"Sembrava una bomba": parla l'unico passeggero del treno fantasma deragliato. Sospeso il personale

Seduto a bordo del treno 10776 Trenord mercoledì mattina c'era solo un 49enne. Sul treno non era presente il personale: macchinista e capotreno erano rimasti a terra, in stazione; sono stati sospesi in via cautelare

Il treno deragliato a Carnate

I frammenti di vetro che, come una pioggia di schegge, gli sono caduti intorno. I sedili ribaltati, a testa in giù, disseminati per la carrozza in bilico sui binari, e fuori una nuvola di polvere. Dentro cui si sembrava essersi fermato, sospeso, anche il tempo. Attimi scanditi dalla paura che a S., l'unico passeggero che mercoledì mattina era a bordo del treno "fantasma" deragliato a Carnate, sono sembrati lunghissimi.

«Mi sono ritrovato all'improvviso come dentro una bomba», racconta in esclusiva a Jessica Signorile per MilanoToday. E le immagini di quello che il 49enne, cittadino marocchino, ha visto si sono stampate nella sua mente e da lì non vanno più via. «Non dormo più, ho paura. Rivedo tutto quello che mi sono trovato davanti: i finestrini che venivano giù, i sedili rotti e il treno che andava avanti e poi indietro».

Il viaggio da solo su un treno "fantasma"

E su quel treno - il 10776 Trenord che dalla stazione di Robbiate doveva partire alle 12.22 per arrivare a Milano Porta Garibaldi alle 12.59 - S. non doveva nemmeno esserci. Uno scherzo del destino che fortunatamente ha potuto però raccontare. «Mi sono addormentato - spiega -. Ho dormito per tutto il viaggio, dopo aver preso un treno a Milano in mattinata». Poi, quando ha aperto gli occhi, era già alla stazione di Paderno Robbiate. E ha deciso di restare a bordo del convoglio per ripartire alla volta di Monza. Così è rimasto seduto su un sedile in una carrozza situata verso la fine del treno. Una scelta che - probabilmente - gli ha salvato la vita.

«C'ero soltanto io, intorno a me non ho visto proprio nessuno», racconta con le immagini di quanto accaduto ancora vivide nella mente. «Le porte erano aperte e poi si sono chiuse da sole». E il treno ha iniziato a spostarsi. «Si muoveva piano e non ho mai visto una cosa così e infatti mi sono chiesto "Come mai? Cosa sta succedendo?"». Poi il viaggio, durato oltre sei chilometri, con il paesaggio che dalla provincia di Lecco ha sconfinato in Brianza, fino alla stazione di Carnate.

Video | Le immagini del disastro dall'alto

Il deragliamento: «Sembrava una bomba»

«Ho visto il cartello della stazione di Carnate e poi non lo so cosa è successo. Mi è sembrato di essere in mezzo a una bomba». Dentro la carrozza diventata una prigione di lamiere, S. è rimasto fino all'arrivo dei soccorsi. «Avevo male alla gamba, non riuscivo ad alzarmi. Ho preso un colpo anche al collo e non riuscivo a muovermi e nemmeno a guardare che cosa stava succedendo fuori: ho pensato a un terremoto, poi qualcuno da fuori ha aperto la porta ed è venuto da me». A liberare il 49enne sono stati i vigili del fuoco di Monza che sono accorsi sul luogo dell'incidente ferroviario insieme al personale del 118 e alle forze dell'ordine pochi istanti dopo il deragliamento, necessario proprio per fermare la corsa del treno.

Mentre tra le carrozze distrutte e i vagoni sollevati tra le macerie, i soccorsi erano al lavoro, il 49enne è stato accompagnato in ambulanza all'ospedale di Vimercate dove è stato medicato e dimesso in serata. Solo una contusione e qualche graffio ma poteva anche andare diversamente e S. lo sa. «La mia fortuna è stata quella di essere in mezzo al treno: se qualcuno sedeva davanti sicuramente sarebbe morto», ammette. E proprio alla morte ha pensato anche lui in quegli istanti. «Ero dentro e mi sentivo sballottato come un pallone. È andata bene per fortuna e adesso sto abbastanza bene». S. fa ancora un po' fatica ad appoggiare la gamba ma è già in piedi e pronto a salire su un altro treno, uno dei tanti che nei suoi dodici anni in Italia ha preso per spostarsi tra Lecco - dove abita il fratello - e Milano.

Ora s'indaga: aperta un'inchiesta

Mentre S. cerca di lasciarsi alle spalle la paura e lo spavento di quegli attimi, gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire con esattezza le fasi del deragliamento e accertare le responsabilità. Come già emerso, a bordo del convoglio non erano presenti né il macchinista né il capotreno, che sarebbero rimasti a terra, alla stazione dopo una pausa mentre il treno sarebbe partito da solo da Paderno Robbiate. Trenord ha annunciato l'istituzione di una commissione interna per chiarire quanto accaduto.

Ora è stata aperta un'inchiesta per disastro ferroviario colposo a carico di ignoti. A coordinare l'inchiesta ci sono il pm Michele Trianni e il procuratore capo Claudio Gittardi. Quando la dinamica dell'incidente verrà chiarita, sulla base della relazione della Polfer, che sta facendo accertamenti sul caso, si procederà eventualmente con le iscrizioni nel registro degli indagati. 

Sospeso cautelarmente il personale

Trenord ha reso noto di aver sospeso in via cautelare il personale, cui verrà fornito supporto psicologico:

"In seguito all’incidente ferroviario di ieri, alle 6.20 di oggi il traffico ferroviario fra Monza e Calolziocorte è ripreso gradualmente, su un unico binario, nella stazione di Carnate. Nel corso della notte è iniziata la rimozione dei vagoni che saranno poi demoliti. Prosegue la riprogrammazione dell’offerta ferroviaria e l’attivazione di un servizio sostitutivo su bus. I treni da e per la Valtellina circolano regolarmente; la suburbana S8 Lecco-Milano offre un treno all'ora; Paderno d'Adda è servita da bus. Tutte le informazioni sui provvedimenti di circolazione sono disponibili in tempo reale sul sito Trenord.it e sull’App Trenord.

In attesa degli esiti dell’inchiesta interna per verificare le cause dell’incidente, il macchinista e il capotreno della corsa 10776 sono stati cautelativamente sospesi. L’azienda ha offerto loro un servizio di supporto psicologico.

Fin da subito Trenord si è messa a disposizione e collabora attivamente con gli inquirenti e con la magistratura, fornendo tutte le informazioni necessarie all’indagine, a partire dalla “scatola nera” della locomotiva, attualmente sotto sequestro."

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