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"Un tatuaggio è per sempre": Alessandro Villa tra calcio, amicizia, aghi e sociale

Il moltenese ci parla a cuore aperto delle sensazioni e delle emozioni che l'hanno portato a incidersi nuovamente la pelle

"Un tatuaggio è per sempre" e spesso porta con sè un significato da tramandare a chi lo osserva da "fuori". Nel caso di Alessandro Villa, non nuovo all'utilizzo di questo veicolo per trasmettere i forti valori sociali di cui è intrisa la sua vita, vuol dire anche esporsi a critiche non indifferenti. Un pallone stretto tra due mani realizzato dall'amica Nina, "un disegno che ha molte "chiavi" di lettura e, nella sua complessità, il messaggio in superficie che vuole trasmettere è l'afferrare i propri traguardi. E qui parlo per chi, come me, soffre di crisi di scarsa autostima ed abbattimento psicologico affinché il mio esempio possa essere di aiuto spero per qualcuno come, del resto, lo è sempre stato in passato", ci spiega in questa intervista.

Tra dissolvenze ("che raffigura sia il traguardo che l'afferrato") e "segreti nascosti" ("Sui polsi delle mani, al centro, al posto dei soliti loghi, scritte o disegnini che compaiono di norma su quelli in commercio. In uno ho chiesto inventare una chiave per aprire una porta formata dalle lettere "L" ed "F" e nell'altro, una chiave di violino che rappresenta la musica formata (o che nasconde come per l'altra chiave) le lettere "D" e "G" e queste 2 chiavi - quindi - rappresenterebbero due soddisfazioni diverse ovvero la fase di realizzazione della mia canzone (che attualmente è nelle mani di Fabio Comovi per la parte di realizzazione arrangiamento) ed un'altra esperienza ancora più complessa legata al mio desiderio (che poi si è avverato) di poter passare un pomeriggio a casa di amici in compagnia delle persone che mi sono amiche davvero perché questo, nella mia fase di crescita, mi è mancato tantissimo") il significato che viene alla luce scavando è veramente forte: "DG sono anche le iniziali dello psicologo (il dott. Daniele Giovagnoli) che mi sono trovato da solo, quindi nell'insieme ha molte chiavi di lettura questo tatuaggio. Il disegno, inoltre, è fatto appositamente al contrario per dare ancor più interpretabilità al tutto secondo la visione di chi lo guarda. Vorrei far capire a chi mi critica per partito preso che cerco solo un po' di sicurezza e serenità, loro potrebbero anche provare a trovare un punto d'incontro con me e avere un dialogo. Non dico queste cose in tono polemico, perchè io non ho nulla da rinfacciare a nessuno e sono molto grato alle persone che ho vicino adesso, solo che, talvolta, quando scattano le incomprensioni, ho sempre paura che questo avvenga forse perchè sono io che non sono abbastanza per loro."

Una storia legata a doppio filo con il calcio e, in particolare, con i portieri, quella di "Kyle": "Ho visto la foto di Davide, un amico, "abbracciato a un palo della porta e mi sono detto 'Ecco, è così che si può rappresentare l'afferrare i propri sogni'". Inoltre, con Luca, un altro amico che svolge la medesima mansione sul campo da gioco, c'è una storia da raccontare: "Lo incrociai a un torneo estivo a Molteno ed ebbi l'occasione di parlarci al termine della gara in cui era impegnato. Me lo ritrovati davanti nudo, ovviamente, e per il concetto di 'nudità' che ho io, in quel momento non avevo davanti un uomo spogliato dai suoi vestiti bensì un 'mito' privo da qualsiasi corazza, mentre, purtroppo, sono amareggiato dall'idea di notare che, come ti ho detto altre volte, la gente pensa che, nel mio vedere la nudità c'è dietro un interesse fisico, invece lontanissimo da quello che mi rappresenta. Ricordo che vissi quel momento come una frustata sulla schiena dolente perché io non vorrei mai vedere Luca scalfito nella sua forza perché gli voglio bene come amico ed il bene che, con tutto me stesso gli voglio, è un qualcosa che mi ha premiato la sera stessa. Difatti ricordo che gli stavo parlando degli articoli che uscirono nei quali avevo parlato di lui e, a quel punto, quello che gli avrei voluto dire prima, piano piano è stato obbligatorio farlo venire fuori nel momento stesso che, in qualche modo, mi sono sentito in dovere di giustificarmi e, non sono riuscito a trattenere le emozioni, scoppiato in un pianto sincero fino quasi all'asma. In quel momento, il mio concetto - appunto - di "nudità" è venuto fuori ancora di più perché mi sentivo anche io senza vestiti e mi vergognavo di me stesso, di quello che sono fisicamente e di come posso apparire agli altri, solo che, purtroppo, io non potevo mettermi alcun accappatoio per coprirmi mentre mi sembrava di vedere l'acqua che mi scendeva dai capelli lungo tutto un corpo deridibile, Luca a quel punto finisce di mettersi mutande, pantaloni e scarpe e, a petto nudo, prende in spalla la borsa del cambio, mi prende nell'abbrraccio con l'altra mano (la destra) ed usciamo assieme dallo spogliatoio con la sua promessa (fatta con tenerezza e sincerità) che ci sarebbe stata un'altra occasione per vedersi. In quel momento ero felice perché aveva capito quello che gli volevo dire e quello che significava per me in modo assolutamente pulito, candido e smaliziato. Significativa fu anche quella volta in cui ascoltai la canzone "A casa di Luca" di Silvia Salemi e soffrii molto in vari passaggi, perchè mi portava alla mente l'impossibilità di vivere sulla mia pelle i momenti descritti nel testo."

Quando è scattata la decisione di tatuarsi nella testa di Alessandro?: "Qualche sera fa, per un caso, mi sono incontrato con il tastierista del No-Xs Trio, Ivan Muoio, e, dopo una serata passata assieme, dopo esserci scambiati il numero di telefono per essere amici anche a prescindere dalla musica, mi ha riaccompagnato a casa con la sua macchina e, scendendo, mi sono accorto del perchè ho voluto abbracciarlo ovvero per via del fatto che mi ricordava - non so perchè - molto il mio psicologo di cui sopra e, questa consapevolezza mi ha portato a capire che, nell mezzo della distanza e vicinanza che lega la mia figura a quella del dott. Daniele Giovagnoli c'è la consapevolezza che finita la seduta, fino alla seduta successiva, devo fare da solo e mantenere il distacco col mio psicologo come è giusto che sia e mi fa molto paura affrontare la vita non senza il mio psicologo ma da solo quindi, negli occhi di Ivan Muoio (tastierista dei No-Xs trio, ho come sentito una voce che mi diceva che, anche nei momento di solitudine, dobbiamo trovare dentro di noi quella forza per non lasciarci andare alle sconfitte e io voglio trovare questa forza a tutti i costi. Sono convinto che ora assuma ancor più significato il piercing che mi feci mesi fa in onore delle parole di conforto di Fabio Comovi e, successivamente alla dipartita di Stefano, mi accomunò al mio amico Alessio."

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