di macchine in località viadotto per il Tartano a Talamona. L'operazione messa in atto dai militari, concretizzatasi nell'arresto di Mourad Sanhaji, ha portato anche all'accidentale morte di uno spacciatore.

L'operazione e le modalità di spaccio

Le verifiche preliminari hanno permesso di confermare la notizia riferita dai cittadini e di analizzare meglio la situazione che si stava venendo a verificare, dimostrando con rapidità che la zona era stata presa come base logistica per sviluppare una fruttuosa attività di spaccio. A marzo, coordinati da Marialina Contaldo, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sondrio, gli uomini della Sezione Operativa hanno quindi avviato l'operazione "Pandemia", così denominata per il fatto che mentre tutte le attività nazionali si fermavano di fronte l’emergenza covid-19, lo spaccio ha continuato fiorente e indisturbato.

Le attività più classiche di osservazione hanno permesso di comprendere che il gruppo criminale era costituito da persone di nazionalità straniera; le attività tecniche, invece, hanno permesso di far emergere il modus operandi del gruppo criminale. Gli stranieri, infatti, avevano costituito nei boschi del Tartano un fiorente supermercato di sostanze stupefacenti, anche di differenti qualità. Lo spaccio si svolgeva dalla mattina fino alle ore serali, per interrompersi solo durante la notte. I clienti, dopo un primo contatto telefonico per la prenotazione della sostanze, raggiungevano la località in macchina o in bicicletta ed effettuavano lo scambio sulla Strada Provinciale 11 in posti differenti per non suscitare sospetti. Le attività hanno permesso di identificare circa cento clienti, con un giro d'affari giornaliero di circa duemila euro.

Spacciatori ospiti dei clienti

Durante l'attività è risultato anomalo il fatto che i cittadini marocchini stanziassero all'interno del bosco per molti giorni, per rincasare nella zona del Milanese solamente per procedere con i rifornimenti della merce per lo spaccio. Il prosieguo dell'attività ha inoltre permesso di comprendere che tale possibilità era data dalla disponibilità di alcuni clienti di fornire agli spacciatori una collaborazione logistica, che ha così permesso una lunga permeanza all'interno del bosco.

Il Gip, con il provvedimento cautelare, ha condiviso l'ipotesi accusatoria presentata dal pubblico ministero, secondo la quale gli spacciatori erano colpevoli del reato di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope e diciannove clienti hanno concorso nel reato, in quanto, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso materiale e morale tra di loro, hanno fornito supporto logistico sufficiente da assicurare e agevolare l'attività di spaccio.

Spacciatore muore durante l'inseguimento

Nella mattinata dell'11 luglio, verso le undici e mezza, è stato attivato un articolato dispositivo per effettuare un'accurata attività di osservazione dei soggetti presenti nell'area boschiva. Giunti sul posto, dopo qualche ora d'attesa, la telefonata di un cliente ha dato la possibilità ai militari di procedere all'arresto di Mourad Sanhaji, ritenuto il capo dell'organizzazione criminale. Successivamente i Carabinieri hanno proceduto al controllo dell’area boschiva: due soggetti si sono dati alla fuga e, mentre uno è riuscito a far perdere le proprie tracce, l'altro è caduto in un dirupo ed è morto sul colpo.

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Il successivo sopralluogo nel covo del gruppo ha permesso di rinvenire quanto necessario per rendere la permanenza più comoda; inoltre, sono stati rinvenuti settanta grammi di eroina, trenta grammi di cocaina insieme a modiche quantità di hashish e marijuana, e seicento euro in banconote di vario taglio, guadagno di mezza giornata d'attività. Continua l'attività dei Carabinieri per risalire a fornitori e clienti.

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