Cronaca

"Insulti al controllore e scene da far west: così si viaggia sui treni", la lettera

Un pendolare della tratta Lecco-Milano porta definitivamente alla luce una situazione ormai incancrenita, che racconta di un costante sprezzo delle regole e di come verso il rispetto verso i pubblici ufficiali sia ormai andato a farsi benedire

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Gentili Signori.

Sono un pendolare con regolare abbonamento IO VIAGGIO ANNUALE sulla tratta Lecco-Milano

Da diversi anni effettuo tragitto giornalmente e questa non è la prima segnalazione che faccio mosso da senso civico e (ingenua) volontà di contribuire al miglioramento dello status quo. Vi scrivo oggi perchè credo si sia arrivati a superare ogni limite.

Non citerò i ritardi quotidiani (i costanti 10 minuti di attesa in galleria per rispettare i c.d. "Segnali di Protezione" ed il conseguente ritardo dei treni in arrivo a Garibaldi che non viene neanche più segnalato), le cancellazioni selvagge e soprattutto le condizioni del materiale rotabile al sotto di qualsiasi standard igienico; bensì vi segnalo l’episodio odierno sul treno S8 delle 8.17 da Calolziocorte a Milano Garibaldi già partito in ritardo e presentatosi in condizioni proibitive.

Spiego: è noto che le ultime due carrozze sono da tempo territorio di nessuno, ma oggi - assistendo all’ennesima scena da Far West – ho deciso in maniera istintiva (e sprovveduta) di reagire ed intervenire.

Non entro nel merito della nazionalità per non vedermi attribuire etichette o scadere in banali e facili etichette intolleranti; qui il problema è più serio e prescinde dal solito balletto di responsabilità e ritengo abbia a che fare con la sicurezza di ciascuno ed il sentimento di partecipazione alla cosa pubblica, sempre più sacrificato da atteggiamenti di rassegnazione di onesti cittadini.

Questa è la fotografia apparsa ai miei occhi: gruppetti di giovani che fumavano all’interno della carrozza comodamente seduti sui sedili; più dietro un ulteriore gruppetto di adulti correvano dal piano inferiore al piano superiore cercando riparo da un potenziale arrivo del capotreno. Un ulteriore gruppetto di ragazzi riempiva di biciclette i passaggi adiacenti alle porte. Alcuni di questi appostati come “pali” urlando da un capo all’altro della carrozza avvertimenti sull’arrivo di passeggeri o personale (assente). Un ulteriore gruppo dotato di dispositivi elettronici decisi ad “allietare” il percorso con della musica a volume sostenuto per tutto lo scompartimento! I bagni chiusi o in condizioni non descrivibili.

Sorvolo anche sullo stato di pulizia della carrozza ma segnalo che sono dovuto andare di persona in testa treno a cercare il capotreno invitandolo a seguirmi ed intervenire.

Ne è seguito un intervento che attesta non solo totale mancanza di civiltà, ma una crescente sensazione di pericolo, di insicurezza e di totale sprezzo delle regole.

Il capo treno è intervenuto ma è stato prontamente circondato da giovani che – fingendo di non capire la lingua - hanno iniziato ad insultarlo e deriderlo. Alzatomi, mi sono avvicinato al capotreno offrendogli sostegno. Lo stesso quindi invitava il gruppo a scendere quando uno dei giovani ha iniziato a denudarsi mostrando i proprio attributi ed imprecando dalla banchina nella direzione della carrozza. Il treno si è messo in moto in ritardo perché il macchina temeva una reazione, una forma di ritorsione (un lancio di oggetti dalla banchina) che potesse compromettere la sicurezza degli occupanti.

Rientrati in carrozza si è assistito al solito “nascondino” tra piano inferiore e superiore dei personaggi restati a bordo che viaggiano regolarmente senza titoli e che – quando presente – il capotreno invita nuovamente a scendere.

Faccio notate che NON ho mai visto o sentito intimare o pretendere il pagamento della sanzione come dovrebbe accadere da regolarmento (“[…] tanto non hanno niente da perdere”…); né ho mai assistito ad un sensato coinvolgimento delle forze dell’ordine (“[…] altrimenti bloccano il treno”…). Il “viaggio” è proseguito accumulando ritardo ad ogni stazione poiché risultava necessario invitare viaggiatori sprovvisti di biglietto a lasciare il treno: impotenti noi tutti assistevamo al tentativo di molti di questi di risalire dalla prima porta disponibile non presidiata dal capotreno.

Subito dopo Monza il treno ha iniziato a mostrare un ricorrente segno di decadenza: un odore acre di bruciato ha reso l’area irrespirabile e obbligato molte persone a provare a cambiare carrozza cercando un posto in piedi nelle adiacenti già stipate all’inverosimile di umanità. Pare si tratti di un problema noto: i freni che si bloccano e che quindi producono fumo e odore (“[…]ma non dovrebbe essere pericoloso”…).

Non mi dilungo: siamo entrati a Milano P.ta Garibaldi con 20 minuti di ritardo; ovviamente non segnalati. Sospetto che il treno corrispettivo in partenza possa essere stato cancellato visto l’accavallamento con il successivo slot di partenza.

Mentre la gente defluiva mesta e ancora intossicata da quel fumo acre, ho sentito qualcuno chiedere al capotreno di NON intervenire più in futuro e lasciar viaggiare gli irregolari gratis…almeno sarebbe potuto arrivare in ufficio in orario!

Chiudo questa mia purtroppo conscio che non cambierà niente e lunedì mattina dovrò decidere di nuovo se andare a cercare il capotreno (offrendogli eventualmente supporto a mio rischio e pericolo) o restare in silenzio in cerca di un posto migliore dove non rischiare e non vedere questo degrado. Intanto lascio questa mia testimonianza firmando in calce: sono ovviamente disponibile ad essere contattato da un dirigente di Trenord ed accompagnarlo in uno dei viaggi quotidiani e mostrare quanto quello che dico corrisponda al reale.

Un caro saluto

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Insulti al controllore e scene da far west: così si viaggia sui treni", la lettera

LeccoToday è in caricamento