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Il Comune di Lecco spiega le ragioni dei ritardi nel restauro di villa Manzoni

Tramite un comunicato, l'amministrazione ricapitola le ragioni per cui la riqualificazione della villa ha richiesto e richiederà ancora del tempo.

Il Comune di Lecco dice la sua sul degrado in cui versa villa Manzoni: il comunicato diffuso da palazzo Bovara ricapitola nel dettaglio la vicenda, ancora senza una fine, del restauro della casa del "sciùr Lisander".


Nel 2005 il Comune approva il progetto preliminare per il primo lotto dei lavori di adeguamento della villa, progetto da un milione e 900mila euro che nel 2006 diviene esecutivo e appaltabile. La gara d'appalto però non parte, perché sempre nel 2006, viene stralciato il progetto di completamento da 2 milioni di euro, previsto inizialmente per il bilancio del 2009. I lavori per villa Manzoni vengono successivamente reinseriti nella programmazione dei lavori pubblici per il triennio 2010-2012, ma nel frattempo entra in vigore il famigerato Patto di stabilità, e ciò complica le cose.


Il Patto di stabilità, come si sa, pone un tetto massimo alle spese comunali, ma questo si abbassa man mano che i Governi si alternano: nel caso del Comune di Lecco, che nel 2008 poteva stanziare 16,5 milioni di euro per investimenti in opere pubbliche, la soglia scende a 8,4 milioni nel 2012 e 4,1 nel 2013. Questo fa sì che dal 2010 a palazzo Bovara si crei una lista di priorità, e le opere più urgenti (manutenzione di edifici e strade, bonifiche dall'eternit dalle sedi scolastiche, ecc) abbiano la precedenza sul restauro.


Oggi, si legge nel comunicato, i 2,1 milioni di euro necessari all'adeguamento del primo lotto di villa Manzoni sono a disposizione nell'avanzo vincolato del Comune, e una parte dei 4 milioni del fondo per il finanziamento di spese in conto capitale potrebbero essere utilizzati per il secondo lotto.


Il problema è che queste somme (la cui esistenza rende priva di fondamento l'istituzione di una tassa di scopo) sono vincolate dal Patto di stabilità, di conseguenza il Comune non può disporne, e anche i 450mila euro in arrivo dallo Stato, nonostante siano un grande aiuto, comunque non risolvono il problema dei fondi bloccati.


Palazzo Bovara rende anche noto che è in corso un dialogo tra i Comuni, Governo e Ministero dei beni culturali per poter esentare totalmente dal Patto di stabilità le opere  di grande  rilievo architettonico e culturale: come villa Manzoni, infatti, sono molti altri gli edifici di valore, in Italia, che languono in attesa di riqualificazione.


Un paragrafo della nota puntualizza anche la situazione del riconoscimento di villa Manzoni come sede museale: tale riconoscimento, si legge, è stato temporaneo nel 2004 e nel 2007, e già sospeso nel 2011 per l'inadeguatezza dell'edificio. A conclusione, non manca una domanda provocatoria: perché non si è portato avanti il progetto nel 2006, quando si è deciso di renderlo esecutivo? Se lo si fosse avviato allora, oggi villa Manzoni non sarebbe a questo punto.

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