Incontro nazionale tra Sindacati e i vertici di Deutsche Bank: i dettagli

E' andato in scena l'atteso faccia a faccia richiesto a maggio, prima dei taglio di diciottomila dipendenti avvenuto all'estero

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

In data 11 luglio si è svolto l’incontro con i vertici aziendali di DB Italia richiesto unitariamente dalle Organizzazioni Sindacali nello scorso mese di maggio. Per l’azienda erano presenti i Sigg. Valeri, Cincotto, Marulli, Gonzaga e per le politiche del Lavoro i Sigg. Trivisonno e Cimmino.

La riunione ha assunto particolare rilevanza in quanto si è tenuta a qualche giorno di distanza dall’annuncio del profondo piano di ristrutturazione previsto da DB AG a livello mondiale che prevede tagli di Personale pari complessivamente a 18.000 addetti.

Strategie e assetti aziendali

Sotto questo profilo, Valeri ha confermato che non vi saranno in questa fase ripercussioni nel nostro Paese sia dal punto di vista delle ricadute sul personale sia dal punto di vista del modello di business, in quanto la banca italiana è già strutturata in modo coerente con quello che sarà il modello che il Gruppo intende adottare, ovvero quello di “banca tradizionale” rivolta al mercato delle imprese, alla gestione del risparmio ed al credito al consumo.

Nei tre segmenti sopracitati, secondo quanto illustrato dall’AD, si stanno raccogliendo risultati positivi con incrementi considerevoli dei volumi in tutte le divisioni.

Valeri ha affermato che DB Italia è punto di riferimento per il settore Imprese ed è uno dei primi operatori nel credito al consumo occupando una quota pari a circa l’8% del mercato domestico.

Secondo i vertici aziendali vi sono margini di crescita in tutti questi settori e le prospettive sarebbero assolutamente positive tanto che DB Ag continua ad investire nel nostro Paese (per esempio finanziando il progetto Aurora in ambito IT) autorizzandoci a disporre di ulteriori linee di credito a favore di DB Italia per circa 2 miliardi di Euro per lo sviluppo della cosiddetta “banca tradizionale”.

La gestione dei rischi risulta ottimale, tanto che DB rileva una NPE ratio (percentuale crediti deteriorati) del 3,8 % che la colloca tra le migliori in Italia.

Valeri ha enfatizzato i risultati ottenuti, minimizzando la perdita conseguita nel 2018 trattandosi del risultato della chiusura di un finanziamento oneroso con Casa Madre (peraltro sottoscritto a suo tempo sempre da DB Spa).

Situazione rete sportelli

A proposito della situazione della rete, l’azienda non ha indicato quanti Sportelli dovranno eventualmente chiudere in futuro e sulla base di quali criteri, limitandosi a comunicare che, in questo momento, non vi sono progetti ulteriori oltre a quelli già in essere, (ricordiamo che sono previsti 10 accorpamenti nel mese di settembre) e pertanto si dovrà verificare in futuro e di volta in volta quali prospettive ed opportunità si presenteranno. Secondo quanto asserito, per la banca il problema vero non è quanti Sportelli vi saranno ma cosa dovranno fare ed in funzione di quale modello dovranno essere concepiti.

Progetto Aurora

Rispetto alla dinamica dei costi, la banca ha dichiarato che, a fronte di un costo complessivo di circa 200 milioni di euro si prevedono risparmi per circa 50 milioni di Euro annui derivanti dal progetto Aurora quando lo stesso andrà a regime e che ci si sta focalizzando su ulteriori tagli delle spese per la gestione degli immobili e del recupero crediti.

Organizzazione interna

Sotto il profilo organizzativo, il management ritiene la situazione molto positiva ed alcune criticità da noi sollevate sono state minimizzate a più riprese.

In particolare, la banca ritiene che le rigidità tra le proposition Advisory e Retail esistano, ma in misura fisiologica e che la competizione tra le varie strutture aziendali non comporti particolari riscontri negativi.

Anche il processo di trasferimento delle attività di credito al consumo ad Agenti viene visto dalla banca nella logica di un segmento di attività già oggi fortemente presidiato da “terzi”, siano essi banche, Poste, dealers od Agenti stessi.

Politiche commerciali e clima aziendale

Nonostante la riproposizione da parte sindacale della necessità di interventi concreti per rispondere ad un diffuso malessere causato da continue pressioni commerciali, provvedimenti disciplinari, incertezza nel futuro e dimissioni, la banca, minimizzando tali problematiche, ha dichiarato di non ritenere la situazione nel complesso particolarmente critica.

Nei prossimi mesi il management ha comunque intenzione di muoversi anche sotto l’aspetto comunicativo organizzando un “Road Show” nelle principali realtà per intrattenere direttamente i Colleghi su queste tematiche.

Per quanto attiene agli organici, la banca ha dichiarato esplicitamente che non ha intenzione di incrementarli ma piuttosto di puntare a rivedere la collocazione delle risorse per far fronte alle situazioni di sotto dimensionamento ed alle esigenze organizzative che si determineranno in funzione dei futuri sviluppi.

Questa affermazione andrà analizzata nelle sue eventuali declinazioni perché, a rigor di logica, potrebbe comportare ricadute non marginali sia in merito alle condizioni di lavoro del Personale coinvolto sia in merito alla possibile mobilità territoriale.

Conclusioni

Nonostante le sollecitazioni sindacali, DB non ha inteso sbilanciarsi su quello che potrà essere il “piano industriale” di medio periodo.

La discussione tra le Parti è stata lunga, articolata ed a tratti “vivace” senza però portare a significative convergenze circa le tematiche affrontate.

Per parte nostra, possiamo solo raccogliere, con le dovute cautele del caso le rassicurazioni aziendali mantenendo tutte le nostre preoccupazioni per il futuro di DB Italia.

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