Lavori e disagi sulle infrastrutture lecchesi, Boscagli: «Serve un Piano Marshall»

Il consigliere comunale: «Muoversi a Lecco significa sentirsi a disagio ogni giorno»

Nel corso degli ultimi mesi sono vari i problemi che hanno afflitto le infrastrutture lecchesi, stradali e ferroviarie che siano. Un problema da affrontare con decisione che rende spesso difficoltosa la circolazione per chi entra ed esce dalla città, ma anche per quello che è il traffico interno. A commentare gli ultimi mesi di passione è stato il consigliere comunale di Lecco Filippo Boscagli.

Boscagli: «Piano Marshall per le infrastrutture lecchesi»

Un Piano Marshall per infrastrutture e viabilità.  
Per chi si muove a Lecco (ma anche da e per Lecco) è drammaticamente all’ordine del giorno sentirsi ostaggio del caos o subire la sindrome da accerchiamento per non potere uscire dalla città per il collasso di treni e traffico.
Ieri, mentre si bloccava la Lecco Ballabio per la seconda volta in 3 giorni, venivano in contemporanea cancellati 4 treni regionali. Ma poi c’è l’ANAS che si diverte a fare lavori a sorpresa, o gli incidenti nel tunnel, peraltro qualsiasi tunnel (Barro, Abbadia, Ballabio…) che fanno collassare la città. Ci sono i mezzi pubblici, in primis i treni, totalmente inaffidabili al punto che tanti di noi hanno dovuto smettere di prendere i “soliti “ diretti (es. il classico 7.59) perché creava troppi problemi lavorativi per indecenti ritardi. A questo va aggiunto il problema molto italiano del blocco delle opere, dalla LC-BG alla ciclopedonale di Abbadia.
In questi giorni in Comune è stato presentato il Piano del Traffico, uno strumento in sè molto interessante ma con il grande limite di bloccarsi su ciò che esiste oggi, valutando la gestione dei flussi (che in effetti in città già collassano alla rotonda biscotto di S.Giovanni), ma non avendo impatto sulle infrastrutture e la visione d’insieme. 
Manca in modo evidente un piano delle emergenze specifiche per i singoli quartieri, come la denunciata assenza del senso unico alternato dei mezzi pesanti per la Valsassina o un coordinamento con ANAS e simili che si disinteressano della città nella gestione dei problemi della Super.
Lecco ha la fortuna di un contesto meraviglioso, paesaggisticamente unico, ma decisamente problematico per la gestione di una città con montagne alle spalle, lago e fiumi davanti, 3 torrenti in perpendicolare e la ferrovia che taglia la città. 
Ma è anche la città che già negli anni ’60 ha immaginato che servissero gli attraversamenti iniziando i progetti, che a fine ‘80 ha fortemente voluto il Poli e negli anni ha progettato con Regione Lombardia o Camera di Commercio dei gioielli come il Campus o l’Ospedale Nuovo.
È necessario tornare alla visione di un futuro della città, che insieme agli altri Enti come Provincia, Regione e associazioni possa riprendere in mano i cantieri fermi e quelli da progettare o immaginare (il quarto ponte, la linea ferroviaria sotterranea…), come sta tentando la stessa Provincia pensando al prolungamento della Tangenziale Est. 
Le Olimpiadi, e questa è la grande responsabilità della politica lecchese di oggi, devono essere lo stimolo per un Piano Marshall per Lecco perchè esiste ancora la possibilità di creare opere a servizio delle persone, e permettere alla città di crescere ed ai lecchesi di liberarsi dall’accerchiamento quotidiano.

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