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Spray al peperoncino e qualifica di polizia al personale dei trasporti contro le aggressioni

Lo ho ribadito l'assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato dopo gli ultimi episodi di cronaca, un autista della Net Monza e un capotreno lecchese a Seregno

Lo spray al peperoncino agli autisti e al personale a bordo dei mezzi pubblici per difendersi dalle aggressioni.

Lo ho ribadito l'assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato dopo gli ultimi episodi di cronaca, tra i quali l'aggressione ai danni di un 49enne autista della Net di Monza, società della holding Atm, ma anche quelli che hanno riguardato il nostro territorio: un capotreno lecchese aggredito da un passeggero senza biglietto su un convoglio Trenord a Seregno, e gli agenti di Polfer minacciati con una bottiglia da un 22enne sul treno a Mandello.

Personale sui mezzi di trasporto equiparati ad agenti di polizia amministrativa

«Già da diverso tempo - ha aggiunto l'assessore - abbiamo emanato una delibera di Giunta che dà la possibilità alle aziende del trasporto pubblico locale (Tpl) di qualificare il personale viaggiante come Polizia amministrativa a tutti gli effetti. Grazie alla tessera di riconoscimento e alla fascia distintiva, e all'evidenza di avere a che fare con Polizia amministrativa, chiunque intenda aggredire o minacciare un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, comprenderà meglio in quali pene potrebbe incorrere: come l'articolo 337 del Codice penale che prevede la reclusione da 6 mesi a 5 anni. Inoltre nell'ultimo bilancio, approvato prima di Natale dal Consiglio regionale, abbiamo stanziato 50.000 euro per dotare il personale viaggiante del Trasporto pubblico locale  lombardo di spray al peperoncino».

«Il personale deve essere assicurato»

«Ho chiesto più volte, poi - ha concluso De Corato - di assicurare il personale viaggiante, il Comune o le aziende del Tpl con la stipula di una sorta di assicurazione in casi di aggressione. Questo perché quando capitano episodi brutali come quello avvenuto stamani a Monza, alla fine i dipendenti devono pure pagarsi le spese sanitarie di tasca propria. Ritengo sia doveroso e giusto che il personale sia assicurato per far fronte a queste situazioni che purtroppo aumentano».

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