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23 anni dopo, è pronta a riaprire la pizzeria 'Wall Street'

Il prossimo 31 marzo la riapertura al pubblico. Nel 1992 l'arresto di Coco Trovato

Era l'ormai lontano 31 agosto 1992 quando Franco Coco Trovato venne arrestato all'interno della sua pizzeria-bunker "Wall Street", localizzata in via Belfiore, civico numero uno. Una vicenda che fece scoppiare definitivamente il bubbone mafia anche a Lecco. La definitiva chisura dell'esercizio, è avvenuta invece nel 1994. Oggi, 23 anni dopo, la storica roccaforte del clan 'ndranghetista è pronta a riaprire, dopo un'infinita trafila burocratica, i ritardi e svariati interventi strutturali. La data x è fissata per il prossimo 31 marzo 2017. Ancora "Top Secret" il nuovo nome.

Ad aprire la conferenza stampa, con non celata soddidfazione, è il sindaco di Lecco Virginio Brivio: “Si tratta dell'ultimo bene confiscato alla mafia non ancora ridestinato a nuova occupazione. Regione Lombardia ha messo a disposizione la gran parte delle risorse, l’area è diventata interprovinciale ed è ora rappresentata da Luigi Mendolicchio di ALER. Fondamentale è stato anche il contributo puntuale di Fondazione Cariplo, Unicredit Fundation e Fondazione Comunitaria del Lecchese, che hanno fornito un importante contributo economico, necessario per concludere l’operazione. Siamo arrivati certamente tardi rispetto alle tappe formali che ci eravamo prefissati, ci sono i motivi per giustificarlo ma l’importante è che a fine mese ci sia l’inaugurazione. Ci tengo a sottolineare il ruolo di Martina Panzeri, direttore dei servizi sociali, che ci ha semplificato la vita in maniera considerevole." La gestione è stata affidata da Thomas Emmeneger, capofila dell’associazione temporanea d’impresa che si è aggiudicata il bando con altre due associazioni del territorio ('Libera' e Arci, ndr).

Gli agenti di polizia misero il primo tassello a una vicenda che inizia a concludersi oggi. Liliana Baccari, Prefetto, lo ricorda: “'Wall Street' è stata il simbolo della presenza mafiosa tangibile a Lecco, ora viene trasformato in un simbolo della legalità. In quella sede, anche grazie all’associazione ‘Libera’, è stato concepito e redatto il progetto. Il finanziamento è stato cospicuo, bisogna ringraziare investitori e anche il Comune. Oggi tutto diventa realtà, il valore di questa opera è anche strategico.”

Come detto, fondamentale è stato il contirbuto econmico di Fondazione Cariplo, rappresentata da Mario Romano Negri: "Ricordo nel tempo che il primo intervento di contrasto alla mafia fu fatto a Galbiate , dopodichè sìinterventì sugli appartamenti di viale Adamello, a Olginate e anche alla Pizzeria ‘Giglio’. ‘Wall Street’ l’abbiamo seguita in maniera particolare: mi ricordo quando Maroni, ai tempi Ministro dell’Interno, mi sollecitò personalmente per rendere agevole lo scambio con la ‘Giglio’. Siamo intervenuti con due strumenti: un intervento istituzionale per la parte strutturale (150mila euro) e uno per la start-up e la partenza del servizio (100mila euro). Il Fondo ha inoltre raccolto 33mila euro ad oggi, con questi soldi si terminerà la preparazione dell’arredo. Una raccomandazione: questi luoghi devono essere pieni di giovani e bambini, cosicchè gli possa essere insegnato a chi erano intestati questi beni e crescere in un sistema di valori più consono.”

Continua a leggere le dichiarazioni dei prossimi gestori

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