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A Lecco cala lo spazio per i piccoli negozi: persi 10mila metri quadri in undici anni

Nello stesso periodo crescita delle medie strutture di 5.504 mq (+4%). Soffre la crisi anche la grande distribuzione(-27.6%). Confesercenti: «Elevato turnover tra le imprese»

Tra il 2007 e il 2018, secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio regionale del commercio, la superficie ricoperta dagli esercizi commerciali in Lombardia è salita da 15.406.927 metri quadri a 16.444.158 mq. Ma è una crescita che è andata tutta a vantaggio dei medi e grandi formati distributivi. Per i negozi di vicinato si è registrato infatti un calo complessivo di 333mila mq che conferma la crisi della rete commerciale tradizionale.

Il fenomeno non risparmia la provincia di Lecco, seppure in misura più contenuta rispetto ad altre città lombarde: negli ultimi 11 anni i piccoli negozi hanno perso 9.580 mq (-4.25%) a fronte di una crescita delle medie strutture di 5.504 mq (+4%). Soffre la crisi anche la grande distribuzione, che dal 2007 a oggi ha perso 22.715 mq (-27.6%).

Sei attività lecchesi entrano nei "Negozi storici"

«I numeri relativi al commercio di piccole dimensioni riflettono certamente la crisi economica, il cambiamento degli stili di vita, il moltiplicarsi dei canali di vendita, ma anche e soprattutto la crisi dei centri urbani - spiega Lionello Bazzi, presidente Confesercenti Lecco - Un discorso che riguarda anche Lecco, anche se per fortuna la rete dei negozi di vicinato tutto sommato ha tenuto. Ci sono poche vetrine sfitte, almeno per quanto riguarda il centro città. Piuttosto si assiste a un elevato turnover: segno che la voglia di fare impresa c'è, ma che le difficoltà non mancano. In compenso non si è registrato l'assedio dei centri commerciali come altrove. Un po' per le dimensioni contenute di Lecco e la sua lontananza dalle grandi arterie del traffico, un po' per la deindustrializzazione che ha inciso sul reddito. Va inoltre considerato che il turismo non è esploso come magari ci si attendeva, e anche questo ha tenuto lontano grandi investimenti commerciali sul territorio». 

Resta però, specie a livello regionale, la necessità di una nuova governance, che garantisca una crescita sostenibile ed equilibrata del tessuto commerciale, a tutela della rete dei negozi di vicinato, insostituibili presidi sociali.

«Le scelte di indirizzo della pubblica amministrazione sul piano urbanistico possono e devono prevalere sulla libertà di insediamento - conclude Bazzi - I grandi poli commerciali rischiano di incidere pesantemente sulla sopravvivenza delle attività dei centri storici. È importante che Regione Lombardia reciti un ruolo primario in questo scenario, anzitutto facendosi parte attiva di una intensa attività di controllo sulle decisioni delle amministrazioni comunali, che devono progettare con lungimiranza lo sviluppo del proprio territorio».

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