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Benzina e diesel, il taglio dei prezzi non c'è ancora

L'accisa mobile porterà a un calo generalizzato già nei prossimi giorni. Ma non c'è un'indicazione precisa sui tempi

Un po' in ritardo, ma il prezzo di benzina e gasolio a breve dovrebbe tornare quantomeno sotto i due euro al litro. Doveva essere appena 8,5 centesimi al litro il taglio sui carburanti ma si è arrivati a 25 centesimi, ovvero al triplo. Secondo l'ipotesi iniziale il taglio delle accise su benzina, gasolio e gpl doveva valere appena un mese, mentre in realtà si arriverà a fine aprile. Nel caso, poi, verrà prorogato. La spesa iniziale era di 308 milioni, corrispondenti all'extragettito Iva dell'ultimo trimestre 2021, in questo modo si viaggia attorno al miliardo. Il taglio resterà in vigore fino alla fine di aprile. Per allora il premier Draghi è convinto che il prezzo scenderà. Vediamo cosa succede adesso.

Benzina a 1,88 euro al litro e gasolio a 1,85: da quando?

Per il Codacons, che specifica che il taglio è insufficiente per contrastare seriamente il caro benzina, la riduzione di 25 centesimi produrrà un calo dei prezzi alla pompa di benzina di circa 30 centesimi. Bisogna calcolare, infatti, anche l'Iva che si applica sull'accisa. In questo modo, prendendo come riferimento gli ultimi prezzi ufficiali comunicati dal ministero della Transizione ecologica, la benzina costerà mediamente 1,88 euro al litro e il gasolio 1,85. Con l'intervento del governo, secondo i conti del Codacons, si risparmieranno mediamente circa 15 euro a pieno. Il prezzo calerà ai distributori tra lunedì e martedì? È da vedere. Per il momento nel Lecchese si registrano ancora prezzi a cavallo compresi tra 1,989 euro/litro e 2,314 euro/litro, comunicati attraverso l'OsservaPrezzi del MiSE.

Il decreto dovrebbe essere pubblicato oggi, lunedì, nella Gazzetta Ufficiale ed entrare quindi in vigore il giorno successivo, ma secondo i benzinai ci vorrà del tempo prima di vedere lo sconto alla pompa di benzina. “Le accise – spiega la federazione italiana dei gestori di carburanti – calano dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma non i prezzi alla pompa. Nulla si dice sulle quantità già immesse al consumo al momento dell’entrata in vigore del decreto, quindi con le accise vecchie”.

Il decreto contro il caro-energia approvato venerdì dal governo "non sarà l'ultimo per mettere in sicurezza la ripresa economica": lo ha dichiarato Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, intervistato da Repubblica. Giovannini spiega innanzitutto perché il taglio ai prezzi della benzina non sarà strutturale ma durerà solo fino al 30 aprile: "Perché con il Defsi definirà il quadro economico e di finanza pubblica per quest'anno e a medio termine, e capiremo quali altri spazi di manovra ci potranno essere. In ogni caso vorrei far osservare che, dopo i 15 miliardi già stanziati nei mesi scorsi per calmierare i prezzi dell'energia, sui carburanti abbiamo ridotto il prezzo più di quanto fatto da altri governi europei. Poi dobbiamo vedere l'esito del prossimo Consiglio europeo, che speriamo disegnerà la strategia comune per fronteggiare la situazione economica continentale. Infine, tutti auspichiamo una tregua in Ucraina il prima possibile".

Il taglio delle accise sui carburanti

Il taglio delle accise sui carburanti continua a tenere banco tra i consumatori e le associazioni di categoria. Il 21 marzo i carburanti ad accisa assolta, immagazzinati precedentemente in depositi e impianti, "subiranno una fortissima svalutazione rispetto al prezzo di carico". Lo afferma Assopetroli-Assoenergia, sottolineando che "in assenza di correttivi immediati" si rischia un danno economico "enorme al sistema distributivo". Senza rassicurazioni da parte del governo, "il settore distributivo si troverà costretto suo malgrado a una mobilitazione". In una nota, l'associazione esorta l'esecutivo a "fornire chiare indicazioni" affinché le imprese escano "indenni dall'ingente perdita inventariale".

 "Identificare meccanismi compensativi"Assopetroli e Assocarburanti spiegano che lo stesso Draghi ha sottolineato l'esigenza di evitare il rischio svalutazione dei magazzini, anche se lo ha limitato al gas. "La stessa esigenza ha il comparto dei carburanti che chiede con grande forza la medesima attenzione e salvaguardia economica. Occorre identificare immediatamente meccanismi compensativi a favore della distribuzione di carburanti ad accisa già assolta, per evitare che il taglio di accisa danneggi il settore distributivo in misura che non è possibile in alcun modo sostenere", si legge nella lettera inviata al premier Draghi, e ai ministri Franco e Cingolani. Richieste di rassicurazioni"Operativamente, dunque, si esorta il governo a fornire chiare indicazioni affinché gli esercenti dei depositi commerciali e della Rete dei distributori stradali possano notificare ad Adm l'inventario delle merci al momento di inizio e fine del nuovo periodo d'imposta. E soprattutto si chiede immediata rassicurazione che le imprese incise saranno tenute indenni dall'ingente perdita inventariale che, allo stato, rischiano di subire", concludono.

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