Lario Reti, la Corte d'Appello dice "no" al Comune di Merate: "Non può recedere"

La Corte d’appello di Milano ha respinto la richiesta del Comune di Merate di poter recedere da Lario Reti Holding S.p.A

La vicenda aveva avuto inizio quando, con delibera del luglio 2011, il consiglio comunale di Merate aveva deciso di recedere da LRH chiedendo la liquidazione della sua quota, richiesta respinta dalla Società per l’assenza dei presupposti previsti dalla legge.

Il Comune di Merate aveva quindi, nel maggio 2014, avviato il contenzioso legale, col provvedimento del Tribunale di Lecco di nomina di un Collegio Arbitrale al fine di dirimere la questione. La decisione degli Arbitri del 10 giugno 2015 aveva confermato l’operato di LRH, respingendo le richieste di Merate e chiarendo che non vi erano i presupposti per il recesso. Il Collegio Arbitrale aveva infatti fatto presente che LRH, attraverso le società controllate Lario Reti Gas ed Idroservice (all’epoca ancora separata da LRH), “svolge servizi di interesse generale ed istituzionale a favore degli utenti della provincia di Lecco, compresi gli abitanti del Comune di Merate”.

Nel dicembre 2015 Merate aveva quindi impugnato la decisione degli Arbitri davanti alla Corte d’appello di Milano, la quale, con la sentenza del 14 novembre 2017, ha nuovamente e definitivamente respinto la tesi di Merate sancendo che “gli Arbitri hanno esaurientemente motivato in ordine all’assenza dei presupposti legittimanti il diritto di recesso del Comune”, in base alla legge n. 244 del 2007. La sentenza ha quindi confermato che il Comune di Merate non ha diritto di recedere da Lario Reti Holding.

L’esito di tale vicenda giudiziaria si inserisce nel quadro complessivo della riorganizzazione del servizio idrico integrato nella provincia di Lecco – avviata proprio con l’affidamento in house a LRH, la cui candidatura prevedeva – tra le altre cose – l’impegno alla integrazione societaria dei soggetti che a vario titolo si erano in passato occupati del servizio idrico, al fine di razionalizzare il settore evitando inutili duplicazioni di costi a carico dei Comuni soci.

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In particolare appare ora necessario procedere ad una serena ed equilibrata rivalutazione della questione Idrolario, con l’auspicabile avvio del percorso di integrazione in LRH, fino ad oggi rimasto in sospeso proprio per la volontà del Comune di Merate di attendere il responso della Corte d’Appello sul recesso e che è invece in fase avanzata per le società cosiddette patrimoniali minori (Adda Acque e Consorzio Olginate Valgreghentino)

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