Operazione interprovinciale contro lo spaccio: ordinato l'arresto di sette uomini, in campo anche la "Mobile" di Lecco

Alcuni soggetti sono stati già raggiunti dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura di Como

Nella mattinata di martedì 31 marzo la Squadra Mobile di Lecco, portando a termine una complessa indagine, ha dato esecuzione a un'ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Como, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di sette indagati, tre di nazionalità italiana e quattro di nazionalità marocchina, non tutti fino a questo momento rintracciati e arrestati, tutti destinatari della misura della custodia cautelare in carcere. Agli indagati destinatari deo provvedimenti coercitivi, nonchè ad altri non raggiunti dal provvedimento, sono contestati ben ventisette capi d'imputazione relativi alle condotte di acquisto, detenzione e cessione di alcune dosi di sostanza stupefacente (hashish e cocaina) avvenute dal 2015 sino a novembre 2019 e in un contesto che comprende le province di Como, Lecco e Bergamo.

1 agosto 2018: iniza l'operazione antidroga

Le indagini sono iniziate dopo l'operazione che ha portato all’arresto a Merone, lo scorso 1 agosto 2018, di un cittadino ucraino e di un cittadino italiano perchè colti in flagrante con ben tre chili di hashish. Sulla base alla documentazione ritrovata addosso agli arrestati e alle analisi svolte sui cellulari la squadra Mobile di Lecco, attraverso una capillare attività d'intercettazione, è giunta all'individuazione degli odierni indagati. 

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E’ stato, quindi, dato seguito anche all'attività di perquisizione. «Vogliamo manifestare sincero apprezzamento per lo sforzo investigativo ed organizzativo profuso, nonostante l’attuale emergenza sanitaria, dalla Polizia di Stato nello svolgimento delle indagini, nell'esecuzione dei provvedimenti cautelari e delle perquisizioni, nonchè nell’assicurare puntuale adempimento alle deleghe di questa Autorità Giudiziaria», fa sapere la Procura della Repubblica Di Como.

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