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Il rendering di una delle due sale del Cinema Lariano

Il rendering di una delle due sale del Cinema Lariano

Come sarà il Cinema Lariano? Presentato il progetto in Comune. Valsecchi: «Bando approvato al 90%»

L'architetto Alessandro Gerosa ha illustrato il progetto che verrà presentato al Ministero per ottenere il finanziamento a fondo perduto con cui poi ristrutturare l'abbandonata sala

Cinema a Lecco. Una questione annosa, una ferita che colpisce Lecco al suo cuore, lenita solamente dalla presenza del Cineteatro Palladium, nel rione di Castello. In Commissione consiliare I "Opere pubbliche e patrimonio, manutenzioni e decoro urbano, viabilità" è transitata, nella serata di mercoledì, il progetto redatto dallo Studio Favaron Gerosa che verrà presentato al Ministero alla Cultura e allo Spettacolo per partecipare al bando da centoventi milioni di euro che, a breve, verrà emesso da Roma.

Due sale sovrapposte, che soppianteranno l'unico spazio attualmente presente all'interno dell'immobile, di proprietà comunale dai primi anni Novanta, di via Caprera, ormai ridotto a un cumulo di macerie. «Il tema delle sale cinematrografiche a Lecco è delicatissimo - spiega l'assessore Valsecchi in apertura dei lavori -. Come Amministrazione ringraziamo il lavoro dei volontari svolto al Palladium, che tengono accesa la fiammella del cinema a Lecco, con buoni e grandi risultati. Le comunicazioni avvenute tra di noi, però, ci hanno fatto porre un problema, quello di non perdere un treno importante per ridare a Lecco un suo cinema». Per arrivare a una soluzione del problema, si passerà dalla legge 220 del 2016, che «ha già i decreti attuativi in opera, entro marzo avrebbero dovuto bandire il primo step dei cinque anni di contirbuto a fondo perduto per le sale cinematografiche. Non lo hanno ancora fatto, ma siamo stati rassicurati sul fatto che è in itinere, nel raggio delle prossime settimane», ha spiegato Valsecchi.

Cinema in città: i lecchesi sognano la riapertura di una sala storica

Perchè proprio la storica sala, aperta nel primo Novecento e da tempo abbandonata? «Siamo proprietari di quel luogo, che nel PGT è già inserito nella categoria adeguata. Questo ci permette di non dover affrontare l'annosa questione dei parcheggi, il cui alveo non dovrà essere ampliato. La sala è vincolata dalla Sovrintendenza dal 2015, ma ad oggi è ridotta a un cumulo di macerie. Lo studio di fattibilità non è ancora non definitivo ed esecutivo, ma questa non è una richiesta contenuta nel bando ministeriale. E' stata decisiva la nomina del nuovo dirigente al patrimonio, cui abbiamo affidato l'iter per la partecipazione del nostro progetto al concorso. Il Cinema Lariano potrebbe diventare una nuova bomboniera a disposizione della collettività per varie attività, non solo quella cinematografica».

L'ottimismo di Valsecchi è dilagante: «Questo è un treno su cui dobbiamo assolutamente salire. Quel sito andrà messo in sicurezza in ogni caso, da questa o dalla prossima Amministrazione comunale. Siamo vicini al 100% delle possibilità per assicurarci il finanziamento statale: andremo personalmente a consegnare il progetto, poichè vogliamo un riscontro assolutamente positivo. Non passerà molto tra il deposito del bando e il riscontro, sarà un periodo compreso tra novanta e centoventi giorni».

Il bando «finanzierà il progetto con un contributo a fondo perduto pari alla metà del suo valore, dopodichè chiederemo alla cittadinanza attiva d'intervenire, sulla linea già tracciata dall'architetto Gerosa. Il futuro di quella sala? Di sicuro non lo gestirà la Pubblica Amministrazione, verrà fatta una manifestazione d'interesse per darlo in gestione a soggetti più adeguati e competenti».

Il costo del progetto è stimato attualmente in circa due milioni e duecentomila euro, di cui «1,8 milioni serviranno per la manutezione straordinaria e per la riqualificazione, con richiesta preventiva già fatta al Ministero. Il progetto di massima è stato già approvato dalla Sovrintendenza».

Come sarà strutturato il Cinema lo spiega l'architetto Alessandro Gerosa, firmatario del progetto: «Verrà rifatta la copertura, dopodichè verrà dotato di sistema d'insonorizzazione, mentre le due sale saranno di circa duecento posti a sedere, con i camerini e il palco che rimarranno a livello seminterrato per l'utilizzo come teatro; verranno, poi, installati lo schermo e il proiettore digitale. Su via Caprera troveranno spazio le uscite d'emergenza, così come gli ingressi saranno ancora nel punto attuale. L'impianto, a livello funzionale, rimane quello odierno, e dovrà fungere da attrattiva per dare lavoro anche alle attività limitrofe».

Contrastanti i pareri dati dai componenti della Commissione, Lorenzo Bodega (Destra per Lecco), Boscagli e Colombo (Lega), del centrodestra, hanno difeso la scelta operata nei primi anni Novanta in merito all'acqusito dell'immobile («Lecco necessitava di alcune sale civiche, se ci si attiva si possono rendere luoghi d'aggregazione») e supportato il progetto di riqualificazione portato avanti da Valsecchi, mentre il centrosinistra (Corti, Colombo, Anna Sanseverino) e Massimo Riva (M5S) hanno espresso le proprie perplessità, relative in maniera maggioritaria al futuro del Cinema Lariano una volta ristrutturato.

«In questi anni abbiamo incontrato tanta gente serissima, non seria, che ha già fatto cinema a Lecco. Non vogliamo tarpare le ali ad altri progetti e questo gliel'ho comunicato. Essi stessi ci hanno dato il loro benestare, anche perchè non andremo a scontrarci con i multisala, Valmadrera in primis. Parcheggi? Prima avevamo sale da duemila posti complessivi nella stessa zona, non vedo problemi. In prospettiva, comunque, stiamo lavorando per costruire un multipiano in via Nullo. In tal senso ci sono state già due manifestazione d'interesse, come può testimoniare l'architetto Gilardoni».

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