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Nuovi inceneritori, il Wwf non ci sta e protesta attraverso la mobilitazione nazionale dal 7 al 9 settembre

Nel mirino anche il progetto di potenziamento dell'impianto di Valmadrera

Anche il Wwf non ci sta, e protesta partecipando alla mobilitazione nazionale anti-inceneritori. 

L'intervento dirigistico voluto dal Governo, che prevede la realizzazione in Italia di dodici nuovi inceneritori di rifiuti da aggiungersi ai quarantadue già attivi e ai sei già autorizzati, appartiene ad una politica retrograda sul piano ambientale ed economico-sociale, sostiene l'associazione.

Il futuro in Italia appartiene al riutilizzo dei rifiuti e al loro riciclo; l'inceneritore è solo una soluzione tampone ad un'emergenza che andrebbe combattuta sensibilizzando la popolazione e incrementando, grazie a speciali misure statali, il numero degli impianti di riciclo materiali già presenti sul territorio.

L'Italia è già il terzo Paese europeo per numero di inceneritori, dopo Francia e Germania; l'obiettivo, da conseguire entro il 2012 e non raggiunto, era quello del 65% di raccolta differenziata effettuata su scala nazionale.

Il Wwf aderisce così alle mobilitazioni previste in tutto il Belpaese dal 7 al 9 settembre, volte a protestare contro il decreto attuativo pro inceneritori dell'articolo 35 del decreto legge Sblocca Italia, sulla base di almeno tre buoni motivi.

Innanzitutto, gli accordi presi in sede europea prevedono entro il 2025 l'entrata in vigore di una norma che vieti il trattamento termico per tutti i rifiuti che risultino riciclabili, e entro il 2050 il riciclaggio totale.

In secondo luogo, il trend virtuoso di gestione del ciclo dei rifiuti renderà a breve obsoleti e non economici i nuovi impianti previsti dal Governo, che diventerebbero operativi solo nel 2020 e che richiedono decine d'anni per poter giustificare le spese di investimento.

Infine l'istituzione dei nuovi icneneritori porterebbe alti rischi sanitari in tutti i territori limitrofi agli impianti, di cui anche sul sito ufficiale del Ministero si possono trovare le cifre.

Inoltre, Wwf ricorda i casi di Germania, Olanda, Danimarca e Svezia che hanno in passato puntato sull'incenerimento e si sono ritrovate a dover importare a prezzi stracciati rifiuti da altri Paesi pur di mantenere operativi gli impianti, che diversamente non si ripagherebbero.

L'iniziativa all'interno del "Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero" vede l'impegno del Wwf di Lecco, così da formalizzare le richieste ai Sindaci della zona riguardo al potenziamento del forno inceneritore di Valmadrera e al progetto senza ritorno del teleriscaldamento.

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