Stazioni di servizio sulla SS36, l'ex sindaco Faggi: "Ci si accorge solo ora di problemi evidenti"

L'ex sindaco di Lecco Antonella Faggi dice la sua sui problemi emersi in merito alle poche stazioni di servizio sulla statale 36

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Era il lontano 1985 (qualcuno direbbe il" secolo scorso") quando mio padre, Marco Faggi, ebbe l'idea di realizzare due Stazioni di Servizio sulla allora costruenda Superstrada 36. Progetto ambizioso il suo. Ma di quella ambizione cristallina e un po' ingenua. Lo animava un fiuto imprenditoriale notevole. Ma col tempo avrebbe capito a sue spese che "Nemo profeta in patria". Aveva lavorato per decenni fuori dalla natia Mandello del Lario. Costruendo se stesso come uomo, il suo lavoro e la sua famiglia. Ma il desiderio di dimostrare che le sue capacità potevano dare buoni frutti anche nei luoghi a lui più cari, lo spinse ad intraprendere un percorso che col tempo si rivelò più che accidentato.

Per molto tempo non disse nulla a noi di questo progetto ,nemmeno a sua moglie ,compagna per quasi 50 anni di vita. Ma i progetti di grande intuito sono spesso avversati. E questo lo fu. Tanto. A 360 gradi. Tutte le Amministrazioni Comunali di Mandello del Lario, che si succedettero dal 1985 ad oggi, fecero la loro parte. Perché la burocrazia, i burocrati, gli inefficienti non appartengono a questa era. C'erano già ,nel secolo scorso come in questo. Sono una costante italiana. Per trenta lunghi anni, questo progetto e' stato scandagliato, sezionato, frammentato e ricomposto. Decine i pareri chiesti e contro richiesti. A ogni tipo di Ente, Associazione,Istituzione. Decine i ricorsi al TAR. Persi e vinti. Decine le pagine sui giornali locali dedicate a questa iniziativa. Dando spazio al politico di turno che ne elogiava l'indispensabilità o viceversa ne proclamava la assoluta infattibilita'. Ma il tempo e' galantuomo. Piano piano questa gelida torbida matassa si è dipanata. Lasciando il giusto compiersi delle cose. Mio padre non ha visto però questa ultima parte.Una delle tante terribili malattie se lo è inghiottito in soli due anni, il 10 novembre 2004. Mi ha lasciato un'eredità pesante. Fatta di tante carte,troppe. Ho continuato il suo percorso, che non è e non sarà mai il mio. L'ho continuato perché dovevo come figlia,come persona.

Per rendere giustizia ad un uomo, la cui colpa era solo un'idea semplice ma geniale. Per rendere giustizia ad un progetto ritenuto per molti anni ridicolo e inattuabile. Solo oggi ,davanti ad un cambio di Gestore ,che inevitabilmente può comportare la temporanea sospensione del servizio di distribuzione di carburante, ci si accorge che la tratta scoperta per tale servizio e' di ben 73 km.. Solo oggi, si raccomanda agli automobilisti la massima prudenza nel ricordarsi di fare benzina.. per non rimanere a piedi su una maledettissima strada sprovvista di tutto.

Nel lontano 1985 si riteneva inopportuno fermarsi a fare rifornimento... Ma ci si avventura, come allora, nella descrizione di ipotesi sul perché di questo disservizio , che nulla hanno a che vedere con la realtà. Non potendo e non volendo mancare di rispetto al dovere di cronaca, sentivo però il desiderio di scrivere due righe di chiarimento su una vicenda che ha impegnato molti in un feroce gioco di accanimento.

Lo si legga come un elogio al padre defunto. Lo si legga come un umile invito a non scrivere inesattezze. Lo si legga come calda raccomandazione ad andarsi a rileggere gli articoli del secolo scorso. Perché anche i giochi più bizzarri devono avere una fine.

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