Deutsche Bank, incontro sindacati-veritici nazionali: «Bufera lontana dall'Italia, ma...»

In scena l'attesa faccia a faccia tra varie sindacali e i massimi esponenti del ramo italiano dell'azienda: non nascosto lo scetticismo per quanto riferito ai rappresentanti dei lavoratori

E' andato in scena in questi giorni l'atteso incontro tra le sigle sindacali con i vertici di Deutsche Bank Spa, in queste settimane nell'occhio del ciclone per la dismissione di diciottomila posti di lavoro all'estero. A dar conto del faccia a faccia è la Cgil Fisac (Federazione italiana sindacale lavoratori assicurazione e credito): «Si tratta di una delle iniziative che avevamo preso alla luce del confronto con la banca intrapreso dopo il percorso assembleare svoltosi nei mesi scorsi. Il caso ha voluto che avvenisse pochi giorni dopo l’annuncio di DB Ag circa il piano di ristrutturazione globale (l’ennesimo) che prevede pesanti tagli di personale in tutto il mondo ma, al momento, non in Italia».

Incontro nazionale tra Sindacati e i vertici di Deutsche Bank: i dettagli

«Discussione non sempre serena, i vertici aziendali si sovrastimano»

L'incontro, nella sostanza, non ha portato all'emergere di «novità particolari. La discussione non è sempre stata del tutto “serena” anche a causa di alcune affermazioni ed atteggiamenti dell’AD che, come Sigla in particolare, abbiamo ritenuto di dover sottolineare in maniera fortemente critica. Meglio è andata con il management “operativo”, che ha fornito alcune informazioni d'indubbio interesse pratico. Al di là delle schermaglie verbali, rimane un senso d'insoddisfazione rispetto alla mancata conoscenza di progetti di medio periodo che l’azienda sembra non ritenere nemmeno necessari visto che le cose, a loro dire, stanno andando nel migliore dei modi. Sappiamo che si tratta di un messaggio veicolato in continuazione dai vari livelli apicali, non da ultimo in occasione delle convention aziendali (da ultima quella sul Lago Maggiore, ma lasciamo perdere commenti al riguardo). Ciò che non manca ai vertici sembra essere l’autostima, visto che tutto, perfino le perdite (derubricate a semplici “manifestazioni contabili”), sono frutto di “capolavori finanziari” o di azzeccate previsioni che ben pochi altri sono riusciti ad intuire. L’ambizione non nascosta è quella di divenire un punto di riferimento per l’intero settore bancario e già ora la strada è quella giusta».

«Bufera lontana dall'Italia, ma...»

Tra i sindacati è palese l'incertezza: «Sarà. Noi, ben più modestamente, crediamo che la banca vada avanti soprattutto grazie all’opera quotidiana di migliaia di Colleghi dediti al loro lavoro, spesso svolto in condizioni non ottimali. Nulla di nuovo nemmeno sul dimensionamento della Rete degli Sportelli (quanti ne servono? Non si sa, si attendono illuminazioni al riguardo, per ora rimangono quelli) mentre, di certo, il numero di dipendenti non crescerà ma “potrebbe essere riallocato sul territorio” per compensare le attuali difficoltà di organico: prospettiva interessante ma anche vagamente insidiosa. Per ora sembra che la bufera giri al largo dell’Italia ma, nonostante tutto, non siamo così convinti che da noi splenda il sole».

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