Le imprese artigiane modello di welfare aziendale e conciliazione di vita-lavoro

Intervento del professor Tiraboschi al convegno di Confartigianato Lecco: «Investire su questi temi e avere radici ben salde nel proprio territorio sono oggi fattori vincenti»

Welfare aziendale e conciliazione al centro del convegno ospitato ieri pomeriggio, lunedì 18 febbraio, da Confartigianato Imprese Lecco. Ospite d’eccezione Michele Tiraboschi, professore ordinario di Diritto del Lavoro all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e coordinatore scientifico della Scuola di alta formazione in Relazioni industriali e di lavoro Adapt.

Un incontro (vedi foto con relatori e pubblico) molto partecipato che ha visto la presenza al tavolo dei relatori del presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva, del responsabile scientifico del progetto Nuovo Sociale-Welfare di Confartigianato, Antonio Payar, di Silvano Casazza, direttore generale ATS Brianza, di Riccardo Mariani, assessore alle Politiche Sociali, Casa e Lavoro del Comune di Lecco e di Federica Bolognani, assistente sociale d’Ambito Comunità Montana Valsassina Valvarrone, Val d’Esino e Riviera. A coordinare i lavori, Matilde Petracca, responsabile Welfare e Relazioni organizzative di Confartigianato Imprese Lecco.  

Il presidente Daniele Riva: «Per noi smart working e benessere aziendale sono temi prioritari»

«Per Confartigianato Lecco, il welfare aziendale rappresenta una partita in cui l’associazione sta giocando un ruolo di primo piano - commenta Daniele Riva - I temi della conciliazione vita-lavoro, dello smart-working e del benessere aziendale saranno sempre più centrali. Gli interventi e i progetti seguiti fin qui da Confartigianato dimostrano che, anche a livello di micro e piccole imprese artigiane, qualcosa sta già cambiando e i tempi sono ormai maturi. Confartigianato Imprese Lecco sta investendo sempre più in politiche di conciliazione e welfare aziendale, sposando progetti di diversa natura atti a promuovere queste buone pratiche. Sono ormai diversi anni, infatti, che è operativo il nostro Sportello Conciliazione, che ha come obiettivo la diffusione delle opportunità offerte dal territorio in tema di conciliazione vita lavoro, oltre a fornire consulenza alle aziende e ai lavoratori».

Lo smart-working ha una logica win-win-win: genera vantaggi per l’azienda, per i dipendenti e per l’ambiente. «Approcciare lo smart-woking significa orientarsi verso una nuova modalità di organizzazione del lavoro che richiede un processo di change management e che va a toccare aspetti anche molto delicati, come la gestione del team a distanza, la fiducia, la capacità di lavorare per obiettivi - aggiunge il presidente di Confartigianato Lecco - Abbiamo accolto la sfida partendo dal presupposto che non esistono particolari vincoli allo sviluppo dello smartworking nelle PMI se non quelli che le aziende vogliono porsi. E abbiamo avuto ragione».

Matilde Petracca, Responsabile Welfare: «Formazione tecnica e Sportello Conciliazione tra le attività di Confartigianato»

«Il  convegno del professor Tiraboschi - aggiunge Matilde Petracca - rappresenta il momento conclusivo del progetto   “Smart-working: opportunità e strumenti pratici”. Il progetto prevedeva due momenti, uno legato alla formazione tecnica per esperti in materia, e uno legato all’informazione e sensibilizzazione per aziende e lavoratori interessati al tema. I risultati finali contano 26 consulenze, di cui 17 informative e 9 tecniche per la stesura di un accordo, 3 accordi individuali conclusi, 9 accordi individuali e uno collettivo in bozza.  Le consulenze hanno visto una platea eterogenea di partecipanti, imprenditori, amministratori, HR, dipendenti, sia uomini che donne e provenienti da aziende con diverso contesto organizzativo».

Chi si è avvicinato allo Sportello lo ha fatto per diversi motivi, ma l’esigenza che ha accomunato tutti è avere più tempo: il tempo è una delle risorse maggiori che abbiamo ed è legata in modo imprescindibile al benessere dei dipendenti. Il territorio di Lecco è un territorio vivo, fertile, pieno di brio per quanto riguarda le politiche di welfare e non solo e permette di sperimentare progetti estremamente innovativi. «Ora ci chiediamo: cosa può fare Confartigianato nei confronti delle aziende che rappresentiamo? Qual è la chiave di lettura che possiamo dare a chi ha magari due, tre dipendenti e già attua inconsapevolmente politiche di welfare?».

A rispondere agli interrogativi e a trovare un filo conduttore nelle buone pratiche fin qui portate avanti grazie alla rete di Enti coinvolti nel progetto, il professor Tiraboschi, che ha messo a fuoco aspetti peculiari del nostro territorio nella sua interezza.

Michele Tiraboschi, docente universitario: «Il tema della conciliazione vita-lavoro riguarda tutti, ed è una risorsa»

«Il convegno di oggi non arriva a caso, ma nasce da un percorso condiviso da una carovana di tanti attori con diverse sensibilità, uniti nel voler proseguire unitariamente la strada fin qui tracciata - commenta Michele Tiraboschi - La mia realtà e quella della scuola ADAPT hanno una dimensione simile alla vostra, una “dimensione artigiana”:  c’è chi ha un po’ più di competenze e si circonda di giovani che hanno energie e voglia di imparare e insieme riusciamo a realizzare dei prodotti su misura. Confartigianato rappresenta l’idea più bella e forte del lavoro, il lavoro legato al territorio, alla comunità, non una standardizzazione alla ricerca di massimo profitto possibile, ma l’arte e l’orgoglio di fare bene una cosa. Il welfare è il modo di fare tipico dell’impresa artigiana, che vive se c’è un contesto e territorio che funzionano: avere radici ben salde nel proprio territorio oggi è un fattore vincente. Quando si parla di welfare e conciliazione si ha ancora l’impressione che si tratti di tematiche di serie B, che riguardano solo poche persone. Il tema della conciliazione invece riguarda tutti: il territorio, i tempi della città, i tempi di vita, i tempi di lavoro, la demografia, l’invecchiamento della popolazione. La chiave di lettura che è stata data da Confartigianato Imprese Lecco è stata voler inserire la conciliazione in ottica di welfare aziendale con progetti e sperimentazioni innovative, come il tema del lavoro agile, dello smart-working, cambiando la prospettiva: la conciliazione diventa sostenibilità, qualcosa che dà valore al territorio e di conseguenza risponde alle esigenze delle imprese di avere personale efficiente, produttivo e motivato, perché tramite il lavoro riesce ad avere reddito, ma anche risposte per poter gestire gli impegni famigliari, la crescita dei figli, la gestione degli anziani».

Per raggiungere questo obiettivo è necessaria una rete che deve essere sviluppata anche attraverso gli attori di rappresentanza e  i corpi intermedi, diventando così un valore aggiunto per l’intero territorio. «Un sistema - aggiunge il docente universitario - che a Lecco c’è e funziona e che porta ricchezza alle persone, alle famiglie e alle imprese. L’impresa è un valore e non un disvalore. Questo pensiero aiuterebbe a valutare meglio il tema dell’alternanza e degli apprendistati con le scuole e le università. Il tema non è solo attirare le competenze: le competenze stanno nelle persone che si avvicinano a un territorio e a un’azienda non solo perché possono esprime i loro talenti professionali, ma perché hanno anche possibilità di conciliare tempi vita e lavoro grazie a un sistema integrato. Pensiamo alle strade e al tempo per arrivare al lavoro. Serve una logica di sistema. Se un territorio è attrezzato perché ha una rete di servizi sociali o buon sostegno da parte dell’attore pubblico e del terzo settore diventa più competitivo. Ecco allora che la conciliazione non è un qualcosa che arriva per ultimo, ma qualcosa che rende forte un sistema in ottica sostenibilità, sviluppo e ricchezza». 

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