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Daniele Nava

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Tagli statali, Nava: "Nessuna sorpresa..."

L'ex presidente della Provincia: "Nessuna sorpresa purtroppo; urge che lo Stato contenga spese e indebitamento"

La notizia che a Lecco nell’ultimo quadriennio è stato tagliato il 69% dei trasferimenti dello Stato, pari a 7,6 milioni di euro e a 160 euro per abitante, che da Roma potrebbe arrivare un’ulteriore riduzione e che a diversi Comuni della provincia è andata anche peggio non ha colto di sorpresa Daniele Nava, oggi sottosegretario alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione negoziata di Regione Lombardia, ma fino a maggio presidente della Provincia di Lecco.
 
“Non è una sorpresa: è un dato che non ha colore politico e che mi coinvolge - commenta - Mi sento interpellato come uomo delle istituzioni, come cittadino e come imprenditore. Da uomo delle istituzioni prendo atto della difficoltà in cui versano i conti pubblici: è necessario se non indispensabile contenere la spesa e l’indebitamento”.
Sono le soluzioni proposte o indicate finora (tagli lineari come nella sanità ad esempio) che trovano Nava in disaccordo “perché non puntano a risanare i bilanci, ma a tappare i buchi. Inoltre l’incapacità di prendere decisioni anche impopolari e faticose ha minato finora alla radice ogni riforma”.
 
Secondo il sottosegretario urge diminuire la pressione fiscale prendendo esempio da altre nazioni: detassando del 50% le spese delle famiglie, attraverso la presentazione delle fatture di spesa sostenute, che automaticamente aiuterebbero a rendere più virtuoso il sistema imprenditoriale, e diminuendo il ricorso al “nero”.

 
“Come imprenditore e cittadino prendo atto che la compensazione tra imposte versate e benefici ricevuti è da tempo venuta meno, siamo arrivati a un livello di guardia preoccupante – conclude Nava - Uno Stato si regge sulla capacità di promuovere il bene comune, ma se non lo fa si trasforma in usurpatore. È inaccettabile che una comunità laboriosa e silenziosa come quella lecchese, che ha operato per sviluppare il suo benessere contribuendo in modo significativo a quello generale, sia stata spogliata poco alla volta di risorse e creatività proprio da quello Stato che contribuisce con generosità a edificare”.

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