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Lecco, scoperchiata la "Redaelli Velluti": trovato eternit nella composizione

Rischia grosso la proprietà dell'immobile: al più presto l'intervento di messa in sicurezza

Il maltempo ha fatto danni a Rancio, dov'è stato scoperchiato un piccolo tratto della ex "Redaelli Velluti". Sul posto si sono portati i Vigili del Fuoco, che hanno constatato la presenza di amianto; con loro anche l'assessore Ezio Venturini. Nel tardo pomeriggio il comune di Lecco ha emesso un'ordinanza con cui condanna la società, in liquidazione, ad effettuare al più presto alcuni interventi di messa in sicurezza, pena la denuncia alla competente autorità giudiziaria per il reato di "Inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità" (art. 650 cp).

L'ordinanza

"Rilevato che il fabbricato in oggetto - catastalmente identificato al N.C.E.U. al fg. 7, mappali 837, sub. 701, sez. Rancio – risulta intestato alla società “FABBRICA VELLUTI ALFREDO REDAELLI SPA – IN LIQUIDAZIONE” con sede legale in Mandello del Lario, Piazza Approdo Mulini n.2;

Vista la relazione di sopralluogo in data 11/08/2017, prot. n. 66051, redatta dai tecnici dell’Area 7 dalla quale si evince quanto segue:
- la presenza di frammenti di materiale presumibilmente assimilabile a lastre in cemento amianto lungo il sentiero pedonale via G.B. Sala, retrostante il complesso industriale “ex Vellutificio Redaelli”, e lungo la striscia di un terreno privato adibito ad orto, confinante;
- nella porzione retrostante del complesso a confine con il terreno privato ed in adiacenza al sentiero dianzi  menzionato, la presenza nella parte centrale della copertura dell’opificio di lastre in sfaldamento e detriti “tipo eternit”;
ORDINA
Alla società “FABBRICA VELLUTI ALFREDO REDAELLI SPA – IN LIQUIDAZIONE”, il cui liquidatore è individuato nella persona di Franchi Paola con studio in Milano, via Cappuccio 9, proprietaria del fabbricati sito in Via Mazzucconi ed identificato catastalmente al N.C.E.U. al fg. 7, mappali 837, sub. 701, sez. Rancio:
1) L’immediata esecuzione di un intervento di messa in sicurezza della copertura danneggiata del complesso di proprietà sopra identificato, al fine di evitare ulteriori scoperchiamenti e danneggiamenti esterni, nonché di tutte le restanti parti che possano costituire un pericolo per la pubblica e privata incolumità;
2) L’immediata rimozione del materiale presente sulla pubblica via (già confinato in sacchi di plastica dai Vigili del Fuoco) nonché all’interno della proprietà e di quello presente all’interno del sottotetto in prossimità della parte di copertura danneggiata;
AVVERTE
− Che gli interventi devono essere eseguiti nel rispetto della normativa in materia di cemento-amianto;
− Che non ottemperando a quanto disposto si procederà alla denuncia all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 650 del codice penale;
− Che nel caso in cui non si ottemperi alla presente ordinanza si provvederà d’ufficio all’esecuzione di quanto ordinato; le spese relative saranno poste a carico del proprietario del fabbricato e si darà avviso alle competenti Autorità per l’accertamento di tutte le responsabilità;
− Che eventuali danni a persone e cose, derivanti dal mancato rispetto del presente provvedimento, ricadranno sul proprietario sopra meglio individuato, che ne risponderà in via civile, penale ed amministrativa;
Avverso la presente Ordinanza potrà essere interposto ricorso al TAR della Regione Lombardia, nel termine di 60 giorni dalla sua notifica. "

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