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Il presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva

Il presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva

Il cambiamento secondo Confartigianato: fisco, burocrazia e lavoro

Così il presidente Daniele Riva agli oltre 200 partecipanti all'Assemblea annuale degli associati. «Gli imprenditori hanno bisogno di una guida verso porti sicuri»

Si è svolta lunedì pomeriggio, presso l’Aula Magna del Politecnico di Milano, Polo territoriale di Lecco, l'Assemblea annuale pubblica di Confartigianato Imprese Lecco. 

A fare gli onori di casa, il presidente dell'Associazione, Daniele Riva e il segretario generale, Vittorio Tonini, che hanno accolto oltre 200 partecipanti tra rappresentanti del mondo economico, politico, delle Istituzioni, delegati dell'Associazione e imprenditori. Temi al centro dell'incontro, che ha lo scopo di tracciare un bilancio delle attività di Confartigianato Imprese Lecco nell'anno in corso e rispondere alle nuove sfide che si affacciano nel futuro prossimo delle "mpmi", fisco, burocrazia e lavoro: tre leve su cui premere con forza per far sì che le aziende lecchesi, e non solo, possano affermare e potenziare ancora di più il proprio ruolo chiave nel tessuto economico locale, nazionale e internazionale. 

«Dopo la crisi, chiediamo solo certezze»

«Stiamo vivendo in uno scenario politico ed economico sempre più complesso, in grado di dire tutto e il contrario di tutto, mettendo così a dura prova il nostro consolidato sistema economico fatto di micro, piccole e medie imprese che, dopo aver dato prova di tutta la loro forza superando una crisi senza precedenti, ora chiedono una sola cosa: certezza - commenta il presidente Riva - In questo momento, gli imprenditori hanno bisogno di una guida che tenga la barra dritta e li conduca verso porti sicuri, al riparo da altre violente tempeste. Entrando quotidianamente in contatto con i nostri imprenditori, il sentimento che spesso avverto in loro, è un forte senso di smarrimento e non posso dar loro torto. In questo mare non più in burrasca, ma le cui acque non si sono certo calmate, ecco allora che vogliamo indicare con risolutezza la nostra via verso quello che viene a più voci invocato come cambiamento. Ma cosa vuol dire davvero cambiamento per il mondo delle micro, delle piccole e delle medie imprese? Cosa può fare la vera differenza per gli imprenditori? Non certo una rivoluzione tout court. Basterebbe iniziare dalle basi, dai tre macigni che stanno schiacciando i nostri imprenditori: fisco, burocrazia e lavoro. Abbiamo bisogno di misure e interventi che vadano verso la creazione di un ecosistema favorevole alle imprese a valore artigiano, andando ad incidere su fiscalità, digitalizzazione, innovazione, ricerca, internazionalizzazione, riduzione dei costi dell’energia, credito e formazione».

Artigiani lecchesi in trasferta a Bruxelles

Richieste che sono state affrontate durante la tavola rotonda che ha visto confrontarsi l'onorevole Guido Guidesi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e il segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli. 

«Una buona fetta del Bilancio in discussione in questi giorni - afferma Guidesi - è dedicata alle "mpmi" che come sappiamo rappresentano le fondamenta del nostro Paese, incidendo sul 98% della nostra economia. Ne è un esempio la Flat Tax per ricavi fino a 65mila euro, che nel 2020 verrà estesa a 100mila euro e questo, sono certo, cambierà la vita a molte partite Iva. Parlando di reddito di cittadinanza, aspettiamo che esca la normativa con le modifiche chieste dalla Lega e anche qui vedremo che ci saranno cambiamenti che andranno nel verso dell’incentivo dell’occupazione». 

«Purtroppo gli orizzonti economici prevedono un rallentamento del mercato Usa e anche la Cina sta subendo qualche battuta d'arresto - dichiara Fumagalli - Dunque il panorama generale non fa sperare nella crescita. In questo quadro è determinante la capacità delle "mpmi" per mantenere alta l'abilità manifatturiera in un mercato che negli ultimi dieci anni è stato in sofferenza. Per questo chiediamo al Governo di lavorare ad azioni di investimento che mancano da troppi anni».   

Tra i temi toccati nella relazione del presidente Daniele Riva e ripresi durante il dibattito, l'export e il peso dei rapporti commerciali con l'Europa e il resto del mondo (il valore medio annuo degli ultimi 12 mesi delle vendite di manufatti Made in Lecco ammonta a 4.443 milioni di euro. Nei primi sei mesi del 2018 l'export manifatturiero sale del +3,4%), le nuove sfide del 2019, prima tra tutte la fatturazione elettronica (Confartigianato ha già incontrato 2.000 imprenditori nel corso di 7 serate sul territorio), il welfare aziendale, il cosiddetto "Sistema Lecco" con le favorevoli relazioni tra enti pubblici, imprenditori e Università, la nuova fase di cambiamento per la Camera di Commercio e ovviamente non poteva mancare un affondo sulla Legge di Bilancio, che non soddisfa del tutto le aspettative e i bisogni delle "mpmi".

«La Manovra del Governo? Più spesa per investimenti»

«Condividiamo l'impostazione espansiva della Manovra, anche a debito, purché questa contenga più spese per investimenti e riduzione della tassazione rispetto ai capitoli riservati a un assistenzialismo a pioggia: è necessario ridurre il costo del lavoro, con misure a portata delle reali esigenze delle nostre imprese - precisa Riva - Nel 2018 persiste uno spread di pressione fiscale con l'Eurozona di 12,1 miliardi di euro di maggiore prelievo, un fardello che non possiamo più permetterci. Il cuore del discorso è solo uno: la sostenibilità della Manovra va verificata con grande attenzione, soprattutto nella sua parte assistenziale su cui non siamo affatto d'accordo. Non è accettabile che chi ha versato fino all'ultimo euro di contributi rischi di ritrovarsi con una pensione pari o inferiore a chi riceverà quella di cittadinanza, così come non è pensabile per chi lavora, guadagnare meno di chi percepirà lo sbandierato reddito di cittadinanza. Quello che chiediamo ai rappresentanti del Governo centrale e regionale è di lavorare con serietà e coerenza, mettendo in atto tutte le procedure necessarie per creare occupazione e non, al contrario,  incentivare la disoccupazione, soprattutto per i nostri giovani».

Tutto ciò, alla luce di alcuni dati economici significativi, presentati da Enrico Quintavalle, direttore Centro Studi Confartigianato Imprese e Licia Redolfi, Osservatorio Mpi Confartigianato Lombardia: Lecco è al 10° posto in Italia per produttività delle imprese; 5^ nella classifica nazionale, e 1^ in Lombardia, per recupero dei livelli occupazionali pre-crisi e sempre 1^ per peso dell'artigianato sul tessuto imprenditoriale complessivo. Un altro primo posto regionale, e quarto in Italia, per peso delle imprese del settore Manifatturiero. Notizia di questi giorni, infine, la medaglia d'oro assegnata al nostro territorio per innovazione nel sistema produttivo.

«Bisogna rimettere al centro l'impresa e il valore dell'artigianato, riprendendo i fondamentali della "cultura del fare" - conclude il segretario generale di Confartigianato Imprese Lecco, Vittorio Tonini - Il vero cambiamento passa attraverso il riconoscere il lavoro in tutte le sue forme e con le modalità determinate dalle nuove tecnologie e dai processi che si modificano in continuazione. Confartigianato vuole essere un soggetto protagonista del cambiamento, per ridare fiducia alle nostre imprese. Questo è il senso della nostra Assemblea». 

L'Assemblea pubblica annuale si è conclusa con il tradizionale appuntamento del Premio Fedeltà Associativa. Quest'anno sono 26 le Aziende premiate, 22 con 40 anni di adesione a Confartigianato, 1 con 46 anni, 1 con 52 anni, una con 62 anni e un premio speciale al'azienda Viganò Luigi.

Le imprese premiate

Tavola Angelo Giorgio di Airuno; Autoservizi Cazzaniga Silvestro Sas di Cazzaniga Angelo Luigi e C. di Barzago; La Pavimenta di Rigamonti Aldo di Calolziocorte; Crl Musica Elettronica di Riva Enrico di Civate; Seriplast di Pelucchi Giuseppe Srl di Dolzago; Zagni Federico di Merate; Tecnoassistenza caldaie di Negri Mauro di Oggiono; Enrico Colombo idraulico e figli Snc di Colombo Giorgio & C. di Olginate Molgora; Autoriparazioni Marchetti Pietro di Pescate; Fazzini Siro di Premana; Magni Carlo e C. Snc di Primaluna; Frigerio Antonio Arredamenti di Pietro e Giovanni Frigerio Snc di Rogeno; Caverio Snc di Caverio Rocco & C. di Taceno; FG di Gilardi Angelo e Aurelio Snc di Valgreghentino; Cartotecnica Brianza Srl di Barzago; Piazza Guido e figlio Srl di Civate; Rusconi Carlo Snc di Rusconi Claudio e C. di Civate; Viganò Luigi di Oggiono; Ing Bove & C. Snc di Valmadrera; Gpr di Guttieres Rinaldo di Valmadrera; Castelletti Alfonso di Pasturo; Bascir Moallim Mohamud di Merate; Cogliati Paolo e C. Snc di Montevecchia; Autofficina Riva Ambrogio di Lomagna; Longoni Enrico Riparazioni macchine utensili di Barzago.

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