Economia

Servizio idrico integrato, il Comitato acqua pubblica: "Cosa bolle in pentola?"

Il comitato di cittadini chiede chiarezza sulla candidatura di Lario reti holding

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Mai locuzione fu più pertinente rispetto a quanto sembra profilarsi nella tormentata vicenda dell’affidamento della gestione del SII, Sistema idrico Integrato: cosa bolle in pentola?

Come Comitato, che da anni sta seguendo vicissitudini, palesi contraddizioni e continue giravolte di un sistema provinciale più volto a soddisfare orientamenti politici e societari dell’attuale sistema di potere che le genuine necessità della Cittadinanza, non possiamo non cogliere, anche in questa delicata fase procedurale, alcuni segnali, apparentemente secondari, ma  quasi sicuramente forieri di ulteriori manovre poco chiare. Vogliamo porre l’attenzione su alcuni brucianti interrogativi.

Perché  la documentazione pervenuta all’Ufficio d’ambito, ovvero il consiglio di amministrazione che ha in capo la supervisione provinciale del sistema idrico, entro il 10 febbraio, relativa alle “2 proposte/candidature” ai fini dell’affidamento diretto “in house”,  è stata inviata dal suo presidente, Paolo Negri,  “esclusivamente per gli enti in indirizzo (Sindaci/Comuni)”, con modalità di visione criptata e solo dopo pressante richiesta di due Sindaci?  Così facendo si lascia a ogni sindaco la discrezionalità di trasmetterli o meno ai propri consiglieri, a seconda dell’interpretazione sulla loro riservatezza. 

E ancora, perché in una precedente mail, sempre dello stesso Presidente ai Sindaci dell’ATO di Lecco, si ufficializzava di aver ricevuto la candidatura di LRH (Lario reti holding) e la proposta del Comune di Merate, entrambe “regolarmente avanzate” ?

Nello specifico ci domandiamo perché nella corrispondente delibera della Conferenza dei Comuni dell’ATO  (seduta del 12 dicembre, punto 4 del secondo ordine del giorno) si indicava letteralmente di "riservarsi di valutare e proporre percorsi diversi da quello delineato, fermo restando l’obiettivo finale dell’affidamento in house providing, purché le relative proposte siano presentate entro il 10 febbraio 2015 e diano dimostrazione del possesso dei requisiti necessari”, mentre poi, nella successiva mail sopracitata compare in aggiunta anche il termine candidatura?

Ribadiamo, perché si indicava allora, su di un testo cogente, solo  il termine preciso di proposte e ora  anche quello di “candidature”? Forse perché per LRH si tratta, come sembra, solo di una candidatura senza la proposta effettiva? Si sta forse costruendo una corsia preferenziale per LRH?

Fantasie, dietrologie speculative? Può darsi, ma l’esperienza ci dice il contrario. Peraltro ricordiamo a tutti che c’è, pendente in materia, un procedimento “contestativo” della Corte dei Conti Regionale.

Quello che veramente ci indigna, una volta in più, è che in un processo decisionale così importante per la collettività, invece che massima trasparenza e coinvolgimento diffuso, si continui a perseguire una strada che definire opaca rappresenta un eufemismo. In particolare il ruolo di Consigli Comunali e Consiglieri ne uscirebbe assolutamente mutilato, sia in termini di partecipazione effettiva alle scelte e sia nella loro funzione di controllo democratico.

Peraltro, da espliciti pronunciamenti del TAR Lombardia, della Corte dei Conti e del Consiglio di Stato, risulta inequivocabilmente che spetti al Consiglio Comunale e non alla Giunta deliberare l’affidamento di servizi pubblici locali a società “in house”, come tassativamente previsto dall’articolo 42 dl TUEL (d.lgs. n. 267/2000) in quanto è atto di natura  programmatoria. Scommettiamo che il futuro ci riserverà  altro ?

Comitato Lecchese Acqua Pubblica e Beni Comuni

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