Calolzio, commercio in crisi: «Ma quale ripresa!»

L'analisi di Cristina Valsecchi, presidente della Zona Valle San Martino di Confcommercio Lecco

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Altro che ripresa del commercio a Calolzio e progetti per convincere i giovani ad aprire nuove attività! L'analisi della presidente della Zona 6 Valle San Martino di Confcommercio Lecco, Cristina Valsecchi, è molto dura: "Purtroppo, nonostante l'ottimismo che vedo trasparire in alcuni ambienti, la crisi non è per nulla finita e i consumi sono fermi al palo. Il commercio, anche a Calolzio, continua a fare un'enorme fatica. Lo dico in modo chiaro sulla base dell'esperienza e del contatto quotidiano con decine di colleghi negozianti: il peggio non è passato. Bisogna essere realisti e non spargere illusioni a buon mercato!".

Leggendo le dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal vicesindaco e assessore al Commercio del Comune di Calolzio, Massimo Tavola, la presidente di Zona di Confcommercio Lecco è rimasta esterrefatta: "Davvero non capisco tutto questo ottimismo. Mi pare che l'assessore viva nel Paese del Bengodi, in un mondo fatto di caramelle e zucchero filato! Ma non è così, non si possono prendere in giro i calolziesi. Basterebbero alcuni dati: tra il 2015 e il 2016 hanno chiuso 16 attività commerciali. Se si gira per il centro, senza considerare le periferie di Calolzio, gli spazi sfitti sono numerosi. Solo sulla provinciale sono almeno 10 i negozi vuoti. In centro i parcheggi restano vuoti anche al sabato. E potrei continuare... Invece invito l'assessore a uscire dal Comune per incontrare i commercianti e ascoltare quello che hanno da raccontare. Avrebbe un quadro più chiaro, e reale, della situazione". Poi aggiunge: "Quando sento parlare di progetti per i giovani e di "spinte" per fare aprire loro delle attività resto senza parole. Ma chi racconta queste favole sa che cosa significa fare il commerciante o il piccolo imprenditore? Sa che cosa vuole dire andare in banca a chiedere un finanziamento? Sa che spesso i giovani per partire devono fare indebitare i propri genitori? Non c'è spazio per l'improvvisazione, servono professionalità e preparazione. Serve avere un piano di business, un'analisi del settore e del territorio... Sulle difficoltà del comparto e sulle problematiche l'assessore si rivolga al sindaco che come commercialista sa bene di cosa stiamo parlando".

Quindi conclude: "Se il Comune vuole fare qualcosa di concreto per il commercio inizi ad esempio dalle tasse: la Tari, per bar ristoranti e pizzerie, è aumentata del 300% in 3 anni. Ma non solo, cerchi anche di garantire più sicurezza: troppe zone sono al buio e i titolari hanno paura quando chiudono il negozio alla sera. Eppure sono i commercianti che, con enormi sacrifici, tengono viva e accesa la città".

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