Ultimi decreti, caos tra imprenditori e artigiani: «Serve chiarezza»

Centinaia di telefonate a Confartigianato Lecco da parte degli associati per chiarimenti. Riva: «Servono notizie chiare anche sullo spostamento delle scadenze fiscali»

Daniele Riva, presidente di Confartigianato Imprese Lecco

Grande confusione tra imprenditori e artigiani: chiudere, non chiudere? Si è a rischio sanzione? Tutte le indecisioni sono riassunte dal commento del presidente di Confartigianato Imprese Lecco Daniele Riva.

«Sono ore difficili per gli imprenditori - spiega - In seguito all'emanazione prima dell'Ordinanza di Regione Lombardia poi del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, anziché avere finalmente un quadro chiaro su chi può lavorare e chi no, la situazione si è ulteriormente ingarbugliata. Quello a cui stiamo assistendo è un continuo rimpallo di responsabilità tra Regione e Governo e quel che ne deriva è la totale confusione per chi da domenica sera si chiede cosa fare per rispettare la legge. Ma a quale legge? Obbedire alla Regione o al Governo? E anche all'interno dello stesso provvedimento le virgole sono talmente tante che è difficile avere la certezza di dare la corretta interpretazione. I nostri imprenditori non sono giuristi, non sono esperti di diritto del lavoro. Risultato? Questa mattina (lunedì, ndr) la nostra sede di Lecco ha ricevuto 200 telefonate da parte dei nostri associati per chiarimenti relativi alla propria posizione. A queste si aggiungono le email e le telefonate alle delegazioni territoriali. Mi sembrano numeri sufficienti per poter affermare che i due provvedimenti, per alcuni punti in contrasto tra loro, hanno aggiunto caos al caos. Noi continuiamo a fare la nostra parte di supporto alle aziende, ma è il momento di avere anche delle certezze, soprattutto per quanto riguarda la ripartenza ad esempio con lo spostamento delle scadenze fiscali, con finanziamenti agevolati certi e in tempi brevi. A questo proposito ci aspettiamo che anche il mondo bancario si faccia sentire in questo silenzio assordante».

«Le imprese artigiane in prima linea nell'emergenza Covid-19»

«Partiamo da un punto fermo: la nostra associazione, così come i nostri imprenditori associati, ha a cuore prima di tutto la salute dei propri collaboratori e delle loro famiglie. In molti, pur avendo tutte le autorizzazioni del caso, hanno preferito ridurre o chiudere da tempo la propria attività, senza aspettare i decreti restrittivi di questo weekend. Aggiungo poi che, nel caso si sia andati avanti a lavorare laddove autorizzati, lo si è fatto in coscienza, nel rispetto delle norme di prevenzione e perché il lavoro c'era. Non conosco imprenditori che scelgono di far andare i propri dipendenti in azienda a fissare il vuoto. E visto la catastrofe economica a cui stiamo andando incontro credo che essere andati avanti a mettere fieno in cascina sia più che comprensibile. Ora siamo pronti a fermarci, ma ci vuole chiarezza, ci vuole un'unica linea guida da seguire, regole certe e non liberamente interpretabili. Altrimenti ci sarà sempre chi trova un appiglio. Infine - conclude Riva - questo modo di comunicare e agire da parte delle istituzioni, scarica ancora una volta larga parte del lavoro sulle associazioni di categoria e sugli imprenditori che già stanno facendo i salti mortali per capire come muoversi nel minato perimetro delle scadenze e dell’accesso agli ammortizzatori sociali, sui quali, ci aspettiamo la massima serietà. Non c'è più tempo, ce lo ripetono tutti. Che la burocrazia per una volta si metta da parte e non affossi definitivamente il nostro sistema economico fatto, lo ricordo, per il 90% da micro, piccole e medie imprese, poco o per nulla strutturate per far fronte a tutto questo».

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