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Economia Bellano

Bellano, presidio a rischio chiusura? L'ASST: «Nessun pericolo»

Il Direttore Generale Manfredi smentisce le voci: «Non esiste questo pericolo, nè ora nè dopo il 5 marzo»

«Non esiste alcun rischio di smantellamento dell’Ospedale Umberto I di Bellano, che rimane una risorsa importante del  territorio. I 14 posti letto situati al terzo piano del presidio ospedaliero non chiuderanno né ora né a partire dal 5 marzo». Stefano Manfredi, Direttore Generale dell’Asst di Lecco )di cui il presidio bellanese fa parte assieme all’ospedale "Manzoni" di Lecco e al "Mandic" di Merate) interviene in modo chiaro a smentire le voci che si sono alzate in questi ultimi giorni sul futuro del nosocomio dell’Alto lago e in particolare sulla possibile chiusura dell’ultimo piano della struttura dedicata alla riabilitazione ortopedica e neurologica.

«Esistono reali difficoltà legate all’effettiva carenza di fisioterapisti e fisiatri e tuttavia, per scongiurare l’ipotesi di interruzione del servizio erogato dal nosocomio, sono state individuate alternative modalità organizzative che prevedono anche l’inserimento di nuove risorse», spiega Manfredi.

La situazione presso il polo di riabilitazione bellanese, che fino al mese scorso è sempre stato in grado di garantire il servizio grazie a misure interne che hanno permesso di far fronte alle dimissioni di quattro fisioterapisti, si è aggravata nel corso del mese di febbraio con l’arrivo di due ulteriori lettere di dimissioni che saranno effettive a partire da marzo. «In questo periodo ci siamo attivati per cercare di recuperare quattro nuove risorse dalle graduatorie, e tuttavia delle quattro figure disponibili solo due hanno accettato l’incarico», chiude Manfredi.

La direzione assicura che l’azienda si sta muovendo opportunamente per acquisire l’organico necessario e assicurare che i 44 posti letto attualmente operativi presso il presidio bellanese non subiscano ridimensionamenti.

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