Torna a Lomagna per riabbracciare la famiglia: nuovamente fermato un giovane affiliato all'Isis

Ghaith Abdessalem era stato messo sotto la lente d'ingrandimento della Digos lecchese cinque anni fa: espulso, era riuscito a rientrare a Lomagna e da lì aveva avviato il lungo viaggio nell'Europa centroccidentale

Una fase dalla conferenza stampa: seduti Domenico Nera, a sinistra, e Andrea Atanasio BONACINA/LECCOTODAY

"Tra i jihadisti cresciuti nel "Lombardistan" c'è Ghaith Abdessalem". Così, nel maggio 2016, venne data la prima notizia relativa al giovane di Lomagna che, seguendo le tracce di Ghassen, fratello morto nel Daesh durante la sua attività da reclutatore, si affiliò all'Isis a partire dal 2015. Arrestato, riportato due volte in Tunisia, girovago in Franca, Belgio e Germania, è stato nuovamente fermato dagli agenti della Digos a Lomagna, da dove tutto è partito e dov'è tornato per incontrare la sua famiglia. Forse una sorta di resa, come ipotizzano in corso Promessi Sposi, dato che il giovane, oggi 25enne, non ha fatto veramente nulla per sfuggire alle attenzioni degli agenti che si erano messi sulle sue tracce.

Il 24 settembre la Digos della Polizia di Stato di Lecco, guidata dal Commissario Domenico Nera, ha fermato Ghaith al termine delle indagini coordinate dalla Direzione Centrale Polizia di Prevenzione, mettendo un nuovo tassello in una vicenda che si trascina da ormai cinque anni. Già dal 2015 l'allora ventenne si era evidenziato per aver abbracciato l’ideologia jihadista, intessendo una serie di relazioni con persone vicine all’integralismo politico religioso e, all’epoca, operative nel Daesh. Inoltre, dato che il fratello maggiore dal 2014 aveva aderito alle milizie dell’I.S.I.S. divenendone un attivo arruolatore, l’arrestato aveva manifestato la volontà di unirsi nelle fila dei combattenti del cosiddetto Stato Islamico.

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La lunga fuga per l'Europa di Ghaith Abdessalem

In quanto persona pericolosa per la sicurezza dello Stato, Ghaith divenne destinatario del provvedimento di espulsione dal territorio nazionale emesso dal Ministro dell’Interno, eseguito il 3 dicembre 2015 dagli agenti della locale Digos con il conseguente accompagnamento alla frontiera e con scadenza 2 dicembre 2030. Nel luglio 2017, al termine di mirati servizi, gli investigatori della Digos hanno accertato che il soggetto, pur risultando espulso, era rientrato nel territorio nazionale passando dal Sud Italia, probabilmente Palermo, e aveva raggiunto l’abitazione dei genitori a Lomagna, in Brianza Lecchese; pertanto, dopo averlo rintracciato, il giovane era stato tratto in arresto per il reato d'ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato. Nell’occasione lo stesso, opponendosi con veemenza nei confronti dei poliziotti, era stato arrestato anche per i reati aggravati di violenza, resistenza e lesioni personali a pubblico ufficiale.

Associato al carcere di Lecco e successivamente a quello di Opera, a Milano, per la detenzione disposta dal Tribunale per i Minorenni il 2 agosto 2018, in virtù di un provvedimento emesso dal Magistrato di Sorveglianza del Tribunale dei Minori di Milano, è stato condotto presso l’abitazione dei genitori dove avrebbe dovuto scontare, in regime di detenzione domiciliare, la pena inflitta dal Tribunale di Milano e valida sino al 15 novembre 2018.

Due giorni prima del fine pena, precisamente il 13 novembre 2018, nel corso degli abituali controlli, i Carabinieri della Stazione di Casatenovo hanno rilevato come lo stesso fosse evaso dal luogo di detenzione domiciliare senza farvi rientro. Le immediate ricerche coordinate dalla Dcpp e svolte anche da locale Digos, sia attivando sul territorio la rete di fonti confidenziali che scandagliando i profili informatici di persone vicine al ricercato, hanno evidenzato fin da subito come l’evaso si trovasse in Francia, a Parigi, nei pressi dello “Stade de France”, di cui proprio il 13 novembre 2018 ricorreva la data del terzo anniversario dall’attentato del 2015.

Il ritorno in Italia e l'arresto

Successivamente a queste evidenze e sulla scorta di quanto segnalato dalla Dcpp e dall’intelligence interna, si è avuta traccia degli spostamenti di Ghaith nel territorio dell’Unione Europea, il quale, dopo la Francia, aveva soggiornato in Belgio e in Germania. Recentemente il ricercato era stato rintracciato in Svizzera, più precisamente a Ginevra; fatto, questo, che ha indotto a una maggior attenzione sui suoi spostamenti, vista la breve distanza tra il confine svizzero e la nostra provincia. Nella tarda serata del 24 settembre 2020, attivati da una segnalazione inoltrata da fonti ritenute di elevata attendibilità, gli agenti della Digos lecchese, concretizzando i vari appostamenti, hanno individuato il soggetto nei pressi del parcheggio pubblico sito tra via Magenta e via Kennedy nel comune di Lomagna.

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Controllato sul posto, Ghaith non ha opposto alcuna resistenza e si è mostrato collaborativo; inoltre è risultato essere gravato dal provvedimento di revoca del decreto di sospensione di ordine di esecuzione per la carcerazione e ripristino dell’ordine medesimo emesso nell’ottobre 2019 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecco. Il provvedimento, sostanzialmente, ha disposto la traduzione in carcere del 25enne per l’espiazione della pena a cinque mesi di reclusione, comminatagli le violenze commesse in occasione del suo arresto del 13 luglio 2017. Alla luce di quanto sopra il reo è stato, pertanto, accompagnato dai poliziotti della Digos presso la Questura e successivamente è stato associato presso la Casa Circondariale di Lecco, dove si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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