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Camera di commercio, Maggi: "Bisogna fare squadra per battere la crisi"

Il presidente degli industriali di Lecco e Sondrio ribadisce: "Nostro comportamento sempre coerente"

Rinnovamento, alternanza e legittimità: sono questi i tre principi a cui sia appella Giovanni Maggi, presidente di Confindustria Lecco e sondrio, nell'intervenire ancora una volta sulla situazione della Camera di commercio di Lecco.

Continuano, infatti, i botta e risposta fra la maggioranza del Consiglio camerale, guidata dal rieletto Vico Valassi, e i consiglieri di minoranza che hanno presentato ricorso al Tar contestando proprio la riconferma in carica di Valassi per il quarto mandato.

Minoranza di cui fa parte anche Confindustria, una posizione che Maggi chiarisce ulteriormente dalle pagine de L'industriale, magazine dell'associazione, con un articolo in cui ribadisce come il comportamento in questa situazione sia stato dettato dalla coerenza e "ispirato a criteri in grado di garantire all’Ente camerale una prospettiva sicura all’interno di un quadro istituzionale che costringe i vari soggetti a misurarsi con problemi di funzionalità e di efficienza". 

Questo il testo dell'articolo, che pubblichiamo integralmente:
 

Sullo sfondo della complessa situazione economica lecchese si va consumando l’amara e contrastata vicenda della Camera di Commercio. Tacerei volentieri sulla “vexata quaestio”, anche perché i nostri Associati sono informati su ogni passaggio, ma mi vedo costretto ad intervenire perché la posizione di Confindustria Lecco e Sondrio appaia nella sua limpidezza e trasparenza.

Ho ragione di ritenere che il nostro comportamento sia stato sempre coerente e ispirato a criteri, per noi fondamentali, in grado di garantire all’Ente camerale una prospettiva sicura all’interno di un quadro istituzionale che costringe i vari soggetti a misurarsi con problemi di funzionalità e di efficienza. 

Rinnovamento, alternanza e legittimità, sono i principi e i requisiti che hanno ispirato la nostra azione. Va da sé che i primi due reclamavano una, per noi ovvia, presa di coscienza di quanti invece si sono dimostrati estranei ad ogni volontà di cambiamento. La cronaca dei fatti è risultata, in questo senso, più eloquente di ogni giudizio.

Ma la nostra ferma contrapposizione è discesa anche dalla consapevolezza che sussistessero fondati motivi di illegittimità. So bene che in democrazia un voto può bastare ed essere determinante purché le procedure si svolgano nel pieno rispetto della norma e non in presenza di ostacoli giuridici che la sentenza del TAR potrebbe giudicare insormontabili.

Nel frattempo Confindustria Lecco e Sondrio, pur convinta che la Camera di Commercio meriti di misurarsi su nuove progettualità e in sintonia con le sfide di oggi e di domani, continua il suo cammino, orgogliosa di aver anticipato la politica degli accorpamenti e delle alleanze che incalza le categorie e i vari presidi della Pubblica Amministrazione. Così come sentiamo la responsabilità di fare squadra e di evitare che, sullo scacchiere del territorio, ciascuno muova i pezzi in modo autonomo, quando invece l’obiettivo comune deve essere quello di dare scacco alla crisi. 

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