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Confartigianato Lecco elegge il nuovo Consiglio direttivo

I cinquemila associati hanno eletto i nuovi rappresentanti di categoria e di zona

Proclamati i nuovi dirigenti della Confartigianato lecchese, che in questi giorni ha rinnovato gli organi direttivi dopo 29 riunioni su tutto il territorio svolte in tre intensi mesi di lavoro, durante le quali sono stati convocati gli oltre 5mila artigiani iscritti all’associazione per eleggere i loro rappresentanti.

L’assemblea, che riunisce i 129 componenti delle 17 categorie di mestiere e delle 8 zone territoriali, ha infatti ratificato lo scorso 22 giugno il mandato dei 25 presidenti di categoria e di zona che andranno a costituire il nuovo Consiglio Direttivo, in carica fino al 2019. Nel corso dell’incontro sono stati inoltre nominati i membri del Collegio dei revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri. 

Il presidente uscente Daniele Riva e il segretario generale Vittorio Tonini hanno augurato buon lavoro alla nuova compagine, ripercorrendo i principali traguardi raggiunti nel trascorso quadriennio: «Nel tracciare un rapido bilancio – commenta il presidente Riva - sintetizzerei nella parola “cambiamento” la logica che è stata alla base delle strategie messe in campo per dare risposte adeguate ad un mondo artigiano in rapida trasformazione, spesso sotto attacco da parte di una crisi che prolunga ancor oggi i suoi effetti. Le linee guida del nostro mandato sono state soprattutto l’attenzione alle esigenze dei nostri imprenditori e il lavoro in sinergia con il sistema Confartigianato. Ci siamo impegnati nel raccogliere le sollecitazioni ricevute dalla base associativa, traducendole in nuovi servizi in grado di accompagnare le imprese nei percorsi, ormai irrinunciabili, di innovazione e internazionalizzazione. Al di là dell’evolversi della congiuntura, ci rendiamo conto che è iniziata una nuova stagione, con mutamenti di fondo negli equilibri economici e politici internazionali. Da parte nostra, dobbiamo in primo luogo avere la capacità di rappresentare al meglio i nostri 5mila soci: una responsabilità che vogliamo continuare a sostenere con realismo, esprimendo la spinta al cambiamento che emerge dal mondo artigiano».

Il segretario generale Vittorio Tonini ha richiamato il tema dello sviluppo del territorio lecchese, che va stimolato con idee e progettualità consapevoli: «In un mondo che cambia - ha detto Tonini - la nostra Associazione conferma il suo ruolo di soggetto protagonista del contesto economico e sociale. Siamo pronti a questa transizione? Metamorfosi è il termine esatto. Occorre avere il coraggio di mettersi in gioco, in linea con gli obiettivi che perseguiamo, facendoci interpreti dei bisogni reali delle imprese nella nostra veste di corpi intermedi».

A tirare le conclusioni è stato Cesare Fumagalli, segretario nazionale Confartigianato. «È da momenti come questi – ha sottolineato – che si origina la rappresentanza degli interessi, quando ci si alza dal livello di singoli imprenditori a gruppo dirigente in grado di avanzare proposte, orientare scelte, dare risposte. Ma per sapere come muoversi nella giusta direzione, occorre innanzitutto chiedersi qual è il futuro della piccola impresa dopo le grandi trasformazioni che hanno investito ogni settore dell’economia. Sono essenzialmente due i driver di cambiamento che riguardano tutti noi, da chi opera nel manifatturiero ai servizi. Primo, la rivoluzione delle tecnologie di comunicazione, sempre più pervasive e capillari; secondo,  la globalizzazione dei mercati. Queste due enormi novità rendono indifferente la dimensione d’impresa, aprendo uno straordinario futuro per le piccole realtà di un Paese come l’Italia, che vanta un modello unico basato sull’impresa diffusa. Non dimentichiamo che in Europa occupiamo il secondo posto come produzione manifatturiera. In questo contesto, il successo dell’impresa artigiana dipenderà dalla capacità di integrare tecnologie, competenze, saper fare e creatività. Ecco i nodi su cui dobbiamo puntare, e sui quali Confartigianato si impegnerà per favorire e far crescere il nostro modello di sviluppo, a partire dalla tutela del Made in Italy, una delle grandi battaglie per salvaguardare il lavoro degli imprenditori e del nostro Paese».

La prima riunione del nuovo Consiglio direttivo è in programma il prossimo 6 luglio e chiuderà la stagione delle nomine, con la proclamazione del Presidente e del Comitato di Presidenza che guiderà l’Associazione nel prossimo quadriennio.

Ecco i membri del nuovo Consiglio direttivo:

Presidenti di categoria:
Alimentaristi - Luca Butti 
Autoriparatori - Maurizio Mapelli 
Edili - Arnaldo Redaelli 
Fabbri - Daniele Riva 
Grafici Fotografi - Davide Riva 
Installatori Elettrici - Francesco Rotta 
Installatori Termoidraulici - Oscar Buzzoni 
Legno Arredo - Giampiero Conti 
Minuterie Metalliche - Luca Milani 
Nuove Tecnologie - Matteo Brutti 
Moda - Silvia Dozio 
Officine Meccaniche - Riccardo Bongiovanni 
Pittori Edili - Walter Ferrari 
Plastica Galvanica - Stefano Machiavelli 
Servizi alla persona - Giuseppe Lacorte 
Servizi Vari - Josè Luis Bianco 
Trasporti - Andrea Colombo 
Presidenti di zona:
Zona 1 - Lago - Fabio Bartesaghi 
Zona 2 - Valsassina - Domenico Melesi 
Zona 3 - Valmadrera - Alessandro Mazzoleni
Zona 4 - Galbiate - Innocenzo Sartor 
Zona 5 - Oggiono - Dante Proserpio 
Zona 6 - Merate - Ilaria Bonacina
Zona 7 - Casatenovo - Giovanni Colombo 
Zona 8 - Valle S. Martino - Giovanna Valsecchi 
Collegio revisori dei conti:
Effettivi: Paola Longhi, Marcoo Colombo, Rossano Brambilla.
Supplenti: Carlo Di Naso, Gianfranco Molgora.
Collegio probiviri:
Effettivi: Carlo Colombo, Luigi Pirovano, Battista Rusconi.
Supplenti: Tiziano Crippa, Antonio Lozza.

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