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Valter Veltroni

Valter Veltroni

Leggermente, Veltroni: "La politica non mi manca, mi sono rigenerato facendo quello che amo"

Una serata in cui si scopre un Valter Veltroni diverso dall'immagine di uomo politico che forse i più conoscono.

Questa è la sensazione che ha lasciato a coloro che hanno partecipato alla serata di Leggermente con Veltroni, giornalista e politico di spicco con una lunga esperienza a livello nazionale (già segretario del Pd, vicepremier con Romano Prodi e sindaco di Roma), l’ospite più atteso di Leggermente.

Veltroni è intervenuto, il 3 aprile alle 21, presso il Teatro della Società di Lecco per presentare il suo nuovo romanzo “L’isola e le rose” che prende le mosse da un episodio vero e dimenticato per raccontare la nascita, a undici chilometri dalla costa adriatica, di un’isola artificiale che richiama turisti da tutta Europa, l’idea di una micronazione indipendente, l’Isola delle Rose.

Veltroni da poche settimane ha anche debuttato come regista con “Quando c’era Berlinguer”, film documentario ispirato alla vita del segretario del Pci Enrico Berlinguer.

Una serie di racconti ed aneddoti che che Veltroni ha voluto raccontare mostrando la sua profonda conoscenza della storia dell'arte, della cultura e della cinematografia italiana. Un excursus che va dal fascismo, passando per  il '68, fino ai giorni nostri in cui l'autore si rammarica per l'eccessiva penetrazione dei Social network nella nostra società. Uno strumento utile ma che ci lascia dei profondi vuoti dentro di noi.
        
"Con il film dedicato a Berlinguer ho voluto cimentarmi anche come regista -  narra Veltroni-  raccontando una epoca ed una storia alla quale sono molto legato. Berlinguer, una figura umana molto particolare timida e riservata, con una grande carica emotiva. E' un film che sta riscontrando molto successo, forse inaspettato, ma che mi ha dato molte soddisfazioni, perché è la concretizzazione di due miei grandi sogni e cioè il cinema e Berlenguer. Nel film c'è anche un mio spezzone di un filmato che girai quando avevo 15 anni, durante un comizio di Berlinguer, con una cinepresa Canon super otto che avevo comprato facendo 12 al totocalcio".

"Oggi viviamo un momento storico strano perché all'epoca a cui si riferisce il libro stavamo vivendo una vita in bianco e nero, pronti ad entrare nel colore. Adesso è il contrario e cioè da una vita a colori stiamo per entrare nel bianco nero. Oggi la tecnologia ci offre strumenti fantastici, viviamo più a lungo, abbiamo compiuto giganteschi passi in avanti. Il paradosso è che a quel tempo avevamo più speranze, mentre oggi ci stiamo ripiegando su di noi stessi".

"Per quanto mi riguarda non mi manca la politica perchè se vivi una vita per il potere quando finisci di farla sei distrutto, quando invece,  come me, la vivi  per il piacere di fare qualcosa di importante per la gente, quando finisci di fare il politico non cambia nulla, ti rigeneri facendo qualcosa altro. Non è la macchina blu che ti da importanza".

"Per me - chiude la serata Veltroni - la crescita di un popolo passa dalla scuola, scuola e ancora scuola. Non puoi pensare di trovare un libro che vada bene per tutta la classe, ma è il professore che deve essere bravo a trovare il libro giusto per ogni alunno. Se in un quartiere sparisce una libreria o un cinema, restano i centri commerciali che ci lasciano un grande vuoto dentro di noi. Non riesco ad immaginare una città con soli centri commerciali. La crisi ci sta spingendo verso la chiusura in noi stessi il rischio di una soluzione "Putin" cioè la via della forza piuttosto che quella lenta della democrazia".

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