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Maurizio Volontè, responsabile Areu di Lecco e Como

Maurizio Volontè, responsabile Areu di Lecco e Como

Areu, Maurizio Volontè è il nuovo responsabile di Lecco: «Nessun accorpamento in vista»

60 anni, assume la carica e respinge la possibile unione con la limitrofa provincia comasca, presso cui riveste la medesima carica

Areu-118 Lecco e Como, dopo la chiusura del marzo 2012 della centrale operativa lecchese, da qualche giorno sono gestite dallo stesso responsabile, individuato nella figura di Maurizio Volontè. 60 anni compiuti da poco, sposato con prole, sportivo, laureato nel 1984 presso l’università di Pavia (distaccamento di Varese) e specializzatosi nell’87, ha un passato nell'ospedale di Cantù, al "Sant’Anna" di Como, dopodichè è passato nel "filone dell'elisoccorso", nato nel 1992 e di cui è diventato responsabile nel 2009, come ha spiegato durante la conferenza stampa di presentazione avvenuta presso il "Manzoni" di Lecco.

Stesso responsabile, realtà distinte

Quello della nomina del medesimo responsabile, però, non deve far pensare a un'accorpamento tra la realtà lecchese e quella comasca: «L’intenzione è quella di mantenere l'entità Lecco distinta dall'entità Como, che avranno un interscambio ma senza la necessità e la volontà di passare da un paventato accorpamento». Una presa di posizione cui fa eco il dottor Claudio Mare, direttore del "118" di Lecco che lascia il testimone a Volontè dopo due anni d'incarico: «Confermo che non c’è nessun accorpamento in vista con Como, come non c’è mai stato con Brescia. Saranno due realtà seguite da Massimo, certo, ma in modo distinto».

Areu può contare, sul territorio lecchese, su dieci postazioni, coperte con mezzi di base (le ambulanze di Colico, Bellano, il Soccorso degli Alpini di Mandello, due a Lecco con LeccoSoccorso e Croce San Nicolò, Calolziocorte, Bosisio, Introbio e Balisio che si dividono l'attività settimanale, Casatenovo e Missaglia). Alle ambulanze, vanno aggiunti i mezzi avanzati (MSA2, la vecchia automedica) di Merate, Lecco e Nuova Olonio, oltre all'autoinfermieristica (MSA1) di Bellano, per un totale di circa sessante infermieri e trenta medici, tutti professionisti, che svolgono attività anche all’interno dell’ospedale. A loro vanno aggiunti i centinaia di volontari, certificati Areu, impegnati ogni giorno, «la base su cui si organizza tutto il soccorso».

«Automedica a Nuova Olonio? Serve lì, lo dicono i numeri»

In questi ultimi mesi l'Areu è stata parecchio chiacchierata per la scelta di spostare l'automedica da Bellano a Nuova Olonio, questo per far fronte all'emergenza attiva in Valchiavenna a causa della frana caduta tempo fa a San Giacomo Filippo. Una decisione che l'Azienda ha dovuto far digerire a sindaci, politici e cittadini: «Precisiamo subito che l’auto è del territorio, non di Bellano - spiega, piccato, Mare -. Una fetta di popolazione più piccola non può essere avvantaggiata rispetto a una porzione più grande. Se sarà stata una scelta sbagliata, torneremo indietro, ma la posizione di Bellano non è ideale per noi. Siamo disponibili a incontrare la popolazione per spiegare le nostre motivazioni, i sindaci lo sanno benissimo. Noi, dal canto nostro, sappiamo che è normale trovare delle resistenze quando si effettuano queste operazioni. La popolazione dell'Alto Lago sarà molto più servita dal lato medico». Una volta risolta l'emergenza infrastrutturale, l'autovettura potrebbe essere spostata definitivamente a Colico, mentre Bellano potrà far conto su almeno un'autoinfermieristica: «Questo per precisare che i cittadini ora non sono scoperti, com'è passato», precisa Fabrizio Mosca, Coordinatore infermieristico.

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La situazione verificatasi nel Lecchese ha dei precedenti: «Anni fa ci scontrammo in maniera importante con il sindaco di Tirano per un'operazione del tutto simile - rammenta Claudia Corbetta, responsabile della comunicazione di Areu Lombardia -. Il sindaco, poi, ha fatto marcia indietro e ha riconosciuto la bontà della nostra scelta in modo molto onesto», perchè «del resto, queste scelte vengono fatte analizzando centinaia di dati e servono a migliorare il servizio, di certo non a peggiorarlo», spiega il dottor Mario Tavola, Primario di Anestesia e Rianimazione.

Elisoccorso sempre all'avanguardia: verricello anche di notte

Nelle ultime settimane, infine, i mezzi aerei di soccorso hanno ricevuto l'abilitazione da E.N.A.C. (Ente Nazionale Aviazione Civile) per volare anche di notte, ottenendo la possibilità di verricellare l’equipe sanitaria e tecnica su siti noti e censiti anche durante le fasi di massima oscurità.

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