Test del Dna sugli escrementi dei cani? «Seguiamo con interesse la sperimentazione»

Il Comune di Malnate ha introdotto i controlli per individuare i padroni incivili e scoraggiare il malcostume. Valsecchi: «L'Amministrazione di Lecco valuterà l'efficacia dell'iniziativa»

Escrementi di cane in via Mascari

Il caso è esploso dopo la sperimentazione avviata dal Comune di Malnate (Varese): test del Dna sugli escrementi dei cani per risalire all'animale "reo" del bisognino per strada e naturalmente al padrone maleducato. Un'iniziativa originale che punta a sanzionare i cittadini incivili e a contrastare il diffuso malcostume.

Come funziona

Dal 19 marzo toccherà dunque alle guardie ecozoofile raccogliere campioni dell'escremento "incriminato" mediante appositi tamponi assimilabili a quelli utilizzati per il prelievo dei campioni di saliva. Il tampone verrà poi portato in laboratorio per essere analizzato e individuare il Dna del cane, facilmente identificabile poiché tutti "registrati" in precedenza dal Comune. I padroni responsabili saranno sanzionati con una multa di 70 euro.

«Può essere un buon deterrente»

Abbiamo interpellato l'assessore al Decoro urbano del Comune di Lecco Corrado Valsecchi per un commento all'iniziativa, oltre che per valutare una possibile futura attuazione del provvedimento anche nella nostra città.

«Siamo sicuramente interessati a verificare l'andamento di questa sperimentazione - spiega Valsecchi - Mi sembra un'iniziativa che valga la pena monitorare per capire se gli effetti possano essere concreti per l'identificazione dei cani. È la prima nel suo genere e dunque va presa con le pinze. Sicuramente, oltre a introdurre un elemento sanzionatorio, potrebbe servire da deterrente valido per limitare il malcostume».

Test del DNA sugli escrementi dei cani a Malnate-2-2

La situazione in città

Anche a Lecco, purtroppo, i padroni incivili di animali non mancano. È sufficiente fare un giro per le vie della città per imbattersi negli sgraditi "ricordini". «Il controllo spetta al comando di Polizia locale. Noto con piacere che quasi tutti i proprietari sono dotati di sacchetto e guanti - prosegue Valsecchi - La maggior parte di loro sono diligenti. Ho presenziato di persona a episodi in cui alcuni cittadini ne riprendevano altri che non raccoglievano gli escrementi. Il malcostume è in ogni caso presente e non è un'azione civile lasciare il tutto in carico agli addetti alla pulizia, essendo di competenza dei proprietari degli animali».

Gli occhi di tutti saranno dunque su Malnate: se la sperimentazione dovesse avere successo, diventerebbe fonte di ispirazione per le altre Amministrazioni comunali.

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