Economia

L'acciaio fa la fortuna di Lecco (nonostante il forte calo): esportazioni da vertici della classifica nazionale

Il Lecchese conferma la propria posizione nella graduatoria italiana nonostante un calo dell’11,5%

Più che acciaio, oro per tutta la provincia di Lecco. Nonostante le difficoltà del 2020, il polo siderurgico lecchese ha confermato l’undicesima posizione nella classifica nazionale delle esportazioni in valore di prodotti della siderurgia, tubi e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio.

Lo scorso anno ha esportato acciaio per un valore di 594 milioni di euro, in calo dell’11,5% annuale. Una performance significativamente migliore della media nazionale del -18,6%, anche se il trend di decrescita durava già dal 2019 ed è stato accelerato dalla pandemia. È quanto emerge dall’elaborazione di dati Istat dell’Ufficio Studi siderweb.

Sul podio, le prime due posizioni non sono cambiate rispetto al 2019: al vertice c’è ancora Brescia, al secondo posto Udine. Milano è invece scesa al quarto gradino, lasciando il terzo a Cremona. 

La riduzione dell’export siderurgico del polo di Lecco è dovuta «alla diminuzione delle vendite di prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (-14,8%), che pesano per il 46,6% sul totale; di tubi e raccordi (-5,1%), che pesano per il 42,1% e di prodotti della siderurgia (-5,6%) - chiarisce Gianfranco Tosini dell’Ufficio Studi siderweb -. Le vendite nei Paesi Ue, che incidono per il 67,1% sul totale, sono calate del 17,6%, mentre quelle nei Paesi terzi sono cresciute dell’11%».

Export di prodotti siderurgici per provincia

Posizione

Provincia

2020

(milioni €)

2019

(milioni €)

2008

(milioni €)

2020/19

Var.%

2020/08

Var.%

1

Brescia

1.424

1.720

1.979

-17,2

-28

2

Udine

1.338

1.576

1.514

-15,1

-11,6

3

Cremona

982

1.117

801

-12,1

22,6

4

Milano

908

1.140

1.786

-20,4

-49,2

5

Mantova

901

991

556

-9,1

62,1

6

Vicenza

894

1.025

1.203

-12,8

-25,7

7

Bergamo

788

1.063

1.343

-25,9

-41,3

8

Ravenna

683

1.096

464

-37,7

47,2

9

Reggio Emilia

665

764

410

-13

62,2

10

Terni

652

750

827

-13,1

-21,2

11

Lecco

594

671

654

-11,5

-9,2

12

Verona

409

529

344

-22,7

18,9

13

Cesena-Forlì

324

365

212

-11,2

52,8

14

Aosta

279

368

441

-24,2

-36,7

15

Torino

254

333

670

-23,7

-62,1

16

Padova

250

299

192

-16.4

78,1

17

Genova

218

369

274

-40,9

-20,4

18

Como

214

259

268

-17,4

-20,1

19

Taranto

198

459

1.497

-56,9

-86,8

20

Alessandria

148

249

431

-40,6

-65,7

Totale

12.123

15.143

15.935

-19,9

-23,9

Altri poli

2.613

2.958

3.907

-11,7

-33,1

Totale Italia

14.736

18.101

19.842

-18,6

-25,7

Fonte: elaborazione siderweb su dati Istat, banca dati Coeweb

A livello nazionale, l’export di acciaio nel 2020 è diminuito del 18,6% nel 2020, passando da 18,1 a 14,7 miliardi di euro. «Tale variazione – analizza Tosini - è dovuta sia alla riduzione dei prezzi (in media -4,6%), sia al calo delle vendite all’estero in quantità (-14%)».

Variazioni negative molto più alte della media sono state registrate dai poli di Taranto(-56,9%), Genova (-40,9%) e Alessandria (-40,6%), dove sono dislocati gli impianti produttivi dell’ex Ilva. Hanno avuto performance peggiori rispetto alla media anche i poli di Ravenna (-37,7%), Bergamo (-25,9%), Aosta (-24,2%) e Torino (-23,7%).

Di contro, hanno registrato variazioni negative significativamente più ridotte rispetto al 2019, oltre a Lecco, anche Mantova (-9,1%), Forlì-Cesena (-11,2%), Cremona (-12,1%) e Vicenza (-12,8%).

Dall’analisi emerge il profondo cambiamento della geografia dei poli produttivi italiani rispetto al periodo precedente la grande crisi economica del 2008. «Le esportazioni - sottolinea Tosini - hanno registrato una riduzione molto più marcata nelle province dove sono (erano) presenti le aziende siderurgiche di maggiori dimensioni. Infatti, nel 2020 rispetto al 2008, le esportazioni di prodotti siderurgici della provincia di Taranto (ex Ilva) sono diminuite dell’86,8%, relegandola al penultimo posto nella classifica dei primi 20 poli siderurgici italiani; quelle della provincia di Livorno (ex Lucchini Siderurgica di Piombino) si sono ridotte del 74,3%, causando l’esclusione dai primi venti poli siderurgici italiani; le esportazioni della provincia di Torino (ex stabilimento thyssenkrupp) sono diminuite del 62,1%, provocando la perdita di sette posizioni nella classifica».

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