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Lavoro, a Lecco crescono le assunzioni e i contratti a tempo indeterminato

I dati dell'Osservatorio provinciale mostrano segnali incoraggianti

È solo una tendenza per il momento, ma è una tendenza incoraggiante: Lecco potrebbe ricominciare a crescere economicamente, sia dal punto di vista delle imprese, sia sotto l'aspetto del lavoro.

A dirlo, in particolare in merito all'occupazione, sono i dati dell'Osservatorio provinciale del mercato del lavoro che riguardano il secondo trimestre del 2015, diffusi nella mattinata di oggi 21 ottobre alla Camera di commercio.

Non è ancora possibile parlare di ricrescita, allo stato attuale delle cose, ma nel secondo trimestre di quest'anno il mercato del lavoro lecchese ha visto un barlume di espansione economica: dati alla mano, si parla  del 6,5% in più della produzione industriale e del  4,1% di quella del comparto artigianato, del 5,1% di crescita del volume di affari nel settore dei servizi e dello 0,3% nel commercio.

Ugualmente positiva è la notiza del calo la cassa integrazione: le richieste di quella ordinaria, che pur hanno registrato l'aumento del 21% rispetto ai primi tre mesi di quest'anno, rimangono comunque sotto del 5,5% rispetto al 2014, mentre la cassa straordinaria registra un -12% rispetto al periodo gennaio-giugno 2015, e ben il 27% in meno rispetto allo scorso anno.

Non solo: il numero di imprese nel territorio provinciale è salito (sono 8.273 in più, cresciute dell'1,7% ), cosa che non si vedeva almeno dall'autunno 2012, e oggi hanno toccato quota 23.840, poche centinaia in meno di quante non fossero proprio tre anni fa, quando il loro numero ha cominciato a calare drasticamente.

Il Centro per l'impiego di Lecco ha registrato anche un aumento delle assunzioni rispetto al 2014: 8.400, quando lo scorso anno erano state 6.950: a crescere, in particolare, i contratti a tempo indeterminato, ovvero il 26% del totale contro il 21,5% dello scorso anno. Un effetto, secondo gli autori dello studio, che almeno in parte arriverebbe dagli incentivi previsti nella riforma del lavoro.

Nonostante i deboli segnali di crescita, persistono comunque le note negative che indicano che è ancora lunga la strada per uscire dalla crisi: la prima, rimanendo sulle assunzioni, è quella che mostra come nei primi tre mesi di quest'anno siano stati assunti più lavoratori (8.500) rispetto al secondo trimestre, e come anche i contratti a tempo indeterminato siano stati di più (27,3%), ma non solo. Di fatto, è cresciuto anche il numero delle persone che hanno perso il lavoro.

Nei tre mesi esaminati sono aumentati, infatti, anche i licenziamenti: hanno perso il lavoro 8.850 persone, più di quante siano state "lasciate a casa" nel trimestre precedente (7.230) e tra marzo e giugno 2014 (8.400).

È sotto l'aspetto della disoccupazione che si riscontrano nuovi dati positivi: a giugno del 2014 erano 8.700 i disoccupati, mentre un anno dopo se ne registrano 5,600. Un calo del 31%  inserito in una tendenza che fa ben sperare e fa sembrare realistica l'ipotesi di veder scendere la disoccupazione complessiva al di sotto del 7% contro il 7,3% del 2014. Per Lecco si tratta di una percentuale impensabile solo dieci anni fa: nel 2005, infatti, la disoccupazione in provincia era sotto il 3%.

Notizie incoraggianti anche per quanto riguarda i progetti dedicati ai ragazzi disoccupati: gli avviamenti al lavoro di Garanzia Giovani ne hanno coinvolti 500, di cui il 49,6% collocati sul mercato. Si tratta di un dato fortemente  positivo, visto che la media regionale per lo stesso progetto è pari al 28%.

L'indagine ha evidenziato come, nonostante il "saldo" fra nuove assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro rimanga negativo, ovvero il numero dei lecchesi che perdono il lavoro è ancora superiore a quello di coloro che trovano un impiego, i segnali che ci sono sembrano suggerire che questo processo possa invertirsi e consolidarsi in tempi relativamente brevi. 

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