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Sindaco contro immigrato vagabondo senza permesso: «Lo porto dal prefetto»

Dante De Capitani: «Questo ragazzo gira senza meta tra Pescate e Garlate da due giorni. Mi dicono che non è pericoloso, ma la gente ha paura. Venga espulso come dice la legge»

«Sono due giorni che questo ragazzo extracomunitario girovaga tra Pescate e Garlate, mi dicono con diversi decreti di espulsione in tasca, ma lasciato libero di andare dove vuole. A questo punto lo porto direttamente io dal Prefetto». Nuova - forte - presa di posizione sul tema migranti da parte del primo cittadino di Pescate Dante De Capitani. Il sindaco “sceriffo” ha diffuso una foto che ritrae di spalle l’uomo mentre passeggia lungo un marciapiede in paese segnalando la preoccupazione espressa da alcuni suoi concittadini.

«Una decina di persone e commercianti lo hanno segnalato sia a me che al collega di Garlate perché gira tra le auto guardandovi dentro, e anche in prossimità delle abitazioni, entra nei bar e pubblici esercizi e la gente ha paura - spiega De Capitani - Mi hanno assicurato che non e’ pericoloso, ma non può certo continuare a dormire nei parchi e a gironzolare senza meta di giorno e di notte con aria smarrita. Sia io che il collega di Garlate abbiamo chiamato l’ambulanza due volte perché era completamente spaesato e confuso». Da qui una secca frecciata alla politiche di accoglienza.

Sindaco sceriffo bannato da Facebook

«Siccome ha perso lo status di rifugiato non ha più diritto all’assistenza e nessuno lo vuole, probabilmente anche perché non rende più i 35 euro al giorno che rendeva prima - ironizza il sindaco “sceriffo” - I carabinieri lo identificano e poi lo rilasciano, ma adesso basta: se davvero questa persona ha i decreti di espulsione vuol dire che non ha diritto di rimanere in Italia e allora che sia riportato al suo Paese come dice la legge, e non lasciato libero di andare dove vuole scaricando sui Comuni le inefficienze dello Stato».

Da qui la nuova presa di posizione che farà sicuramente discutere: «Adesso il vaso è colmo, per cui la prossima volta che lo troviamo in paese senza motivo lo riportiamo in prefettura da dove è arrivato e partito. Anzi - conclude Dante De Capitani - lo porto direttamente io dal prefetto di Lecco così finalmente si renderà conto del problema che i comuni devono affrontare per effetto di queste politiche di accoglienza».

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