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Un'immagine del West Nile Virus (foto scopeblog.stanford.edu)

Un'immagine del West Nile Virus (foto scopeblog.stanford.edu)

West Nile Virus, a Lecco anche i test sui donatori di Bergamo e Monza

Il laboratorio del Centro trasfusionale del Manzoni effettua gli screening anche sul sangue donato nelle province limitrofe alla nostra

C’è anche il laboratorio della Medicina trasfusionale dell’ospedale Manzoni fra le strutture che eseguono i test per la ricerca del West Nile Virus, virus del Nilo occidentale trasmesso dalle zanzare.

A causa della sua pericolosità (può provocare, seppur in rari casi, meningiti e meningo-encefaliti), il test sul virus viene effettuato come screening su tutte le unità di di sangue provenienti dai donatori residenti nelle aree geografiche in cui l’agente patogeno è stato individuato nel corso di controlli sugli animali o si siano verificati casi sull’uomo, ma non solo: l’indagine, infatti, viene prescritta anche sui donatori che siano stati nelle aree in cui è stato idividuato il West Nile Virus.

A partire da ieri 30 settembre, il laboratorio di via dell’Eremo ha iniziato a eseguire i test non solo per la provincia di Lecco, ma anche per tutte le unità di sangue ed emocomponenti donate nella provincia di Monza e Brianza, dove il virus è stato trovato nel sangue di una gazza. I test sulle donazioni brianzole vanno ad aggiungersi a quelli che la struttura lecchese esegue anche per la provincia di Bergamo, dove è stata dimostrata la circolazione del patogeno.

Il West Nile Virus, o WNV, è un Arbovirus che solo accidentalmente può infettare l’uomo. L’infezione umana è in oltre l’80% dei casi asintomatica; nel restante 20% dei casi i sintomi sono quelli di una sindrome pseudo-influenzale. Nell’ 0,1% di tutti i casi (comprensivi dei sintomatici ed asintomatici), l’infezione virale può provocare sintomatologia neurologica del tipo meningite o meningo-encefalite. Per questo, già lo scorso agosto, il Centro nazionale sangue dell’Istituto superiore di sanità aveva sospeso le donazioni per chi si trovava, o era stato, in una delle aree “a rischio”.

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