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Coronavirus, Zamperini: «Bene misure cautelative ma senza allarmismo»

Il dirigente regionale di Fratelli d'Italia: «Turismo e commercio rischiano grosso. Adesso occorre arginare danni economici sul territorio»

«In questi casi, chi non ha competenze specifiche e non ha responsabilità dirette nella gestione delle emergenze sanitarie è meglio che stia zitto. Capisco la preoccupazione dei cittadini, ma chi ha ruoli istituzionali deve dare il buon esempio e non creare allarmismo». Così Giacomo Zamperini, già consigliere comunale di Lecco e dirigente regionale di Fratelli d'Italia.

«Debbo dire che fino a ora è apprezzabile la gestione della crisi relativa al contenimento del diffondersi del Covid-19 da parte delle istituzioni, anche se una parte relativa ad alcuni provvedimenti ha, purtroppo, ingenerato di conseguenza uno stress nelle persone con conseguenti danni d'immagine elevati per il nostro territorio. Parlo, per esempio, del settore turistico-alberghiero e dei pubblici esercizi interessati dalle misure restrittive. Spero che la chiusura di bar e dei locali pubblici dopo le sei del pomeriggio, sia una cautela che presto possa essere rimossa. Allo stesso tempo, chiedo che il Comune di Lecco voglia riproporre più avanti la sfilata di Carnevale e le altre manifestazioni, senza cancellarle definitivamente. A ogni modo, confido nella serietà di chi prende certe decisioni che, sottolineo, vanno osservate in modo scrupoloso».

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«Da una parte, come saggiamente suggerito da Giorgia Meloni - prosegue Zamperini - vanno bloccati per tutti i cittadini e i professionisti gli adempimenti e le scadenze economiche in Lombardia e negli altri territori interessati utilizzando cassa integrazione straordinaria e altre forme compensative per le imprese che si fermano, dall'altra bisogna avere particolare attenzione alle categorie produttive che non debbono pagare il conto di questa crisi globale. Ci sono principalmente tre punti su cui intervenire per tutte le attività economiche lecchesi, in primis quelle legate a commercio e turismo: un indennizzo per i mancati guadagni dovuti alla chiusura forzata o alle disdette di ordini e prenotazioni, congelamento dei costi relativi ai contributi per i lavoratori dipendenti e, infine, sospensione e rimborso di una parte delle tasse, compresi tributi locali come l'occupazione del suolo pubblico e la tassa di soggiorno, al fine di non indebolire ulteriormente un comparto che ogni anno crea indotto e ricchezza nel nostro territorio. Sono certo che su questi aspetti economici e lavorativi le istituzioni e la politica, di ogni ordine e grado, sapranno trovare soluzioni collaborative ed efficaci per il bene dei lombardi e dei lecchesi».

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