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Economia: cresce l'inflazione, ma i prezzi rimangono stabili

In aumento e di segno più la variazione mensile, stabile e contenuta quella annuale

Nel mese di dicembre a livello locale le variazioni dei prezzi registrano entrambe segno più e la variazione rispetto al mese di novembre è in aumento rispetto a quella registrata negli ultimi mesi (da settembre tra l’altro la variazione ha registrato solo valori negativi intorno al mezzo punto percentuale). La variazione rispetto al dicembre del 2016 si attesta allo 0,6% e conferma il valore del mese di novembre.  Il confronto con il dato nazionale conferma la crescita a livello congiunturale ma  mostra un aumento più consistente a livello tendenziale (+0,9%). 

Un anno fa a livello locale si manifestava la stessa variazione mensile, ma quella annuale evidenziava una crescita nulla.

Di seguito, a cura dell’Ufficio Statistica del Comune di Lecco, una breve sintesi delle principali variazioni per tipologia di prodotto registrate nel mese di dicembre 2017 e il confronto a livello nazionale e/o provinciale.

L’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) di Lecco a dicembre 2017 (base anno 2015=100) è pari a 100,5  e pertanto indica che i prezzi sono cresciuti di solo mezzo punto percentuale in due anni: ad agosto 2017 l’indice ha raggiunto quota 101, risultando il livello più alto raggiunto da dicembre 2015, ma nei mesi seguenti le variazioni di segno meno hanno fatto diminuire il valore dell’indice tant’è che la variazione di dicembre (+0,4%) non è stata sufficiente per raggiungere il livello di agosto. Più costante, anche se limitata, la crescita dei prezzi a livello nazionale il cui indice si attesta a 101,2 e dove il livello dello stesso nel corso del 2017 ha raggiunto anche il valore di 101,5. Sempre con riferimento al valore dell’indice dei prezzi al consumo la graduatoria in ordine crescente delle città che partecipano alla rilevazione dei prezzi (circa 80) mette in mostra la collocazione alta del Comune di Lecco che occupa la quinta posizione ed è preceduta da  Potenza 100; Ancona 100,1; Roma 100,3 e La Spezia 100,4 e risulta la prima città lombarda in graduatoria, anche se immediatamente seguita dalla città di Mantova (100,6). Poco più distante c’è un'altra città lombarda: Cremona con un indice di 100,7. La città con l’indice più alto è Benevento (103,7) preceduta da Bolzano (103,4) e prima ancora da Teramo con un valore dell’indice inferiore di quasi un punto (102,5). Solo 9 le città che registrano un valore dell’indice superiore a 102. Le città lombarde che presentano il più alto valore dell’indice sono Como e Pavia (entrambe 101,8). L’indice medio della Lombardia si attesta a 101,1.

Un’analisi più approfondita del dato locale è quella riferita alla disaggregazione per tipologia di prodotto, la stessa mette in evidenza il differente andamento dei Beni rispetto a quello dei Servizi e per certi versi il cambiamento di rotta di alcune variazioni rispetto a quelle registrate nei mesi precedenti.  I beni registrano un leggerissimo aumento dei prezzi rispetto ad mese precedente (+0,1%) e una crescita più sostenuta a livello tendenziale (+1,1%)  a differenza dei  Servizi, che invece, sono in aumento rispetto al mese di novembre 2017 (+0,6%), ma stabili  a livello annuale  (+0,1%). Il differenziale inflazionistico tra i beni e i servizi risulta pari a 1 punto e leggermente in diminuzione rispetto al dato registrato il mese scorso (1,1), nonché in controtendenza rispetto a quello registrato un anno fa che vedeva il differenziale a -1,2.

 A livello nazionale la dinamica di cui sopra può essere così sintetizzata: pur registrando un valore identico al dato locale si registra una riduzione della crescita annua dei beni (da 1,3% a 1,1%) e una crescita dei prezzi dei servizi (da 0,5% a 0,6%) il differenziale si attesta a 0,5.

Una ulteriore classificazione dei beni mostra i seguenti aspetti:

- La diminuzione della crescita congiunturale dei prezzi dei Beni alimentari (+0,2% l’aumento di dicembre su novembre; + 0,4% la  variazione del mese di novembre su ottobre). Sono decisamente in maggioranza le classi dei prodotti alimentari che registrano un aumento mensile, rispetto a quelle in contrazione, ma Frutta (-2,4%) interessata da molteplici prodotti in promozione, unita al calo della classe Caffè, tè e cacao (-0,4%) e della classe Acque minerali, bevande analcoliche, succhi di frutta (-0,5%) ne riduce l’aumento complessivo. Di segno più invece la classe della Verdura (+2%).

- L’aumento della crescita annuale dei beni alimentari che passa a +1,4% dal +1,2% del mese di novembre. Lo scorso anno la variazione annuale dei beni alimentari era invece negativa per quasi mezzo punto percentuale;

- La diminuzione della crescita sia mensile che annuale dei Beni energetici (rispettivamente da +0,7% a +0,3% e da +4,7% a +4,2%). Questi ultimi dati sono decisamente in controtendenza a quelli dell’anno scorso quando nello stesso periodo si registrava  una contrazione dei prezzi per oltre 2 punti percentuali;

- La stabilità dei Tabacchi rispetto al mese di novembre 2017 e la modesta crescita a livello annuale (+0,5%) che non ripropongono la situazione registrata un anno fa quando le variazioni erano rispettivamente negativa di 0,3 punti e di segno più per quasi 3 punti;

- L’andamento stabile dei prezzi degli Altri beni (nulla la variazione mensile e in crescita di 0,1 quella annuale); il mese precedente entrambe le variazioni erano pari allo +0,2%.

La variazione mensile della Componente di fondo, cioè l’indice generale al netto degli energetici e alimentari freschi (core inflation) è di segno più e si attesta allo 0,4%, leggermente superiore a quella registrata nel mese di novembre (+0,2%) nonché a quella registrata nel dicembre del 2016 (+0,2%). La variazione annuale passa al segno positivo (+0,2%).

A livello nazionale si registrano le seguenti variazioni: congiunturale +0,3, tendenziale +0,4.

La misura dell’inflazione locale a seconda della frequenza d’acquisto dei beni presenti nel paniere può essere così sintetizzata:

- I prodotti ad alta frequenza di acquisto presentano in aumento sia la variazione congiunturale che tendenziale (rispettivamente  +0,2 e +1,6)  entrambi i valori superiori di 0,1 decimo di punto rispetto ai valori nazionali. Come dice il nome dell’aggregato rispondono a questa classificazione i beni di largo consumo o utilizzo, quali alimentari, bevande, tabacchi, spese per l’affitto, per la pulizia e manutenzione in generale della casa, i carburanti i trasporti;

- Il valore congiunturale dei beni a media frequenza si attesta a +0,8% ( superiore di due decimi di punto rispetto al valore nazionale). La variazione tendenziale (+0,4%) risulta inferiore al quella nazionale (+0,6%) e in  controtendenza rispetto al dato registrato nel mese di dicembre 2016 che vedeva un valore negativo a -0,3%. Si collocano in questo aggregato le spese per abbigliamento, le tariffe (elettricità, acqua e raccolta rifiuti), i trasporti, i medicinali e i servizi medici e dentistici, i beni legati  alla cultura, alla ricreazione e alle vacanze;

- Per i prodotti a bassa frequenza di acquisto variazione congiunturale nulla e negativa per il tendenziale

(-0,5%). Entrambi i valori in controtendenza sia rispetto a quelli rilevati nello scorso  mese ( -0,3% e +0,1%)  che a quelli del dicembre 2016 (-0,3%; +0,2%). Rientrano in questo gruppo gli elettrodomestici, i servizi ospedalieri, l’acquisto dei mezzi di trasporto, gli apparecchi tecnologici in generale. (All. Tav. 2)

Di seguito alcuni dati  a cura dell’Ufficio Statistica del Comune di Lecco, sulle variazioni degli indici dei prezzi al consumo, registrate nel territorio locale, con riferimento al mese di dicembre 2017.

Questi gli aggregati di prodotto, a rilevazione locale e non centralizzata, che hanno avuto le maggiori variazioni in aumento e quelli che hanno registrato le maggiori variazioni in diminuzione rispetto ai prezzi rilevati nel mese di novembre 2017:

Variazioni in aumento (ortofrutta + prodotti ittici)

  • Carciofi                          + 43,1%
  • Melanzane                     + 15,9 %
  • Cavoli verza                    + 15,2 %

Variazioni in diminuzione (ortofrutta + prodotti ittici)

  • Clementine                     - 14,3 %
  • Ananas                          - 13,8 %
  • Finocchi                         - 13,8 %

Variazioni in aumento

  • Preparati di pasta (pasta ripiena)                + 5,1 %
  • Pigiami uomo                                         + 5,1 %
  • Giacche donna                                        + 4,8 %

Variazioni in diminuzione

  • Biancheria da tavola                                - 16,7 %
  • Noleggio mezzi di trasporto e sharing          -  4,4 %
  • Macchine da caffè, bollitori tè e simili           -  3,6 %

Variazioni carburanti

  • Gas GPL                                                 + 0,5 %
  • Gasolio per mezzi di trasporto                     + 0,5 %
  • Benzina                                                  + 0,4 %

Nel mese di dicembre le divisioni che hanno registrato le maggiori variazioni mensili in aumento sono: Ricreazione, spettacoli e cultura (+1,5%); Trasporti (+1,4%); Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,3%); Abbigliamento e calzature e Acqua elettricità e combustibili (entrambe +0,2%) e Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,1). Nessuna variazione per le divisioni di: Bevande alcoliche e tabacchi; Mobili e articoli per la casa; Servizi sanitari; Comunicazioni; Istruzione e Altri beni e servizi (tra l’altro ad esclusione delle bevande alcoliche le stesse variazioni sono registrate anche a livello nazionale). Non ci sono divisioni con variazioni negative.

Per quanto riguarda le variazioni rispetto a dicembre 2016, sono in maggioranza quelle con la variazione di segno più, anche se solo tre con valore inferiore all’1%. Di seguito le variazioni registrate: trasporti (+2,6%); Abbigliamento e calzature (+1,7%); Alimentari (+1,6%), Servizi ricettivi (+1%); Altri beni e servizi (+0,8%); Ricreazione, spettacolo e cultura (+0,5% e pari al dato nazionale); Bevande alcoliche e tabacchi (+0,1%). Non ci sono variazioni nulle e tutte lae altre divisioni hanno variazioni di segno meno: Istruzione (-13,9%); Comunicazione (-1,7%); Mobili e articoli per la casda (-0,5%) ; Servizi sanitari (-0,2%) e Abitazione (-0,1%). 

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