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Un momento della conferenza stampa tenutasi a mezzogiorno presso la Questura di Lecco

Un momento della conferenza stampa tenutasi a mezzogiorno presso la Questura di Lecco

WhatsApp, Facebook e la boxe: ecco come la DIGOS ha smascherato Moutaharrik

Gli agenti della Questura di Lecco hanno spiegato come, passo passo, sono arrivati all'arresto del potenziale terrorista

Non è assolutamente un mistero che le ultime tecnologie comunicative vengano utilizzate dai terroristi per cercare e arruolare i miliziani che di volta in volta vanno ad irrobustire le linee d'attacco dell'ISIS, che ha nelle sue fila migliaia di, per fare un esempio, account Twitter con cui divulgare la propria visione del verbo islamista. Ed è a questa fitta rete che anche Abderrahim Moutaharrik, 28 anni, si è rivolto per entrare a far parte dei combattenti dello Stato Islamico, insieme alla 25enne moglie Salma Bencharki e al 22enne amico Abderrahmane Khachia.
Il forte kickboxer e i due complici sono stati arrestati questa mattina durante un'operazione condotta congiuntamente dalle DIGOS di Lecco e Varese, dalla Direzione Centrale di Polizia e Prevenzione e dai ROS: per loro l'accusa è di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale, secondo quanto stabilito dall'art. 270 bis del codice penale italiano.

A illustrare la pericolosità degli arrestati è stato il questore Ioppolo "E' un'operazione (denominata "Terre Vaste", ndr) di rilievo non indifferente, di importanza notevole per il reato commesso. Gli arrestati si erano associati all'Isis per commettere reati terroristici alla interno e alla esterno della Siria, tra cui l'Italia. L'operazione è stata condotta da aprile in modo meraviglioso dagli agenti DIGOS: in questo mese abbiamo avuto la certezza che questi soggetti erano stati arruolati nello Stato Islamico ed abbiamo agito con velocità non indifferente." 

La coppia, che ha due bambini ora affidati ai nonni paterni residenti in Valsassina, è stata arrestata in momenti differenti. Nello specifico, Moutaharrik è stato prelevato nelle vicinanze della trafileria di Lecco in cui lavorava, mentre la moglie ha ricevuto la visita dei poliziotti nella loro abitazione di via Panigada, "questo per non fargli capire che sono stati arrestati entrambi", come spiegato dal sosituto della DIGOS Domenico Nera, che con la sua squadra ha condotto in prima persona le operazioni: "Le nostre indagini sono partite mentre stavamo tracciando i movimenti della famiglia scomparsa da BulciagoMoutaharrik era diventato inizialmente amico di Ousama Khachia, ma dopo la sua morte in combattimento avvenuta a Ramadi ha stretto un rapporto fraterno con il fratello Abderrahmane. Ricostruendo la vicenda, abbiamo notato che dal febbraio 2015, data in cui Ousama si era arruolato in SiriaMoutharrik si era iniziato a presentare agli incontri con una divisa chiaramente ispirata ai colori dell'ISIS e sappiamo che già dal settembre 2015 aveva deciso di partire e raggiungerlo fisicamente."

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Spulciando il profilo Facebook dell'atleta, "sono inizialmente forti anche i richiami ai proclama dello Stato Islamico, ma dopo gli attentati in Belgio l'indagato ha iniziato a parlare in termini dissimulatori, fatto che ci ha praticamente dato la certezza della sua imminente affiliziazione ai miliziani."
Da questo momento Moutaharrik lascia la palestra di Lugano (ma non le competizioni, ndr), si reca spesso a Varese con la moglie e riceve altrettanto spesso a Lecco le visite di Abderrahmane Khachia, fratello del defunto Ousama, anch'esso indirizzato verso la Siria e l'ISIS.

"La capacità di autocontrollo di Moutaharrik viene meno quando pubblica una poesia dedicata a Ousama, il più alto grado di arte riconosciuto dall'ISIS. Moutharrik parla con il fratello, viene ospitato con la famiglia, gli vengono donati i vestiti del caduto e da questo inizia la sua escalation."
Un ruolo centrale lo svolge la moglie Salma, che "sostiene le pianificazioni del marito con precisione. Fondamentale la sua attività di ricerca con cui contatta la sorella Wafa Koraichi (anch'essa arrestata questa mattina a Verbania, ndr) di uno dei due islamisti partiti da Bulciago, che trasporta la necessità dei tre di ricevere la Taqyia, ovvero l'autorizzazione a commettere peccati per la necessità di commettere peccati con cui nascondersi in Occidente."

Moutaharrik stabilisce così il proprio contatto diretto con la Siria e con Mohamed Koraichi, ricevendo da lui una serie di messaggi d'incitamento all'azione su WhatsApp, che ne testimoniano la completa adesione all'Isis. "Cosa l'ha fermato? Voleva la certezza che la famiglia venisse portata in salvo prima di compiere atti violenti verso le istituzioni o le città italiane."

L'obiettivo finale poteva essere Roma, ma "non è stato definito in realtà, anche se rappresenta la centralità del nostro paese e del mondo cristiano-cattolico in generale."

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